La cupa casa popolare di Green Street a Enfield, Londra, teatro del poltergeist del 1977
La casa di Green Street a Enfield, teatro del poltergeist — illustrazione AI in stile espressionista

In una casa popolare della periferia londinese, tra il 1977 e il 1979, mobili che si spostano da soli e una voce cavernosa terrorizzano una famiglia. Il poltergeist di Enfield è il caso paranormale che ancora oggi divide credenti e scettici.

Il poltergeist di Enfield: un caso che attraversa i decenni

Il poltergeist di Enfield è forse l'infestazione più documentata e discussa del Novecento britannico. Si svolse al numero 284 di Green Street, nel quartiere londinese di Enfield, dove una madre sola e i suoi quattro figli affermarono di essere bersaglio di fenomeni inspiegabili per quasi diciotto mesi. A renderlo unico non fu solo l'intensità degli episodi, ma il numero di testimoni: oltre trenta persone — vicini, poliziotti, giornalisti e ricercatori — dichiararono di aver assistito a qualcosa.

A distanza di mezzo secolo, il caso continua a essere studiato, raccontato e portato sul grande schermo. È diventato un punto di riferimento per chiunque voglia capire cosa sia davvero un poltergeist, quel particolare tipo di infestazione "rumorosa" che sembra prendere di mira non un luogo, ma una persona.

Mobili che si spostano e una sedia che scivola da sola in una camera degli anni Settanta
I primi fenomeni: mobili che si muovono da soli — illustrazione AI in stile espressionista

Agosto 1977: l'inizio dell'incubo della famiglia Hodgson

Tutto cominciò nell'agosto del 1977. Peggy Hodgson, madre single di quattro bambini, chiamò la polizia metropolitana sostenendo di aver visto un cassettone muoversi da solo e di aver udito colpi battuti contro i muri. Un agente accorso sul posto firmò una dichiarazione in cui affermava di aver visto una sedia "tremare e scivolare" sul pavimento senza che nessuno la toccasse.

Da quel momento i fenomeni del poltergeist di Londra del 1977 si moltiplicarono: rumori notturni, biglie e mattoncini scagliati attraverso le stanze, mobili rovesciati, coperte strappate dai letti. La famiglia Hodgson, terrorizzata, non sapeva più a chi rivolgersi. La casa di Enfield divenne in poche settimane il centro di un'attenzione mediatica enorme, alimentata dai giornali popolari britannici.

Lenzuola, cuscini e una sedia scagliati in aria da una forza invisibile nella camera di Enfield
Oggetti scagliati in aria da una forza invisibile — illustrazione AI in stile espressionista

Janet Hodgson e i fenomeni della casa di Enfield

Al centro del caso Enfield poltergeist c'erano due sorelle: Janet, di undici anni, e Margaret, di tredici. I fenomeni sembravano concentrarsi soprattutto su Janet Hodgson, descritta come una ragazzina al centro di levitazioni, scaraventamenti e crisi improvvise. Alcuni testimoni dissero di averla vista sollevarsi dal letto; furono scattate fotografie, poi diventate iconiche, che la ritraggono mentre sembra essere lanciata in aria.

Il fenomeno più inquietante fu però la voce: Janet avrebbe parlato con un timbro maschile, profondo e roco, presentandosi come Bill Wilkins, un uomo che diceva di essere morto in quella casa. La famiglia di un Bill Wilkins realmente vissuto e deceduto lì confermò in seguito alcuni dettagli. Per i sostenitori del paranormale fu una prova; per gli scettici, l'effetto di una voce prodotta forzando le false corde vocali, una tecnica che Janet sapeva eseguire.

Due investigatori della Society for Psychical Research con registratori a bobina documentano il caso
Gli investigatori della SPR a Enfield con i registratori — illustrazione AI in stile espressionista

Gli investigatori: la Society for Psychical Research a Enfield

A indagare sul fantasma di Enfield furono soprattutto due membri della Society for Psychical Research: Maurice Grosse e lo scrittore Guy Lyon Playfair. Si stabilirono di fatto nella casa per lunghi periodi, registrando centinaia di ore di nastri audio, raccogliendo testimonianze e annotando ogni episodio. Playfair ne avrebbe poi tratto un libro, This House is Haunted, che resta la principale fonte sul caso.

