La basilica di San Francesco ad Assisi è una delle prime chiese italiane costruite nel nuovo stile gotico, e segna l’inizio di una nuova epoca non solo per l’architettura, ma per tutta la storia culturale d’Italia.

La doppia chiesa fu fondata come tomba di San Francesco nel 1228, anno della sua canonizzazione, e consacrata nel 1253.

San Francesco e il nuovo stile gotico

Struttura e arredo della basilica di San Francesco incarnarono un nuovo ideale di religiosità che Francesco d’Assisi (1181-1226) aveva formulato nella solitudine da lui liberamente scelta: una vita di lavoro in perfetta povertà e umiltà, benevolenza nei confronti di ogni creatura, rinuncia a ogni potere terreno.

Giotto e i suoi collaboratori rappresentarono la vita del santo nello straordinario ciclo di affreschi della basilica superiore, che comincia con la vocazione del giovane, di origine benestante, e finisce col ricevimento delle stimmate sul vicino monte della Verna.

A differenza della tradizione francese, che predilige la vetrata, in Italia si è sempre preferito l’affresco come mezzo per trasmettere i messaggi religiosi.

Mentre la basilica inferiore somiglia ancora a una cripta romanica, la basilica superiore di Assisi presenta un’idea nuova che divenne esemplare per tutte le chiese d’Italia.

L’ampia sala a due piani è strutturata chiaramente ed è inondata di luce, malgrado le solide pareti. Snelli fasci di colonnine sostengono le nervature delle quattro campate quadrate.

Benché si siano tenuti presenti degli esempi francesi per la pianta e per l’alzato (cattedrale di Angers, Saint-Chapelle a Parigi), l’impressione dello spazio della basilica di San Francesco è completamente diversa rispetto a quella delle chiese d’oltralpe: linee orizzontali e verticali si trovano in un rapporto equilibrato; non viene negato il peso della costruzione, parete e sistema di sostegno non sono ridotti al minimo.

L’estetica di un tale spazio unitario ricorda le costruzioni romane e anche romaniche.

Nella stessa Assisi, in Santa Chiara, e in tutta l’Italia centrale, molti edifici sacri seguirono l’esempio della basilica di San Francesco.

Il 26 Settembre 1997 un forte terremoto colpì Assisi e danneggiò gravemente la basilica.

Il crollo parziale della volta provocò 4 morti e la basilica rimase chiusa due anni per i restauri.

Cimabue e gli albori della pittura moderna: i primi affreschi di Assisi

Prima che Giotto trasformasse la basilica di San Francesco in un manifesto della modernità pittorica, fu Cimabue — il più grande maestro italiano della sua generazione — a lasciare il segno più imponente. Tra il 1288 e il 1292, Cimabue affrescò con la sua bottega il transetto e l'abside della basilica superiore con scene monumentali: l'Apocalisse, le Storie della Vergine, le Storie degli Apostoli e due Crocifissioni di straordinaria potenza espressiva. Pur ancora legato alla tradizione bizantina nel trattamento delle figure — ieratiche, frontali, avvolte in un'aura dorata — Cimabue introdusse una drammaticità emotiva nuova, specialmente nel volto del Cristo crocifisso, tormentato e sofferente in modo mai visto prima nell'arte italiana. Vasari lo definì «il padre della pittura moderna»: un titolo che la critica successiva ha in parte spostato sul suo allievo Giotto, ma che testimonia il ruolo decisivo di Assisi come cantiere in cui si forgiano le basi del gotico italiano.

Il ciclo di Giotto: 28 storie di Francesco e la nascita dello spazio pittorico

Le 28 scene della vita di San Francesco che corrono lungo la fascia centrale della navata della basilica superiore rappresentano una delle svolte più decisive nella storia dell'arte occidentale. Attribuite tradizionalmente a Giotto e datate tra il 1290 e il 1296, queste storie — dalla rinuncia alle ricchezze fino alle stimmate sul monte della Verna — introducono per la prima volta nella pittura italiana uno spazio tridimensionale convincente: le figure abitano paesaggi reali, le architetture dipinte hanno profondità e prospettiva, i gesti sono quelli di persone vere colte nel vivo dell'emozione. Va detto che il dibattito sull'attribuzione non è chiuso: storici come Federico Zeri e Bruno Zanardi hanno sostenuto che parte del ciclo potrebbe essere opera di maestri romani, con Pietro Cavallini a capo della bottega. Chiunque ne sia l'autore, il risultato è rivoluzionario: ad Assisi si inventa la pittura moderna.

La basilica inferiore: Simone Martini, Lorenzetti e il tesoro nascosto

Spesso oscurata dalla fama della basilica superiore, la basilica inferiore di Assisi è un gioiello a sé: una cripta luminosa, raccolta, dove la decorazione pittorica raggiunge vette altrettanto straordinarie. Qui Simone Martini dipinse tra il 1312 e il 1315 il ciclo della Vita di San Martino nella cappella omonima — considerato il suo capolavoro assoluto per eleganza lineare e raffinatezza cromatica — mentre Pietro Lorenzetti affrescò la Crocifissione e la Deposizione nel transetto sinistro con una forza drammatica che anticipa il Rinascimento. Nel tesoro della basilica, visitabile su prenotazione, sono conservati oggetti appartenuti a San Francesco, calici e paramenti liturgici medievali, e una preziosa raccolta di tavole dipinte. La Basilica di San Francesco ad Assisi, patrimonio UNESCO dal 2000, è non solo un monumento del gotico italiano ma un luogo dove ogni metro quadro racconta una storia della civiltà europea.