La cattedrale di Bourges è dedicata a Saint Etienne (Santo Stefano) e fu costruita tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Oggi questo capolavoro del gotico è iscritto nella lista del Patrimonio dell’UNESCO in quanto simbolo della cristianità della Francia Medievale, oltre che per le sue armoniose proporzioni.
Struttura della cattedrale di Bourges

La mancanza del transetto distingue la cattedrale di Bourges dalle altre cattedrali francesi, caratteristica che amplia notevolmente lo spazio interno. La navata centrale non subisce interruzioni, pertanto il visitatore che entra nella cattedrale ha l’impressione di una grande profondità.
L’interno è a 5 navate su alti pilastri a fascio, con coro a doppio deambulatorio e cappelle radiali.
La facciata occidentale misura 40 metri ed è la più larga di tutte le cattedrali gotiche francesi.
È divisa da robusti pilastri e serrata tra due torri.
Sotto la facciata si aprono 5 portali che corrispondono alle 5 navate interne. Da segnalare le sculture del portale centrale, raffiguranti il Giudizio Universale.
Fiore all’occhiello della cattedrale di Bourges sono le magnifiche vetrate del XIII secolo, tra le quali la vetrata dell’Apocalisse (leggi la Rappresentazioni dell’Apocalisse nella sezione Iconografia).
Le vetrate più preziose sono quelle delle cinque cappelle absidali e delle finestre intermedie del deambulatorio che sono state eseguite tra il 1215 e il 1225.


Il cantiere gemello di Chartres: 1195 e la rivoluzione del gotico classico
La Cattedrale di Saint-Étienne a Bourges è il frutto di una straordinaria coincidenza storica: i suoi lavori iniziarono nel 1195, praticamente nello stesso momento in cui a centocinquanta chilometri di distanza si avviava il cantiere di Chartres. I due edifici, costruiti in contemporanea da maestri diversi, rappresentano due strade complementari percorse dal gotico classico francese. Mentre Chartres ridefiniva l'alzato tripartito canonico con un transetto potente, l'arcivescovo Henri de Sully impose a Bourges una soluzione radicalmente diversa: nessun transetto e cinque navate che si prolungano ininterrotte dall'ingresso fino al doppio deambulatorio, su una sequenza di pilastri a fascio altissimi. La cattedrale fu edificata sul sedime della precedente cattedrale romanica dell'XI secolo, di cui è sopravvissuta la straordinaria cripta ancora visitabile, una delle più vaste di Francia. Il cantiere proseguì per oltre un secolo e il coro fu consacrato nel 1324, mentre la facciata occidentale, larga 40 metri, richiese adattamenti strutturali dopo il cedimento della torre nord nel 1506. Nel 1992 l'UNESCO ha inserito il complesso nel Patrimonio Mondiale dell'Umanità, riconoscendone l'eccezionalità planimetrica e la qualità delle vetrate.
La vetrata dell'Apocalisse: mille metri quadri di luce narrativa
Il vero tesoro della Cattedrale di Bourges sono le sue vetrate duecentesche, realizzate tra il 1215 e il 1225 da un'équipe di maestri vetrai la cui identità è andata perduta, ma il cui linguaggio figurativo — con campiture di blu cobalto, rossi di rame e bianchi perlacei — è riconosciuto dagli studiosi come uno dei vertici assoluti dell'arte vetraria gotica. Le cinque cappelle absidali custodiscono cicli narrativi dedicati alla vita dei santi, alla Passione, ai profeti e alla Nuova Gerusalemme; la celebre vetrata dell'Apocalisse, letta da basso in alto come un manoscritto miniato, dispiega in pannelli circolari le visioni di San Giovanni di Patmos. A differenza di Chartres, dove le vetrate sono distribuite su tutta la superficie, a Bourges la luce è modulata in intensità decrescente dal deambulatorio alla navata centrale, generando un effetto di ascesa cromatica graduale. Le vetrate superiori della navata, rifatte nel XIII secolo avanzato e completate nel XV con il linguaggio flamboyant, aggiungono ulteriori stratificazioni iconografiche che trasformano la cattedrale in una vera e propria Biblia pauperum di luce.
Cripta carolingia, facciata di 40 metri, Tour de Beurre
Tre elementi architettonici rendono Bourges riconoscibile tra tutte le cattedrali francesi. Il primo è la cripta romanica inferiore, a tre navate voltate, che conserva il sepolcro del duca Giovanni di Berry — il grande mecenate del Gotico internazionale e committente delle celebri Très Riches Heures dei fratelli Limbourg. Il secondo è la facciata occidentale più larga del gotico francese: 40 metri, scandita da cinque portali — uno per ogni navata, caso unico in Europa — fra cui svetta il portale centrale con un imponente Giudizio Universale scolpito intorno al 1240, popolato da dannati grotteschi, diavoli, anime pesate sulla bilancia di San Michele. Il terzo elemento è la Tour de Beurre, la "Torre del Burro", così chiamata perché la sua costruzione nel XV secolo fu finanziata con le offerte dei fedeli che, dietro dispensa ecclesiastica, consumavano burro durante la Quaresima. Alta 65 metri, ospita la campana Grande Marie del 1511 e offre dalla sommità uno dei panorami più ampi del Berry.
Visitare Bourges: cattedrale, palazzo Jacques Cœur, giardini
La città di Bourges, antica capitale gallica dei Bituriges e poi del Ducato di Berry, merita una visita di almeno una giornata intera. La cattedrale è aperta gratuitamente tutti i giorni dell'anno, mentre l'accesso alla cripta e alla Tour de Beurre richiede un biglietto separato acquistabile all'ingresso. Il periodo migliore per la visita è la tarda primavera, quando la luce radente pomeridiana attraversa la vetrata dell'Apocalisse proiettando sui pilastri un caleidoscopio di colori indimenticabile. A pochi passi dalla cattedrale si trovano il sontuoso Palais Jacques Cœur, dimora rinascimentale del banchiere e mercante di Carlo VII, e i Jardins de l'Archevêché disegnati da Le Nôtre. Chi ama le cattedrali gotiche può comporre un itinerario francese che includa anche Chartres, Reims, Amiens e Notre-Dame di Parigi, ma Bourges resta una tappa irrinunciabile per comprendere la pluralità di linguaggi del gotico d'Oltralpe.


