| Pittura Gotica |
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| Jan Van Eyck |
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| Scritto da Marina |
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L’umanista italiano Bartolomeo Fazio, suo contemporaneo, celebrò Jan Van Eyck come “il principe dei pittori del nostro secolo”. Di certo è uno dei grandi maestri della pittura gotica fiamminga, grazie a opere come il Polittico di Gand o il ritratto dei coniugi Arnolfini.
Nel modo in cui van Eyck trattava il paesaggio, la figura e l’architettura, gli italiani riconobbero una ricerca artistica volta a suggerire la spazialità del dipinto paragonabile a quella dei propri maestri, ma con una differenza fondamentale: mentre Masaccio costruiva un sistema di assi di fuga per fondare insieme avvenimento e architettura in uno spazio omogeneo, Van Eyck catturava la realtà concreta nelle sue esatte proporzioni, senza ricorrere apparentemente ai calcoli matematici. Inoltre, agli ammiratori italiani sembrava sbalorditivo il fatto che le atmosfere dei paesaggi fossero illuminate da tenere infiltrazioni della luce e formate da sublimi sfumature di colore. Pochi decenni prima, sia il paesaggio sia l’architettura che includevano la storia sacra erano ancora meri fondi schematici, simili a scene teatrali.   Il Polittico di Gand (1432)L’opera porta davanti agli occhi in modo compiuto quasi tutti gli elementi del realismo da poco conquistato, e indica la direzione in cui si sarebbe sviluppata la pittura fiamminga. L’angelo dell’Annunciazione e Maria sono rappresentati come persone in uno spazio che appare come percorribile e che invita a farlo: nello sfondo si apre un arco a tutto sesto che offre il panorama della città . Gli sposi donatori, alla base del polittico, sono rappresentati come individui. Contrastano con essi le figure di Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, rappresentati come sculture policrome, per sottolineare il passaggio a un altro livello di realtà .   Quando il polittico di Gand si apre compaiono Adamo ed Eva rappresentati nella loro nudità . La storia principale, divisa in diverse tavole, rappresenta l’adorazione dell’Agnello Mistico, l’avvicinarsi dei santi, il concerto angelico e Dio padre con Maria e Giovanni. L’ostentata gravidanza di Eva e il fratricidio che ne conseguirà danno inizio alla via crucis dell’umanità , alla grazia di Dio e alla sua volontà di sacrificare il proprio Figlio, “l’Agnello di Dio” per mantenere la promessa della sua salvazione.   L’Annunciazione (1435) L’avvenimento ha luogo in una cattedrale gotica, là dove il credente prega per avere il coraggio e la forza di dominare il maligno e per alimentare la speranza nella redenzione futura. Sul pavimento si possono vedere frammenti della storia di Sansone e di David che indicano la vittoria sul maligno mentre in alto, sulle vetrate, appare cristo sulla sfera del mondo, in chiara allusione all’eternità della grazia divina. Lo spazio sacro subisce un innalzamento simbolico che rimanda al rituale quotidiano dell’andare a messa e all’intima disposizione del credente.
Ritratto dei coniugi Arnolfini (1434)
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