| Romanzo Gotico |
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| Il Romanzo Gotico |
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| Scritto da Silenski |
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Già agli inizi del Settecento comincia ad entrare nell’opera di poeti e scrittori una certa sensibilità gotica. Ma questa data, al pari di tutte le altre nella storia del gusto, è arbitraria: la sensibilità gotica ha avuto in letteratura vita ininterrotta così come per lo stile gotico nell’architettura. Gotici sono gli orrori e le mostruosità del dramma elisabettiano. Vi sono sorprendenti rassomiglianze nei personaggi, nelle situazioni, e persino nel modo di narrare, tra il romanzo gotico e le opere di Shakespeare; ad esempio la tendenza ad indugiare su morbosi pensieri di morte e su fantasie sepolcrali. Poeti “gotici”, sui quali tra l’altro si fonda gran parte del revival gotico settecentesco, sono Spenser e Milton. “ Tutto ciò che in qualche modo è adatto a stimolare idee di dolore e pericolo, vale dire tutto ciò che in qualche modo è terribile o ha a che fare con argomenti terribili oppure funziona in modo analogo al terrore, è una fonte del sublime; produce cioè la più forte emozione che la mente è capace di sentire.” Il trattato getta basi pseudo-scientifiche sull’irrazionalità del gotico, dove la paura determina un distacco dalla ragione e dal controllo dei sentimenti, scatenando l’immaginazione e profonde inquietudini legate al mistero e ai pericoli della natura: “il terrore riempie la mente di idee grandiose e fa ripiegare l’anima su se stessa”. Nel suo trattato Burke fa una classifica di idee sublimi e ci da una spiegazione sulla sublimità . Esse sono l’oscurità , dove il buio e l’incertezza provocano paura, angoscia e terrore; il potere, quando la mente è portata a temere a causa di forze superiori; le privazioni, come l’oscurità , il vuoto, il silenzio, che sono grandi perché terribili; la vastità , sia in lunghezza, altezza o profondità , quest’ultima la più potente fonte del sublime; l’infinito ed ogni oggetto che a causa delle sue dimensioni appare tale; la difficoltà e la magnificenza. Il contributo più rilevante Burke lo ha dato conferendo al terrore un ruolo letterario centrale e degno di nota. Così risvegliare la paura diviene uno degli intenti più significativi che uno scrittore possa porsi e inoltre la paura diventa il mezzo principale grazie al quale si possono aggirare i dettami della ragione. Date le circostanze non deve stupire che elementi gotici cominciarono a manifestrasi già in seno al romanzo realistico di Fielding e Richardson. Un’opera anticipatrice del romanzo gotico è “Ferdinand Count Fathom” (1753) di Smollett, un romanzo satirico piuttosto convenzionale incentrato sulle abominevoli imprese di un truffatore e con importanti elementi gotici: atmosfere cupe e persecuzioni. L’eroe di questo romanzo ospite in una casa solitaria nella foresta, trova il cadavere di un uomo appena ucciso nella stanza dove è stato mandato a dormire, e la cui porta è stata chiusa a chiave, imprigionandolo. Ma è con “Il castello di Otranto” (1764), di Horace Walpole che inizia ufficialmente il filone dei romanzi gotici. |