Cattedrale di St. Denis

Scritto da Stefano Torselli on .

cattedrale di Saint Denis

Il simbolo di una nuova era

La cattedrale di Saint Denis è la prima cattedrale costruita in stile gotico ed ebbe un ruolo politico complesso e importantissimo.

Nella sua architettura si sono rispecchiate le due principali strategie ideologiche portate avanti nel XII secolo allo scopo di rinnovare la monarchia: il richiamo a una tradizione molto antica, che era necessario coltivare per dimostrarsene degni eredi, e il proposito di essere innovativi per superare l’epoca immediatamente precedente.

Saint Denis e i re di Francia

interno cattedrale saint Denis

La cattedrale di Saint Denis sorge sul luogo di un antico cimitero gallo-romano dove fu sepolto il primo vescovo di Parigi e patrono di Francia, San Dionigi, decapitato nel 250 D.C. Il primo santuario fu edificato intorno al 475 D.C. I reali di Francia ebbero da subito un legame speciale con Saint Denis, e inaugurarono l’usanza di farsi seppellire nell’abbazia. Vi sono sepolti quasi tutti i re di Francia dai Merovingi ai Borbone del XIX secolo, e vi si trova anche la tomba di Maria Antonietta e Luigi XVI.

facciata cattedrale saint Denis

L’abate Suger e la nascita del gotico

Dal 1122 al 1251 l’abbazia fu sotto la guida dell’abate Suger, consigliere del re e reggente di Francia durante la seconda crociata. Fu lui a decidere di ricostruire l’edificio nel nuovo stile che stava nascendo, e ad erigere il primo edificio gotico della storia.
Suger era ambizioso, intraprendente e non si fermava di fronte a nessun ostacolo. Voleva un’opera sontuosa, mai vista prima: un’architettura di luce. Raccolse i fondi per le materie prime, l’oro, le pietre preziose. Alla morte di Suger i lavori subirono un arresto per circa mezzo secolo. Furono ripresi dall’architetto Pierre de Montreuil che modificò in parte il progetto di Suger, aggiornandolo con le tecniche più avanzate dello stile gotico ormai arrivato a maturazione: utilizzando l’arco rampante egli eleva ulteriormente le volte, e realizza un transetto molto più ampio del progetto originario perché raccogliesse le tombe dei reali. Oggi la facciata di Saint Denis si presenta asimmetrica a causa del crollo della torre nord, avvenuto nel XIX secolo.

navata della cattedrale di Saint Denis


I primati di Saint Denis

Per la prima volta, la pianta a croce latina con cappelle laterali e la volta su ogive incrociate vengono sperimentate simultaneamente nello stesso edificio. La tecnica delle ogive incrociate permette di alleggerire i supporti e scavare le pareti, mentre le vetrate creano un muro ondulatorio di luce. Alcune delle vetrate di Saint Denis sono le più antiche di Francia.
Saint Denis vanta anche il primo rosone di Francia. I due rosoni dell’abbazia hanno colori differenti: il rosone a nord ha colori freddi perché indica il punto delle tenebre, il rosone sud, al contrario, è un tripudio di colori. 

navata della cattedrale di Saint Denis

La necropoli reale

Il primo re che scelse di farsi inumare a Saint Denis fu il merovingio Dagoberto. Nell’abbazia si trovano anche i sepolcri dei re carolingi Carlo Martello, Pipino il Breve e Carlo il Calvo. La dinastia dei Capetingi è presente quasi in toto, da Ugo Capeto in poi: mancano all’appello solo Luigi XI e san Luigi IX, la cui tomba fu distrutta durante la Guerra dei Cent’anni. I re Borboni non hanno monumenti funebri, ma i loro corpi imbalsamati sono seppelliti nella cripta, chiusi in bare adagiate su telai di ferro. 

vetrate della cattedrale di Saint Denis

Le tombe di Luigi XVI e Maria Antonietta

Durante la Rivoluzione, come si poteva immaginare, molte tombe reali furono profanate. Con la Restaurazione nel 1817, re Luigi XVIII fece inumare nella cripta le ossa dei re che erano state disperse e fece trasportare dal cimitero della Madeleine i corpi di Luigi XVI e Maria Antonietta. Oggi i sovrani travolti dalla Rivoluzione riposano nella cappella centrale della cripta.

Le sculture funerarie

Fu San Luigi IX a ordinare che fosse realizzata una scultura-simbolo per ogni sovrano sepolto a Saint Denis. Dal 1285, si scolpirono quindi le statue, che seguivano il più possibile i tratti somatici dei singoli individui. Nel transetto ci sono ancora 4 statue originali del XIII secolo delle 16 ordinate da San Luigi, raffiguranti re e regine Merovingi, Carolingi e Capetingi.

sant denis tomba maria antonietta

La tomba di Luigi XII e Anna di Bretagna è tra le più singolari e mostra un forte simbolismo. I corpi dei sovrani sono rappresentati all’interno, rosi dai vermi, e al di sopra, risorti e in preghiera. Altri mausolei seguono la stessa rappresentazione. In una delle cappelle radiali si possono ammirare le bellissime statue in preghiera di Luigi XVI e Maria Antonietta.

Le reliquie

Secondo la leggenda San Dionigi, decapitato sulla collina di Montmartre, si alzò in piedi e raccolse la sua testa. Uno dei capitelli della cripta mostra il santo con la testa in mano. Le reliquie del santo furono conservate nella cripta fino al XII secolo. Da allora e fino a oggi sono conservate in una teca sull’altare maggiore.

cuoricino del delfino di Francia Luigi XVII

Il cuoricino del delfino di Francia: Luigi XVII

A Saint Denis riposano anche i resti dei due figli maschi di Maria Antonietta e Luigi XVI. Il primo, di salute cagionevole, morì a soli otto anni. Il secondo, Louis Charles, divenne delfino di Francia al posto del fratello e fu travolto dalla Rivoluzione col resto della famiglia reale. Dopo essere stato rinchiuso nella prigione del Tempio nel 1792, fu portato via alla madre assieme alla sorella maggiore Teresa. Dopo la condanna a morte di Maria Antonietta pare che fu affidato a un calzolaio, Simon, perché lo allevasse secondo i principi rivoluzionari; ma questi lo abbandonò a se stesso. Ufficialmente, il governo annunciò il ritrovamento del corpicino in una cella, morto di stenti e di tisi. Sorsero dubbi su questa versione, ma sempre ufficialmente il corpicino fu gettato in una fossa comune previa anestesia. Il medico che si occupò di farla pensò di conservare il cuore del fanciullo. La reliquia fu trafugata più volte. Le analisi di laboratorio lasciano poco adito a dubbi: i dati genetici coincidono con quelli di Maria Antonietta e Luigi XVI. Dal 2004 il cuoricino di Louis Charles è stato spostato nella cripta e alloggiato all’interno del suo monumento funebre, in un’ampolla. Non si sa dove si trovi il resto del corpo: alcuni dicono che riposi nel vecchio cimitero della chiesa di S. Marguerite, dove è rimasta conservata una sola tomba con una piccola croce di pietra che reca l’iscrizione “L XVII”. L sta per Luigi? O è una semplice data? Il mistero non è ancora stato risolto. Un mistero ancora più fitto avvolge la primogenita di Maria Antonietta e Luigi XVI, la principessa Teresa, detta “l’orfanella del Tempio”: a quanto pare fu mandata in esilio e di lei non si seppe più nulla.