Lo stile manuelino, il gotico portoghese

Lo stile manuelino è una declinazione del gotico architettonico caratteristica del Portogallo che ha il suo punto di partenza formale nel tardo gotico europeo, anche se finisce per discostarsi molto dalle caratteristiche dell’architettura gotica. Il termine “manuelino” deriva da Manuel I il Felice, re del Portogallo alla fine del XV secolo, e coincide con un periodo di splendore politico e architettonico del paese. Nell’arte manuelina, gli elementi tardogotici si legano a motivi rinascimentali e a un programma emblematico specifico. Diversamente dalla Spagna, in Portogallo l’elemento moresco non ha quasi nessuna importanza.

Il gotico manuelino fiorisce in un’epoca caratterizzata da mutamenti radicali. In questo periodo, tra la fine del medioevo e l’età moderna, il Portogallo cresce conseguentemente alle sue scoperte fino a diventare una potenza mondiale e commerciale. Nello stile manuelino prevalgono ancora formalmente le tradizioni tardogotiche, ma la glorificazione della famiglia Aviz presenta evidenti segni di modernità.

Chiesa di San Francisco a Evora

Questo edificio anticipa una tipologia planimetrica del XVI secolo: l’ampia navata, fiancheggiata da cappelle laterali, è coperta da una volta a botte ogivale continua con lunette. Questa unificazione dello spazio avrebbe raggiunto la sua perfezione nella Chiesa del Gesù realizzata a Roma dal Vignola, e sarebbe diventata il prototipo per antonomasia delle chiese barocche. Il portale è decorato con colonne tortili e gli emblemi di Joao II (il pellicano) e di Manuel I (la sfera armillare).

Gotico Manuelino. chiesa di San Fancisco a Evora

Monastero dei geronimiti di Belém

È l’opera principale dello stile manuelino, sia dal punto di vista architettonico sia da quello ideologico. Il complesso è eretto essenzialmente nel primo quarto del XVI secolo, e lega in modo artisticamente perfetto strutture tardogotiche con forme decorative plateresche e il simbolismo dinastico. La fondazione reale fu istituita nel 1496, e fu prima destinata a essere il sepolcro della dinastia Aviz oltre a servire da luogo di preghiera per i marinai che partivano da qui o tornavano a casa. L’edificio fu cominciato nel 1501 e fu affidato ai geronimiti. Insieme alla vicina Torre de Belém, il convento formava allora come oggi l’avamposto della capitale dell’impero coloniale.

Il primo architetto del monastero fu Diogo Boytac, che progettò una struttura con quattro chiostri molto più grande della certosa preesistente. Sotto la sua direzione fu progettata la pianta dell’ampia chiesa con sala a tre navate, transetto appena sporgente e un coro alto sulle prime due campate delle cinque complessive.

Il sistema di sostegno e la straordinaria volta che ricopre tutto lo spazio furono terminati dopo il 1517 ad opera di Joao de Castilho, architetto e scultore originario della Spagna che fu chiamato per tutte le committenze importanti di Manuel I. La complicata volta reticolata dell’aula è sostenuta da sei pilastri ottagonali alti 25 metri e completamente ricoperti di ornamenti rinascimentali, mentre la volta del transetto è portante.

Si tratta di una magistrale costruzione dello spazio, rispetto sia all’estetica sia alla statica: basti pensare che superò senza danni il grande terremoto del 1755. L’esterno è caratterizzato dalle cornici del portale riccamente decorate, che raffigurano un complesso programma iconografico.

Il chiostro del monastero di Belém, capolavoro dello stile manuelino

Il chiostro, basato su progetti di Moytac e completato da Castilho, è considerato l’apice dell’architettura manuelina alle soglie del rinascimento. La struttura quadrata a due piani presenta in ogni ala sei campate fornite di volte reticolate, quattro delle quali si aprono tra poderosi contrafforti in arcate ampie e profonde. Mentre all’interno del chiostro prevalgono forme tardogotiche, nei lati rivolti verso la corte sono in primo piano gli elementi platereschi della decorazione, introdotti da Castilho.

Nel suo complesso l’edificio, con la successione regolare degli archi a tutto sesto e con l’accentuazione delle linee orizzontali, si muove già nella direzione del rinascimento ed è chiara la sua derivazione dai monumenti spagnoli.

Il chiostro serviva non solo alle esigenze contemplative dei monaci, ma anche a quelle di rappresentanza. Come nell’interno della chiesa, le strutture tardogotiche si
mescolano con ornamenti del rinascimento e le sculture dei vari personaggi si alternano a motivi emblematici quali la croce dei Cavalieri di Cristo, la sfera armillare e altre insegne. Il complesso ha un fascino estetico evidente, anche se purtroppo il suo programma iconografico non è più decifrabile da molto tempo.