I due investigatori si convinsero della genuinità di buona parte dei fenomeni, pur ammettendo episodi sospetti. All'interno della stessa Society for Psychical Research, però, le opinioni si divisero: alcuni ricercatori ritennero l'infestazione autentica, altri raccolsero prove che le ragazze avessero simulato almeno una parte degli eventi a beneficio dei giornalisti.

Inganno o realtà? I dubbi sul caso Enfield poltergeist

La grande questione resta aperta. È innegabile che le sorelle Hodgson, in qualche occasione, furono colte a piegare cucchiai o a nascondere registratori. Janet stessa, da adulta, ammise che alcuni episodi — circa il due per cento, secondo le sue parole — erano stati simulati "per vedere se gli investigatori se ne accorgevano". Ma rimase sempre convinta che la stragrande maggioranza dei fatti fosse reale.

Gli scettici sottolineano la suggestione, il desiderio di attenzione di una famiglia in difficoltà e la pressione dei media, capaci di amplificare e contaminare qualsiasi testimonianza. I sostenitori ribattono che troppi testimoni indipendenti, compresi agenti di polizia e infermieri, riferirono fatti coerenti. Il caso Enfield poltergeist resta così sospeso tra l'inganno e l'inspiegabile, esattamente come i grandi misteri del paranormale.

Corridoio buio di una casa infestata con un'ombra minacciosa, atmosfera da film The Conjuring
Dal caso reale al mito di The Conjuring — illustrazione AI in stile espressionista

Da Green Street a Hollywood: The Conjuring e la storia vera

Nel 2016 il poltergeist di Enfield è arrivato al cinema con The Conjuring 2, il film di James Wan incentrato sulle indagini dei coniugi Ed e Lorraine Warren. La pellicola ha riacceso l'interesse mondiale per il caso, ma con notevoli libertà narrative. La storia vera è infatti molto diversa dalla finzione: secondo Playfair, i Warren si presentarono a Enfield praticamente non invitati e si fermarono poco più di un giorno, avendo un ruolo marginale nell'indagine reale.

La spaventosa suora demoniaca chiamata Valak, divenuta poi protagonista di un'intera saga, è una pura invenzione hollywoodiana senza alcun legame con i fatti di Green Street. Conoscere la storia vera dietro The Conjuring aiuta a separare il mito cinematografico dalla cronaca: il poltergeist di Enfield non ha bisogno di mostri inventati, perché la sua forza sta proprio nell'ambiguità di ciò che accadde davvero in quella casa popolare di Londra.

Domande frequenti

Cos'è il poltergeist di Enfield?

È un presunto caso di infestazione paranormale avvenuto tra il 1977 e il 1979 al numero 284 di Green Street, a Enfield, Londra. Coinvolse la famiglia Hodgson e fu testimoniato da oltre trenta persone, tra cui poliziotti e ricercatori.

Chi era Janet Hodgson?

Janet Hodgson era una delle figlie della famiglia, undici anni all'epoca dei fatti. I fenomeni sembravano concentrarsi su di lei: levitazioni, oggetti scagliati e soprattutto una voce maschile cavernosa che diceva di appartenere a Bill Wilkins, morto nella casa.

Il caso Enfield era reale o una messinscena?

Il dibattito è ancora aperto. Janet ammise di aver simulato una piccola parte degli episodi, ma sostenne che la maggior parte fosse autentica. Gli scettici parlano di suggestione e desiderio di attenzione, mentre alcuni investigatori lo ritennero genuino.

The Conjuring 2 racconta la storia vera di Enfield?

Solo in parte. Il film si ispira al caso, ma con forti licenze: i coniugi Warren ebbero in realtà un ruolo marginale e la suora demoniaca Valak è un'invenzione cinematografica senza alcun legame con i fatti reali di Enfield.