Per oltre trent'anni, tra l'Ottocento e il Novecento, Eusapia Palladino fece levitare tavoli, suonare strumenti nel buio e tremare le certezze di premi Nobel e criminologi. Era analfabeta, era napoletana d'adozione, e mandò in crisi la scienza europea.
Chi era Eusapia Palladino, la medium napoletana
Maria Eusapia Palladino nacque a Minervino Murge, in Puglia, il 21 gennaio 1854. Rimasta orfana da bambina — la madre morì di parto, il padre fu ucciso dai briganti — venne mandata a servizio a Napoli, la città che l'avrebbe resa celebre e che le diede l'epiteto con cui passò alla storia: la medium napoletana. Illetterata, di umili origini, dal carattere collerico e capriccioso, Eusapia sembrava l'esatto contrario dell'idea che ci si fa di una sensitiva raffinata da salotto borghese.
Fu in una di quelle case che le sue presunte capacità vennero notate quasi per caso, durante una seduta spiritica improvvisata. La voce arrivò a Giovanni Damiani, uno dei pionieri dello spiritismo italiano, e poi all'astronomo e ricercatore psichico Ercole Chiaia, che nel 1888 lanciò una sfida pubblica agli scienziati: venite a Napoli, esaminate questa donna, e poi ditemi se è una truffatrice. Qualcuno raccolse il guanto. Da quel momento Eusapia non sarebbe più stata una serva sconosciuta, ma il caso più studiato della storia del spiritismo dell'Ottocento in Italia.
Le sedute spiritiche di Eusapia Palladino
Cosa accadeva davvero durante le sedute spiritiche di Eusapia Palladino? Le testimonianze, raccolte da decine di osservatori in tutta Europa, sono sorprendentemente coerenti. Al buio o a luce fioca, con la medium legata mani e piedi e tenuta per le mani dagli astanti, i tavoli si sollevavano da terra e fluttuavano; oggetti lontani si spostavano da soli; campanelli suonavano, strumenti musicali venivano pizzicati da mani invisibili; tende si gonfiavano come per un vento improvviso. Molti riferivano il tocco di mani fredde, di arti che spuntavano dal nulla, e l'apparizione di volti luminosi nella penombra.
I fenomeni medianici di Eusapia Palladino seguivano sempre lo stesso copione: Eusapia entrava in trance invocando "John King", lo spirito-guida che diceva di essere il suo controllo nell'aldilà, la temperatura della stanza calava, e cominciava la rappresentazione. Per i credenti era la prova della sopravvivenza dello spirito; per gli scettici, l'opera di una donna astutissima nel buio. Il punto era proprio questo: nessuno, per anni, riuscì a coglierla in fallo in modo definitivo.
Cesare Lombroso e gli scienziati di fronte al caso
Il momento di svolta arrivò nel 1891, quando il celebre criminologo Cesare Lombroso accettò, da scettico dichiarato, di assistere a una seduta a Napoli. Ne uscì sconvolto. "Sono pieno di vergogna e dolore per aver combattuto con tanta tenacia la possibilità dei fatti psichici", avrebbe ammesso. Lombroso non si convertì allo spiritismo in senso religioso — preferiva spiegare i fenomeni con una misteriosa "forza nervosa" emanata dal corpo della medium — ma il suo nome diede al caso Palladino una rispettabilità accademica senza precedenti.
Dietro Lombroso arrivarono altri pesi massimi: l'astronomo Camille Flammarion, il fisiologo francese e futuro premio Nobel Charles Richet, il chimico inglese William Crookes, il criminologo Enrico Morselli — quest'ultimo passato anch'egli dallo scetticismo alla cautela ammirata. Per la scienza positivista di fine secolo, abituata a misurare e classificare ogni cosa, Eusapia era uno scandalo intollerabile e affascinante: un fenomeno che si rifiutava di stare nelle regole del laboratorio.
Le commissioni internazionali: Milano, Cambridge, New York
Eusapia divenne oggetto di una serie di indagini ufficiali che attraversarono l'Europa e l'oceano. Nel 1892 la commissione di Milano riunì astronomi, psichiatri e fisiologi: il verdetto fu prudente ma stupefatto, molti fenomeni rimasero senza spiegazione. Nel 1894 Richet la ospitò sull'Île Roubaud, di nuovo con esiti che parvero positivi.
Poi venne la doccia fredda. Nel 1895, invitata in Inghilterra per i celebri sittings di Cambridge organizzati dalla Society for Psychical Research, Eusapia fu colta più volte a liberare una mano o un piede per muovere gli oggetti. Gli inglesi la bollarono come imbrogliona. Ma la storia non finì lì: nel 1908 un comitato di tre scettici esperti — il rapporto Feilding, redatto a Napoli — la studiò con metodo rigoroso e si dichiarò, con grande imbarazzo, convinto. Infine, le sedute americane del 1909-1910 alla Columbia University segnarono la fine: investigatori e prestigiatori nascosti sotto al tavolo la sorpresero a usare il piede libero per sollevare il mobilio.
Eusapia Palladino smascherata: i trucchi e l'indagine scettica
Come fu, dunque, Eusapia Palladino smascherata? La tecnica ricostruita dagli investigatori era tanto rozza quanto efficace nel buio. Il trucco principale era la cosiddetta "sostituzione delle mani": tenuta per entrambe le mani dai due controllori ai suoi lati, Eusapia muoveva lentamente le braccia fino a far sì che un solo controllore credesse di tenere due mani diverse, liberando così un arto. Con il piede sfilato dalla scarpa o con la mano libera agganciava tavoli, tende e campanelli. Approfittava di ogni distrazione, di ogni calo di attenzione, del fatto che le si imponesse l'oscurità "perché la luce disturbava gli spiriti".
Il punto cruciale, sottolineato già allora dagli scettici e oggi dal CICAP, è che Eusapia barava anche quando avrebbe potuto evitarlo. Sembrava incapace di resistere alla scorciatoia, persino sotto osservazione. Questo, paradossalmente, è ciò che ha tenuto vivo il dibattito: alcuni studiosi seri sostennero che imbrogliasse solo quando i fenomeni "genuini" tardavano ad arrivare. Una difesa fragile, ma sufficiente a non chiudere mai del tutto il caso.
Genio o impostora? L'eredità di Eusapia Palladino
Eusapia Palladino morì a Napoli nel 1918, povera e dimenticata, dopo aver incantato per decenni i salotti di mezzo mondo. La sua storia resta esemplare non perché provi l'esistenza dell'aldilà — non lo fa — ma perché illustra alla perfezione il cortocircuito tra desiderio di credere e pretesa di dimostrare. Scienziati brillantissimi furono ingannati da una donna analfabeta nel buio di una stanza, e questo dice molto su quanto sia facile vedere ciò che si vuole vedere.
Per la cultura gotica e per la storia dei fenomeni paranormali, Eusapia è una figura insostituibile: incarna l'epoca d'oro dello spiritismo, quella in cui la scienza e il soprannaturale si sfidarono attorno a un tavolo che, davvero o per trucco, sembrava sollevarsi verso l'invisibile.


