Leggende sui vampiri: la Stiria, terra di confine e di vampiri

Una misteriosa terra di confine

Stemma della stiriaLa Germania occupa un posto di rilievo nella geografia degli orrori del romanzo gotico. Il richiamo alla “scuola tedesca” e l’apparizione di un nome tedesco nel titolo bastavano ai lettori ottocenteschi per aspettarsi un’avventura da brivido. Non è casuale che la famiglia della contessa Mircalla Karnstein, alias la vampira Carmilla, abbia un nome tedesco, né che la novella di vampiri sia ambientata in una terra germanica: la Stiria.

In Stiria non si erano verificate epidemie di vampirismo come in Ungheria, Polonia, Austria o Lorena. Ma  lo scrittore Le Fanu non rispetta pedissequamente la geografia tracciata nel trattato di Calmet e rivendica la libertà di variazione, ambientando la sua storia in una terra germanica permeata di cultura orientale e fisicamente “di confine”. Oltretutto una terra pochissimo conosciuta dal lettore medio, e quindi misteriosa, esotica.

Notizie dalla Stiria

La Stiria era stata teatro del clamoroso processo di stregoneria di Riegesburg alla fine del XVII secolo. Oggi questa località è sede di un Museo delle streghe. Anche se il legame tra vampirismo e stregoneria non è affrontato nel romanzo “Carmilla”, è possibile che Le Fanu abbia trovato notizie su questo avvenimento.

Sempre in Stiria lo spagnolo Martìn Delrio curò la revisione della sua opera Disquisitiones Magicae, il testo di demonologia più diffuso del suo tempo.

Proveniva dalla Stiria il medico Adam von Lebenwaldt, autore di trattati sulla magia e le superstizioni; sempre in questa regione, l’Arciduca Leopoldo praticava esorcismi.

Della Stiria scriveva il filosofo David Hume nelle sue cronache di viaggio: se la selvatichezza naturale è gradevole, l’aspetto dei suoi abitanti è veramente selvaggio, deforme e mostruoso (…) e l’aspetto generale della gente è dei più terribili che io abbia mai visto. Il loro abbigliamento è tanto poco europeo quanto la loro fisionomia è scarsamente umana.

La descrizione di Hume si sposa bene con il “luogo desolato e primitivo” descritto da Laura nel primo capitolo del romanzo di Le Fanu, e con la descrizione dei brutti ceffi che accompagnano la carrozza di Carmilla (“individui brutti e dall’aspetto minaccioso, come mai ne ho visti in vita mia” dice il padre di Laura).

Stiria e Ungheria, luoghi vampirici

Le Fanu rivela che la madre di Laura, originaria della Stiria, apparteneva a un’antica famiglia ungherese che discendeva dai Karnstein. Il castello dove vive Laura, lo Schloss, tipico castello gotico tedesco con ponte levatoio, non è quello della famiglia materna: è stato acquistato dal padre inglese. Ma le rovine del castello dei Karnstein si trovano nelle vicinanze, “a meno di cinque chilometri” come viene specificato nel romanzo. Ciò fa pensare che la vicenda di Carmilla non si svolga troppo lontano dal confine ungherese. L’antenata di Laura, la contessa Mircalla Karnstein, avrebbe potuto ricevere il Bacio nero (in seguito al quale è diventata vampira) durante l’epidemia del 1693-1720 dei cosiddetti “vampiri ungheresi”.

Il pregiudizio ungherese influenza molta letteratura fantastica tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, e probabilmente influenza anche Bram Stoker. I viaggiatori inglesi e francesi hanno sempre tracciato un fosco quadro della regione (pessime strade, gente dall’aspetto feroce, disagi, una lingua esotica orridamente affascinante). Montague Summers sostiene che l’Ungheria ha la reputazione di essere la parte del mondo maggiormente infestata dal vampiro e quella in cui esso appare nelle sue manifestazioni più orribili e perniciose. E Bram Stoker farà di Dracula non un valacco, come il voivoda storico, ma un transilvano sekler, cioè – con una serie di semplificazioni – un ungherese.

La scelta di Le Fanu ha probabilmente fatto sorgere nel tempo un “pregiudizio stiriano”: la Stiria come terra vampirica per eccellenza. Questa credenza fonde altri due pregiudizi geografici: quello tedesco, paleogotico, e quello ungherese.

Terra di confine, romanzo di confine

Così come la Stiria è una terra di confine dal punto di vista sia geografico sia culturale, così anche “Carmilla” può essere definito un romanzo “di confine”.
Sul piano del contenuto anzitutto, perché racconta la storia dalla parte di testimoni che guardano ai fatti “con gli occhi dell’occidente”, confusi e destabilizzati da usi e credenze sfuggenti e arcaiche.
Inoltre, è la storia del divario drammatico tra il mondo dei giovani (Carmilla e Laura) e il mondo dei vecchi (quasi tutti gli altri personaggi).
Infine, è la storia di una testimone per metà inglese e per metà stiriana (Laura), divisa tra i poli del mondo del padre (del quale vuole mantenere la civiltà e il linguaggio in terra straniera) e il
mondo di Carmilla, il suo doppio “selvaggio”, stiriana e Karnstein come la madre.

Ungheria e stiria, terra di vampiri

L’antico castello di Ganowiz, in Stiria

Leggende sui vampiri: la Stiria, terra di confine e di vampiri ultima modifica: 2017-01-11T22:54:16+00:00 da Stefano Torselli

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