Notre Dame di Parigi, il 15 aprile 2019 verso le 18:50 scoppia l’incendio, alle 19:50 il primo allarme delle fiamme sopra la cattedrale ma è troppo tardi. Alle 20:07 il crollo del tetto in legno della cattedrale costruito nel tredicesimo secolo. In 77 minuti le fiamme hanno distrutto gran parte della cattedrale gotica più famosa al mondo. La guglia ( l’estremità a punta) alta 93 metri che dal 1300 dominava Parigi è crollata in fiamme davanti ai turisti ed al mondo intero incredulo del dramma.

Notre-Dame di Parigi in fiamme con il fumo sopra il tetto
L'incendio di Notre-Dame, 15 aprile 2019 — illustrazione AI in stile incisione ottocentesca

Il capolavoro del gotico mondiale, la cattedrale dei re di Francia, della rivoluzione, di Napoleone viene distrutta dalle fiamme in poche ore.

Nonostante la cattedrale di Parigi sia a fianco della Senna e non manchino ai francesi tutti i mezzi per spegnere l’incendio non è possibile salvarla.

Non si possono usare gli aerei Canader per spegnere l’incendio perché la caduta dell’acqua la rovinerebbe ancora di più. Oltre 500 pompieri lavorano fino all’alba per domare l’incendio, gli interni sono distrutti ma si salvano le antiche mura in pietra.

Le cause dell’incendio della cattedrale di Parigi

Le cause dell’incendio di Notre Dame non sono chiare ma si è escluso l’incendio doloso e la matrice del terrorismo islamico.

Lavori di manutenzione alla cattedrale erano in corso, tubi di acciaio alti fino a 100 metri circondavano parte delle mura, le statue dei dodici apostoli e dei quattro evangelisti che erano intorno alla guglia erano già state spostate per il restauro.

E’ probabile che l’incendio sia stato causato da un corto circuito del cavi elettrici che servivano i macchinari per i lavori di restauro della cattedrale.

Cosa si salva dall’incendio a Notre Dame

La cattedrale di Parigi è una delle più grandi al mondo e grazie alle sue dimensioni l’incendio del tetto non ha potuto distruggere tutto. Dal rogo si è salvato il tesoro della cattedrale, comprese le reliquie della corona di spine di Gesu Cristo, un chiodo e un pezzo della Santa Croce dove fu crocifisso. Si è salvato l’altare e la croce centrale.

La ricostruzione di Notre Dame dopo l’incendio

La cattedrale parigina è un simbolo forte della cristianità e il suo incendio ha colpito a fondo la nostra sensibilità ma per fortuna si può ricostruire. Notre Dame è già stata ricostruita in parte nell’800 per riparare ai danni della rivoluzione, l’arichitetto Lassus e Viollet-le-Duc intorno al 1850 segue i lavori di restauro del tetto e della guglia così come li abbiamo conosciuti.

Già dalla notte del 15 aprile 2019 sono arrivate le prime donazioni per la ricostruzione e si stima che entro 20 anni la cattedrale possa ritornare al suo splendore.

Scopri come era la cattedrale prima dell’incendio

Notre-Dame di Parigi durante la ricostruzione con le impalcature
La ricostruzione dopo l'incendio — illustrazione AI in stile incisione ottocentesca

La riapertura del 7 dicembre 2024: Notre Dame rinasce

Dopo cinque anni e mezzo di lavori serrati, il 7 dicembre 2024 Notre Dame di Parigi ha riaperto ufficialmente le sue porte ai fedeli e ai visitatori di tutto il mondo. La cerimonia di riapertura, presieduta dal presidente francese Emmanuel Macron e dall'arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, ha visto la partecipazione di una quarantina di capi di Stato, tra cui il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump e il principe William. La navata, ripulita da secoli di polvere e fuliggine, è apparsa ai parigini di un candore quasi accecante: la pietra calcarea di Saint-Leu, lavata con impacchi di lattice e bicarbonato di sodio, ha recuperato il colore originale che non si vedeva più dal Medioevo. Il grande organo Cavaillé-Coll, smontato pezzo per pezzo e ripulito dal piombo, ha suonato di nuovo sotto le volte gotiche. La ricostruzione della cattedrale di Parigi è stata portata a termine con un anticipo che molti esperti consideravano impossibile: il presidente Macron aveva promesso cinque anni nel 2019, e la Francia, con un'impresa nazionale senza precedenti, lo ha mantenuto.

Come è stata ricostruita: il cantiere del secolo

La ricostruzione di Notre Dame è stata una delle più straordinarie imprese di restauro del XXI secolo, costata circa 700 milioni di euro interamente finanziati da donazioni private provenienti da 150 Paesi. Più di 2000 artigiani — carpentieri, tagliapietre, vetrai, restauratori, campanari, doratori — hanno lavorato al cantiere, spesso riscoprendo tecniche medievali cadute in disuso. La "forêt", il reticolo di travi di quercia che sosteneva il tetto, è stata ricostruita identica all'originale: per produrla sono stati abbattuti 2.000 querce centenarie dalle foreste statali di tutta la Francia, tagliate e stagionate secondo i metodi del XIII secolo. La guglia progettata da Viollet-le-Duc è tornata al suo posto nel dicembre 2023, cementando con un gesto simbolico la fine della prima fase dei lavori. Le coperture in piombo sono state sostituite, i rosoni restaurati vetro per vetro, l'organo principale smontato in quasi 8.000 pezzi e ripulito della polvere di piombo depositata dall'incendio. Un lavoro titanico di archeologia e ingegneria, che ha coinvolto anche nuovi studi scientifici sulla datazione delle pietre.

L'eredità di Viollet-le-Duc e il gotico ritrovato

L'incendio del 15 aprile 2019 ha paradossalmente riacceso l'attenzione su un capitolo spesso dimenticato della storia di Notre Dame: il grande restauro ottocentesco condotto da Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus tra il 1844 e il 1864. Fu infatti in quegli anni, sull'onda del successo del romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo (1831), che la cattedrale venne salvata dal degrado post-rivoluzionario e riportata a un aspetto "più gotico del gotico": la guglia, i celebri chimere, gran parte del bestiario scolpito sono invenzioni neogotiche di Viollet-le-Duc, che si ispirò liberamente al Medioevo immaginato più che a quello storicamente documentato. La decisione del 2020 di ricostruire la guglia à l'identique, invece di optare per un progetto contemporaneo, è stata un riconoscimento implicito al genio controverso dell'architetto ottocentesco. Chi oggi entra nella Notre Dame riaperta si trova dunque di fronte a una stratificazione di epoche straordinaria: le fondamenta duecentesche, il restauro romantico ottocentesco, gli interventi del XXI secolo. Una cattedrale viva, che continua a rinascere — come si conviene a un monumento che è il cuore spirituale e simbolico della Francia.