Sulle brughiere dello Yorkshire spazzate dal vento, in una casa chiamata Wuthering Heights — che in dialetto locale significa proprio "esposta alle tempeste" — si svolge una storia d'amore così assoluta da superare la morte, così oscura da rendere il confine tra passione e distruzione quasi invisibile. Cime Tempestose (1847) di Emily Brontë è un romanzo che sfugge alle categorie: è gotico, romantico, tragico, e insieme qualcosa di irriducibile a qualsiasi etichetta. È, semplicemente, uno dei romanzi più potenti mai scritti in lingua inglese.
Emily Brontë: la poetessa solitaria delle brughiere dello Yorkshire
Emily Jane Brontë nasce il 30 luglio 1818 a Thornton, nel West Riding of Yorkshire, quarta dei sei figli del reverendo Patrick Brontë. Cresce a Haworth, il villaggio sul bordo delle brughiere dove la famiglia si trasferisce nel 1820 e dove Emily resterà per quasi tutta la sua breve vita, uscendo raramente e solo a malincuore. Le brughiere non sono per lei uno sfondo: sono il tessuto stesso dell'immaginazione, l'unico paesaggio in cui si sente pienamente viva.
Con le sorelle Charlotte e Anne costruisce fin dall'infanzia un universo narrativo immaginario — Gondal per Emily e Anne, Angria per Charlotte e il fratello Branwell — che diventa il laboratorio segreto della sua creatività. È una poetessa di straordinaria intensità: le Poems pubblicate nel 1846 sotto lo pseudonimo Ellis Bell sono tra le vette della lirica vittoriana. Cime Tempestose, pubblicato nel dicembre 1847 sempre come Ellis Bell, è il suo unico romanzo. Morirà il 19 dicembre 1848, a soli trent'anni, di tubercolosi contratta probabilmente al funerale del fratello Branwell.
La critica vittoriana accolse il romanzo con sconcerto e fastidio: troppo cupo, troppo violento, troppo privo della morale rassicurante che il pubblico dell'epoca si aspettava. Charlotte Brontë, nell'edizione postuma del 1850, scrisse una prefazione difensiva in cui definiva il romanzo un'opera rozza ma potente, frutto di un'immaginazione non ancora educata al controllo. La critica novecentesca avrebbe rovesciato completamente il giudizio: Cime Tempestose è oggi riconosciuto come uno dei capolavori assoluti del gotico romantico e della letteratura mondiale.
Cime Tempestose: la trama del romanzo gotico romantico
La storia è narrata con una struttura a cornici che aggiunge alla trama principale un ulteriore strato di mistero. Il narratore esterno è Lockwood, un inquilino londinese che affitta Thrushcross Grange dallo strano e cupo proprietario Heathcliff. Curiosando nella casa di Wuthering Heights, Lockwood trova un diario antico di Catherine Earnshaw e sogna di essere visitato dal suo fantasma. Scioccato, chiede alla governante Nelly Dean di spiegargli chi fossero queste persone: il racconto di Nelly costituisce il corpo principale del romanzo.
Heathcliff è un trovatello di origini sconosciute — si ipotizza sia zingaro o irlandese — che il vecchio Earnshaw porta a Wuthering Heights dalla città. Cresce come fratello adottivo di Catherine e del figlio legittimo Hindley; tra lui e Catherine si sviluppa un legame che trascende l'amicizia, il fratellato e l'amore romantico — è qualcosa di più primordiale e assoluto. Quando Hindley, dopo la morte del padre, degrada Heathcliff a servo, e Catherine decide di sposare l'aristocratico Edgar Linton di Thrushcross Grange, Heathcliff sparisce. Torna tre anni dopo, misteriosamente arricchito, per una vendetta sistematica che durerà decenni: umilia Hindley, sposa la sorella di Edgar solo per tormentarlo, seduce la figlia di Catherine per appropriarsi delle sue proprietà.
Catherine muore poco dopo il parto di una figlia (che si chiamerà anche lei Catherine, Cathy) lacerata tra Heathcliff e Edgar. Heathcliff sopravvive a tutti, invecchia, e alla fine — logorato dal senso di Catherine ovunque intorno a lui — smette di mangiare e muore con un sorriso strano sul volto. La storia della generazione successiva — Cathy figlia di Catherine, Linton figlio di Heathcliff, Hareton figlio di Hindley — ripete e insieme risolve i conflitti della prima generazione, chiudendo il romanzo su una nota ambiguamente speranzosa. La struttura del romanzo, con le sue cornici temporali e i narratori inaffidabili, rappresenta una delle innovazioni tecniche più sofisticate del romanzo gotico.
La brughiera come paesaggio dell'anima: il gotico naturale di Brontë
Nel romanzo gotico settecentesco il paesaggio della minaccia era sempre architettonico: il castello, il convento, il corridoio labirintico. Emily Brontë compie una rivoluzione silenziosa: in Cime Tempestose il paesaggio della minaccia è naturale. Le brughiere dello Yorkshire — pianure desolate, ventose, coperte di erica viola, attraversate da torrenti scuri — non sono uno sfondo decorativo. Sono il correlativo oggettivo dell'anima di Heathcliff e Catherine: selvagge, assolute, indifferenti alle convenzioni sociali, capaci di una bellezza terrificante.
Questo uso del paesaggio è al tempo stesso gotico e romantico nel senso più profondo. Il sublime di Edmund Burke — quella categoria estetica che comprende tutto ciò che è immensamente potente, oscuro e capace di produrre un terrore piacevole — si incarna nella brughiera molto più che in qualsiasi castello artificiale. La natura, per Brontë, non è pacificante come nel Romanticismo di Wordsworth: è indifferente, spietata, e proprio per questo adatta ad accogliere passioni che non possono essere contenute nella società civile.
