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| Portogallo: terra del Graal? |
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| Scritto da Laura |
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Per gli studiosi dell’ordine dei Templari il Portogallo è particolarmente interessante. Il 19 marzo 1128 Teresa, contessa del Portogallo, aveva firmato alcuni passaggi di proprietĂ a favore dell’Ordine del Tempio. Tra queste proprietĂ c’era il castello di Soure e ciò è straordinario perchĂ© si è sempre ritenuto che i Templari avessero concentrato la propria attivitĂ esclusivamente in Terra Santa. Ed è significativo che in un contratto d’acquisto, la nipote della contessa Teresa si fosse definita “Sorella della milizia dei Templari”. Ciò potrebbe confermare il fatto che l’ordine avesse accettato anche le donne al suo interno. L’importanza del Portogallo per i Templari si rileva anche da un altro evento a tutt’oggi circondato da molti misteri. Nel febbraio del 1159 Alfonso I re di Portogallo, amico e protettore dell’ordine lasciò in ereditĂ ai Templari la regione di Cera, fino a quel momento disabitata. Il documento relativo alla donazione non portava il solito sigillo in cera, ma un marchio rotondo, formato da due anelli esterni e un curioso monogramma con le iniziali greche di Christos (X) (Chi) e P (Rho). L’anello esterno racchiudeva il titolo e il nome del re “Alfonsus Rex” mentre in quello interno sono indicati i figli del re come testimoni della donazione: “Cum Filiis Suis”. Dalla disposizione delle lettere intorno al monogramma di Cristo si compone la parola “Por tuo Gral”. Un’altra possibile interpretazione dell’iscrizione sarebbe “Portugal”, cioè il nome del regno. PoichĂ© una caratteristica dell’ordine è l’ambiguitĂ dei concetti, non è possibile stabilire quale sia la versione corretta. Il Portogallo potrebbe essere la terra in cui è nascosto il Graal? L’ipotesi è senza dubbio affascinante. Una cosa è certa : i Templari sono sempre stati alla ricerca di tesori di qualsiasi tipo, dai beni materiali, alle preziose reliquie, dai teschi di santi, tra i quali quelli degli apostoli, alla Sacra Sindone, all’Arca dell’Alleanza, al Sacro Graal. In Liguadoca, loro “patria spirituale” i Templari furono i custodi di un tesoro antichissimo, conquistato dall’imperatore Tito a Gerusalemme nel 70 d.C. e depredato a Roma dai Visigoti. Era il “tesoro del Tempio di Gerusalemme”, che includeva il candeliere a sette bracci, il menorah, ma anche oro e pietre preziose. E il Graal? In una incisione sulla parete della Domme/Dordogne francese dove, tra il 1307 e il 1318 furono rinchiusi 70 Templari, è illustrata una insolita scena della Crocifissione. Non corrisponde infatti alla tradizione, poichĂ© Giuseppe d’Arimatea è raffigurato nell’atto di raccogliere in un calice il sangue di GesĂą che sgorga dal suo fianco. Alla sua sinistra si trova una donna seminuda che tiene in mano un oggetto. Probabilmente si tratta di Maria Maddalena che viene posta in relazione sia ai Templari (che la veneravano) che al Graal. Anche nella chiesa dei Templari di S. Maria Maggiore, Peter Rois, il signore del Tempio morto all’inizio del XIII secolo, innalza una coppa che potrebbe raffigurare il Graal.Â
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