Il monastero dei geronimiti a Belém non rispondeva solo alla speranza della salvezza eterna, ma teneva conto in misura molto più grande delle necessità ideologiche del nascenta potere coloniale. Inoltre si stavano preparando le premesse per l’unificazione di Spagna e Portogallo: Manuel aveva intenzione di far sposare suo figlio Joao con Léonore d’Austria, sorella del futuro imperatore Carlo V.

Gotico Manuelino. monastero dei geromiti di Belem

La Torre de Belém

Costruita nel 1515-21, la Torre de Belém è opera dell’architetto militare Francisco de Arruda. La sua struttura rappresenta lo stadio più avanzato della tecnica militare, tuttavia la costruzione serviva a scopi rappresentativi più che strategici.

Gotico Manuelino. torre di Belem

Le Capelas Imperfeitas del monastero di Batalha

Le Capelas Imperfeitas sono il pantheon del re Duarte I e si trovano nel monastero di Santa Maria da Vitòria a Batalha.

Il portale principale, completato nel 1509, è l’opera in pietra più raffinata e sfarzosa del periodo. È un portale tardogotico coronato da parecchi strati di archi sovrapposti, dove tutti gli elementi architettonici sono coperti da decorazioni in stile flamboyant: motivi vegetali, ornamentali e araldici s’intrecciano in una trama decorativa che ricorda un lavoro al tombolo. Tra i vari motivi si mescola la divisa calligraficamente ripetuta di Duarte I: “sarò fedele finché vivrò”. Compaiono la sfera armillare di Manuel I e le insegne dell’ordine dei Cavalieri di Cristo.

Il pantheon di re Duarte rimase incompiuto a causa della morte del principale architetto dell’opera, Mateus Fernandes, e anche perché l’attenzione del re Manuel si spostò sul monastero dei geronimiti di Belém, che doveva diventare un luogo di sepoltura.

Gotico Manuelino. Capelas Batalha

Convento dei Cavalieri di Cristo a Tomar

A Tomar si trovava la chiesa centrale dell’Ordine dei Templari, simile a una fortezza della seconda metà del XII secolo.

Nel XVI secolo viene aggiunta alla chiesa una costruzione che doveva servire all’Ordine da coro e da sala del Capitolo. La ricca decorazione dell’esterno, eseguita da Joao de Castilho, è in contrasto con la forma misurata ma suggestiva dello spazio interno.

Nel portale, nelle cornici delle finestre, nei massicci contrafforti variamente graduati, oltre che nei fregi che corrono tutt’intorno, si evidenzia il repertorio decorativo tipico dello stile manuelino al completo, che è allo stesso tempo un programma politico. Insegne ed emblemi reali, strumenti nautici, gomene, piante e animali marini si uniscono a simboli cristiani.

La decorazione nell’arte manuelina

Il portale principale è incorniciato da un arco a traforo tardogotico che ricopre tutta la facciata, sotto il quale si sviluppa una complessa iconografia in diversi registri. Profeti, santi e la centrale figura di Maria trasmettono ancora i contenuti biblici tradizionali. La sfera armillare sull’archivolto, simbolo della scienza nautica, dimostra l’importanza che l’epoca manuelina attribuiva alla navigazione marittima. Sicuramente essa aveva un significato anche cristiano: si pensava ai viaggi di esplorazione come a missioni di evangelizzazione, nonché a compiere una nuova crociata per la liberazione della Terra santa, La conseguenza di tutto ciò fu che a Tomar, come in altri edifici sacri dell’inizi del XVI secolo, vennero in primo piano elementi profani.

La cornice esterna della finestra della sala del Capitolo mostra in modo chiaro la fantasia e la forza creativa dello stile manuelino: sul muro crescono alghe, coralli, conchiglie e gomene, e il tutto è sostenuto da una mezza figura sovrastata e fiancheggiata dagli emblemi dei pilastri della dinastia portoghese: la croce dei Cavalieri di Cristo e la sfera armillare.

I fantasiosi motivi naturalistici ed emblematici della chiesa di Cristo a Tomar caratterizzano l’arte di un’epoca che trasforma in immagini le esperienze delle scoperte geografiche.

Gotico Manuelino. convento Ordine Cristo Tomar

Lo stile manuelino, il gotico portoghese ultima modifica: 2017-01-12T12:14:32+00:00 da Stefano Torselli

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