La contrapposizione tra i due luoghi abitati nel romanzo è fondamentale: Wuthering Heights — alta, esposta al vento, rude, reale — contro Thrushcross Grange — bassa nella valle, protetta, raffinata, artificiale. Heathcliff e Catherine appartengono alla prima; Edgar Linton e la sua classe appartengono alla seconda. La tragedia del romanzo nasce dall'impossibilità di Catherine di abitare entrambi i mondi. Questo tema del paesaggio come specchio dell'anima si ritrova anche nell'analisi di Ann Radcliffe e I Misteri di Udolpho, dove il castello di Udolpho svolge una funzione analoga.
Heathcliff: il Byronic hero come antieroe gotico
Heathcliff è il personaggio più complesso e controverso del romanzo gotico romantico inglese. È quello che la critica chiama un Byronic hero — il tipo di protagonista oscuro, tormentato, moralmente ambiguo che Lord Byron aveva codificato attraverso personaggi come Manfred e il Corsaro: un uomo con un passato misterioso, capace di grandi passioni ma anche di crudeltà sistematica, che sfida le convenzioni sociali e porta in sé un senso di colpa o di perdita non del tutto articolato.
Ma Heathcliff supera il modello byroniano in complessità. La sua crudeltà verso la generazione successiva — il sadismo con cui tratta Hareton e il giovane Cathy — lo rende non semplicemente un eroe oscuro ma qualcosa di più inquietante: un uomo che, consumato dalla perdita, diventa il principio stesso della distruzione. La sua ossessione per Catherine morta — il desiderio di sentirla vicina, di farla tornare, di seguirla nella morte — appartiene alla tradizione gotica del soprannaturale: non è metafora, è vissuta da Heathcliff come realtà.
Eppure Emily Brontë non permette una lettura semplicemente moralistica del personaggio. Heathcliff è vittima prima di essere carnefice: umiliato da Hindley, perduto per Catherine per ragioni di classe, escluso dalla società per origini sconosciute. La sua vendetta è mostruosa nella forma ma comprensibile nella radice. È, nel senso più profondo, la figura del villain gotico che il romanzo rende umano: un uomo che ha amato con un'intensità che la società non poteva accettare, e che questa intensità rifiutata ha trasformato in forza distruttiva.
Il fantasma di Catherine: il soprannaturale in Wuthering Heights
Uno degli elementi più discussi di Cime Tempestose è il suo rapporto con il soprannaturale. Il romanzo inizia con Lockwood che sogna di essere visitato dal fantasma di Catherine, una bambina che graffia il vetro della finestra chiedendo di essere lasciata entrare — una scena di tale potenza gotica da essere tra le più citate della letteratura inglese. Ma è un sogno o una visione reale? Brontë non risponde.
Questa ambiguità è deliberata e costituisce uno degli aspetti più sofisticati del romanzo. Il soprannaturale in Cime Tempestose non è mai esplicito come in Il Monaco di Lewis, né mai definitivamente razionalizzato come in Radcliffe: è possibile, filtrato sempre attraverso percezioni soggettive e narrative inaffidabili. Catherine potrebbe effettivamente infestare le brughiere e la casa; oppure Heathcliff, nell'intensità del suo lutto, potrebbe semplicemente percepirla ovunque.
Heathcliff stesso, in punto di morte, descrive di vedere Catherine vicino a lui, di sentirne la presenza fisica. L'ultima scena del romanzo — il piccolo pastore locale che giura di aver visto i fantasmi di Heathcliff e Catherine vagare sulle brughiere — lascia aperta la questione. Questa ambiguità trasforma il soprannaturale in qualcosa di più potente di qualsiasi apparizione letterale: è la forma narrativa della passione assoluta, ciò che rimane quando un amore è troppo grande per essere contenuto in una sola vita. Per approfondire come il tema del fantasma attraversi la tradizione gotica consulta la sezione sui fantasmi nella letteratura gotica.
L'eredità di Cime Tempestose: dal gotico romantico all'horror moderno
L'influenza di Cime Tempestose sulla cultura successiva è difficile da limitare a un solo settore. La prima e più immediata eredità è quella letteraria: il romanzo ha definito un tipo di storia d'amore — oscura, assoluta, socialmente impossibile, con un protagonista maschile tormentato e pericoloso — che ha attraversato tutto il Novecento e continua nel contemporaneo.
Il personaggio di Heathcliff è il progenitore di ogni "uomo oscuro" della narrativa popolare: dal Rochester di Charlotte Brontë in Jane Eyre (pubblicato due mesi prima di Cime Tempestose) ai vampiri romantici di Anne Rice e Stephenie Meyer, fino ai protagonisti tormentati dei romanzi di Nicholas Sparks e delle serie TV contemporanee. La struttura "amore impossibile tra diseguali, con un amante oscuro che porta distruzione" è una grammatica narrativa che Brontë ha definito e che il mercato editoriale non ha mai smesso di usare.
Al cinema, il romanzo è stato adattato numerose volte: la versione del 1939 con Laurence Olivier e Merle Oberon rimane la più celebre; quella del 1992 con Ralph Fiennes è la più fedele all'oscurità del testo originale. Nella musica, la canzone Wuthering Heights (1978) di Kate Bush — scritta a diciotto anni, ancora tra i più celebri brani della musica inglese — ha introdotto il romanzo a generazioni che non lo avevano letto. Nel gotico contemporaneo, la brughiera come paesaggio dell'anima torna in innumerevoli forme: nei romanzi di Sarah Waters, nei film di Andrea Arnold, nelle serie come Penny Dreadful. Emily Brontë ha scritto un solo romanzo, ed è abbastanza.


