La cattedrale di Burgos in Spagna, è uno dei migliori e più riusciti edifici gotici spagnoli che unisce alla maestosità dello stile gotico anche eleganza ed armonia amalgamando anche gli altri stili artistici che sono succeduti alla costruzione del 1221 e che si è conclusa nel 1765.

La cattedrale di Burgos con le guglie traforate
La cattedrale di Burgos — illustrazione AI in stile incisione ottocentesca

La cattedrale di Burgos è dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, per la complessità e e la numerosità delle opere che la compongono.

Architettura della cattedrale di Burgos

La cattedrale è lunga 84 metri, larga 59 mentre la navata centrale misura 11 metri di altezza. Le torri sono alte 84 metri e impreziosite da guglie frastagliate realizzate nel xv secolo, al centro la Porta del Perdon rappresenta i Re di Castiglia.

All’interno la Porta Sarmental è un complesso scultoreo con l’immagine di un Cristo Pantocratore circondato da apostoli ed evangelisti.

La navata centrale si pregia di un tamburo di rara bellezza sormontato da una meravigliosa volta che custodisce le spoglie di El Cid Campeador, e di sua moglie Donna Jimena. Nelle prossimità si può ammirare la scala Dorata du Diego de Siloé in stile rinascimentale italiano.

Nella cattedrale si contano ben 19 cappelle che rcciudono numerose opere dell’arte orafa, ebanista e pittorica.

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La volta stellata del tiburio della cattedrale di Burgos
La volta stellata del tiburio — illustrazione AI in stile incisione ottocentesca
L'esterno della cattedrale di Burgos con la scalinata
Un lato della cattedrale — illustrazione AI in stile incisione ottocentesca

Sei secoli di cantiere: dal 1221 alla consacrazione settecentesca

La Cattedrale di Burgos è una delle opere architettoniche più longevamente stratificate d'Europa. La prima pietra fu posata il 20 luglio 1221 per volontà di re Fernando III il Santo e del vescovo Mauricio, da poco rientrato da Parigi, dove aveva studiato il cantiere di Notre-Dame e ne aveva importato il lessico gotico francese. I primi maestri francesi tracciarono la pianta a croce latina con tre navate e deambulatorio, ma il cantiere proseguì per oltre cinque secoli: nel Quattrocento Juan de Colonia e il figlio Simón innalzarono le celebri guglie traforate a calligrafia di pietra che raggiungono gli 84 metri, nel Cinquecento Diego de Siloé e Felipe Vigarny introdussero il lessico plateresco, e la costruzione si concluse ufficialmente soltanto nel 1765 con i ritocchi neoclassici alle cappelle minori. Il risultato è un manuale di storia dell'arte ispanica leggibile sulle pareti stesse: gotico francese puro nella navata, gotico isabellino nelle volte stellate, rinascimento castigliano nelle scale, barocco nei ritabli. Nel 1984 l'UNESCO ha dichiarato il complesso patrimonio mondiale dell'umanità, unica cattedrale spagnola a detenere tale riconoscimento in forma esclusiva.

La Capilla del Condestable: gioiello del gotico isabellino

Il capolavoro assoluto del complesso è la Capilla del Condestable, pantheon privato commissionato tra il 1482 e il 1494 dai conestabili di Castiglia Pedro Fernández de Velasco e Mencía de Mendoza y Figueroa a Simón de Colonia, primogenito di Juan. Accessibile dal deambulatorio, la cappella si annuncia con uno straordinario cancello di ferro battuto firmato Cristóbal de Andino e si apre in una pianta ottagonale coperta da una volta stellata a traforo in cui la pietra diventa merletto e la luce discende dalle aperture come attraverso un rosone orizzontale. Al centro le statue giacenti in marmo di Carrara dei due conestabili, opera di Felipe Vigarny; ai lati tre retabli fra cui spicca un Cristo alla colonna di Diego de Siloé e un Ecce Homo attribuito a Leonardo da Vinci. La cappella rappresenta la vetta del cosiddetto gotico isabellino, stile ornamentale tipico del regno di Isabella di Castiglia che unisce la verticalità nordica all'orrore del vuoto mudéjar.

El Cid, il cimborrio crollato e il Papamoscas: storie e curiosità

Sotto il magnifico cimborrio del transetto riposano dal 1921 le spoglie di Rodrigo Díaz de Vivar, il Cid Campeador, eroe della Reconquista morto a Valencia nel 1099, e della moglie Doña Jimena: una semplice lastra di marmo rosso ricorda il cavaliere che Charlton Heston avrebbe reso leggendario al cinema. Il cimborrio stesso ha una storia drammatica: innalzato da Juan de Colonia nel XV secolo in stile gotico, crollò improvvisamente nel 1539 per eccessivo peso, senza fortuna vittime ma travolgendo l'altar maggiore; venne ricostruito tra il 1540 e il 1568 da Juan de Vallejo in stile gotico-plateresco, con una stella a otto punte che è oggi il sigillo visivo della cattedrale. Non meno curioso è il Papamoscas, automa seicentesco posto a quindici metri d'altezza nella navata centrale: un busto antropomorfo emerge dalla sfera di un orologio e ogni ora apre e chiude la bocca scandendo il tempo, suscitando lo stupore dei visitatori da oltre trecento anni. Leggende locali sostengono che lo sguardo del Papamoscas porti fortuna a chi riesce a incrociarlo nell'istante del rintocco.

Visitare Burgos: tra cammino di Santiago e itinerari gotici spagnoli

La Cattedrale di Burgos è una tappa obbligata sul Camino Francés di Santiago di Compostela: ogni giorno migliaia di pellegrini, vestiti con la conchiglia di vieira, si fermano davanti alla facciata tripartita per chiedere la credencial e respirare l'atmosfera della città di Castiglia. Il biglietto d'ingresso per la visita completa comprende la cattedrale, la Capilla del Condestable, il chiostro alto e basso e il museo capitolare con opere di Juan de Juni e Gil de Siloé. Il periodo migliore per la visita è il tardo pomeriggio, quando il sole radente accende le pietre di arenaria di una tonalità dorata irreale, o l'alba invernale con la nebbia della meseta che avvolge le guglie. Chi ama l'architettura gotica può proseguire il viaggio verso le altre grandi cattedrali spagnole — León, Toledo, Siviglia — componendo un itinerario iberico che ha pochi eguali in Europa per ricchezza e varietà stilistica.