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| I Vangeli e gli apocrifi |
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| Scritto da Marina |
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Nelle chiese del XIII secolo la vita dei santi è narrata più diffusamente e con maggior compiacimento della vita di Cristo. I miracoli non figurano mai, o molto raramente. Tutto il lato umano, tenero o semplicemente pittoresco del Vangelo pare non interessare gli artisti del Medioevo. La vita pubblica di Gesù viene riassunta in quattro episodi: il battesimo, le nozze di Cana, la tentazione e la trasfigurazione.  Simbolismi nella Natività e nella CrocifissioneNelle vetrate del XIII secolo la Natività viene riprodotta senza qualsiasi intonazione di tenerezza. Non vediamo mai, come nei dipinti del Quattrocento italiano, la madre inginocchiata in adorazione del bambino. Nel XIII secolo Maria, distesa sul suo letto, guarda vagamente davanti a sé qualcosa d’invisibile. Il bambino non è poggiato in una mangiatoia, ma si trova sopra un altare sopraelevato che prende la maggior parte della composizione: al posto della mangiatoia c’è l’altare del sacrificio, prefigurazione del sacrificio di Cristo. Quanto alla Crocifissione, gli artisti vogliono far passare il messaggio teologico del Cristo come novello Adamo. Come Eva è uscita dalla costola di Adamo, così la Chiesa è generata da Cristo. Dalla ferita del costato di Gesù crocifisso esce sangue e acqua, secondo il Vangelo; gli artisti raffigurano una regina, personificazione della Chiesa, che ai piedi della croce raccoglie nel suo calice il sangue e l’acqua versati da Cristo. Dall’altro lato della croce, la Sinagoga è impersonata da una figura con gli occhi bendati che tiene in una mano l’asta spezzata della sua bandiera, mentre l’altra mano lascia cadere le tavole della Legge, e una corona rotola via dal suo capo. Una chiara rappresentazione simbolica del fatto che Cristo, facendo nascere la Chiesa, ha abolito i poteri della Sinagoga. Quest’ultima, non avendo riconosciuto il Messia, non è più in grado di capire il significato della Bibbia. Solo la Chiesa d’ora in poi avrà il potere di celebrare il Sacrificio e potrà spiegare i misteri del Libro.  Gli apocrifiI racconti apocrifi sulla vita del Salvatore, sebbene non riconosciuti dalla Chiesa, vennero sempre tollerati ed ebbero libera espressione nell’arte. Sono leggende che risalgono ai primi secoli del Cristianesimo e nascono dal desiderio di conoscere meglio Gesù e coloro che lo avvicinarono. I Vangeli erano avari di particolari per i gusti del popolo, che d’altra parte era incoraggiato alla curiosità dal famoso versetto dell’evangelista Giovanni: “Gesù ha fatto ancora molte altre cose; se fossero scritte tutte, io credo che il mondo non potrebbe contenere tutti i libri che si dovrebbero scrivere”. Il ciclo dei MagiStranamente, i vangeli apocrifi non aggiungono quasi nulla al racconto dei vangeli canonici a proposito dei Re Magi. Le tradizioni relative a queste figure hanno un’origine diversa, il ciclo leggendario ebbe una lenta formazione e nel XIII secolo fu raccolto da Jacopo da Varagine in due capitoli della Leggenda Aurea, il libro più famoso del Medioevo. Jacopo c’informa che i Magi erano tre e si chiamavano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Erano re, e la stella che li guidava era in forma di bambino: un angelo, lo stesso che si era mostrato ai pastori. E così, nelle vetrate delle cattedrali i Magi sono raffigurati in numero di tre, con la corona in testa. Sempre in ossequio alla Leggenda Aurea vengono raffigurati di tre età diverse: il primo è un vegliardo, il secondo un uomo maturo, il terzo un giovane imberbe.  La discesa al LimboNarrata nel Vangelo di Nicodemo, viene resa alla lettera dagli artisti delle cattedrali: Gesù avanza camminando sulle porte divelte dai cardini che, cadendo, hanno schiacciato la Morte e Satana. L’inferno si apre davanti a lui come le fauci di un mostro, Gesù conficca la punta della croce nella mascella minacciosa e tende la mano ad Adamo. Dietro a lui, gli artisti raffigurano spesso i patriarchi e tutti i santi dell’Antica Legge. Leggende sulla Vergine MariaNel Vangelo, Maria pronuncia pochissime parole. Insufficienti per l’enorme devozione che le veniva tributata. Si volle conoscere la famiglia, la sua infanzia, le circostanze del suo matrimonio, gli ultimi anni, la morte. Nel XIII le leggende della Vergine sono collocate sui portali di tutte le cattedrali. Secondo gli apocrifi la madre di Maria è Sant’Anna, e il padre è Gioacchino. Un angelo appare a Gioacchino e gli annuncia la nascita di una fanciulla che vivrà nel Tempio di Dio, e lo Spirito Santo entrerà in essa. Maria vive nel tempio fino all’età di 14 anni, quando il gran sacerdote vuole trovarle marito, ma lei rifiuta. Allora il sacerdote decide di affidarla alla protezione di un uomo della tribù di Giuda, Giuseppe. |