Gargoyle a Notre Dame de ParisLungo la “galleria delle Chimere” a Notre Dame di Parigi sono riconoscibili dei gocciolatoi o doccioni in forma di demoni e di animali mostruosi, chiamati Gargoyle, un nome che deriva da “garganta”, la gola da cui escono le acque piovane a terra (dal latino gargulio).

I Gargoyles sono i mostri che dovrebbero esorcizzare, e quindi proteggere le cattedrali gotiche. Ma non sono solo raffigurazioni grottesche atte a stimolare l’immaginazione: il loro compito consiste nel mandare un messaggio, un avvertimento. Questo messaggio è espresso in un linguaggio fantasioso e diretto; la cattedrale infatti può essere assediata e minacciata da quelle stesse persone che dovrebbero proteggerla e custodirla.

Gli spiriti maligni dunque si impadroniscono simbolicamente dell’esterno della cattedrale, poiché al suo interno non possono entrare e risiedono là come in attesa.

Alcune confraternite come i Compagni del Dovere di Libertà o i Figli di Salomone, perseguitate a loro volta, vollero che l’azione svolta dai templari non andasse impunita e giurarono che mai avrebbero prestato la loro opera alla corona di Francia.

Gargoyle a Notre Dame di ParigiQuesta interpretazione nacque in seguito alla persecuzione e distruzione dell’ordine dei Templari.

Qualcuno addirittura sostiene che con sistemi indiretti, facilitarono lo scoppio della Rivoluzione Francese.

Così l’originale funzione dei Gargoyles si ribaltò: invece di allontanare il maligno, essi avvertivano che il male era già operante all’interno della cattedrale.I membri di questi ordini conoscevano la struttura delle cattedrali: secondo alcuni, raggiunsero la sommità e le cornici delle chiese e “caricarono” in senso magico i Gargoyles, aggiungendone di nuovi e collegando i potenti di allora (l’alto Clero e la Corona) a queste raffigurazioni mostruose.

 

Gargoyle detto anche doccione
Gargoyle detto anche doccione

 

Gargoyle della cattedrale di Saint Remis
Gargoyle della cattedrale di Reims, Francia
Gargoyle della cattedrale di Notre Dame di Chartres
Gargoyle della cattedrale di Notre Dame di Chartres, Francia

Gargolyle alla base delle colonne della cattedrale

Gargolyle alla base delle colonne della cattedrale
Gargolyle alla base delle colonne della cattedrale

doccione di una cattedrale gotica

Gargoyle della cattedrale di Saint Denis, Francia
Gargoyle della cattedrale di Saint Denis, Francia

 

Gargoyle della cattedrale Notre Dame a Parigi
Gargoyle della cattedrale Notre Dame a Parigi, Francia

 

Gargoyle della cattedrale di Chartres
Gargoyle della cattedrale di Chartres, Francia

Bestiari medievali e creature ibride: l'iconografia del gargoyle

Le forme dei gargoyle non erano frutto di fantasia libera: gli scultori medievali attingevano ai bestiari, enciclopedie illustrate di animali reali e fantastici carichi di significato morale e teologico. Il leone alato simboleggiava la regalità e il peccato d'orgoglio; il drago incarnava il demonio; il grifone — metà aquila, metà leone — rappresentava la doppia natura di Cristo. Raggiunto il XIII secolo, il loro apice artistico, i doccioni delle cattedrali gotiche divennero sculture di straordinaria complessità: corpi ibridi in cui si fondevano elementi animali, umani e mostruosi, scolpiti da maestri lapicidi anonimi che lasciavano in questi angoli nascosti la loro firma creativa. Il Duomo di Milano, con le sue oltre tremila statue e novantasei doccioni, è l'esempio italiano più spettacolare: i gargoyle milanesi, aggiunti tra XIV e XIX secolo, sono un bestiario di pietra che sorveglia la pianura padana da altezze vertiginose.

Gargoyle e chimere: la distinzione che Victor Hugo rese immortale

Esiste una distinzione tecnica spesso trascurata: il termine gargoyle si applica propriamente solo ai doccioni funzionali, quelli che convogliano l'acqua piovana. Le figure mostruose puramente decorative — senza canale idraulico — si chiamano correttamente chimere o grottesche. È Victor Hugo a rendere immortale questa distinzione: nella "Galleria delle Chimere" di Notre-Dame di Parigi, quella che il romanzo del 1831 trasforma nel regno di Quasimodo, le figure non sono gargoyle in senso stretto, ma chimere decorative aggiunte dal restauratore Viollet-le-Duc nell'Ottocento. Quasimodo che conversa con i mostri di pietra è dunque, tecnicamente, un uomo che parla con chimere — e forse è proprio questo a renderlo il personaggio più gotico della letteratura: l'unico essere umano che comprende il linguaggio silenzioso delle figure che nessuno vuole guardare in faccia.