Per alcuni studiosi il gotico radiante è un’evoluzione dello stile gotico classico. Considerando lo stile gotico definito dallo scheletro messo in evidenza dal gioco delle colonnette, Chartres non realizza in pieno questo principio. Per altro verso lo stile gotico fin dagli inizi tende ad un raffinamento formale.

La prima fase del gotico radiante, che viene definita Stile di corte, si sviluppa successivamente a Chartres ed interessa in prima battuta la cattedrale di Saint Denis che viene ricostruita nel 1230 con grandi novità, riprendendo lo schema a tre piani. Viene svuotato il muro sotto l’arco longitudinale che si arricchisce di luci separate la listelle di pietra e sormontate da rosoni. I pilastri sono a losanga e interamente ricoperti da colonnette che corrispondono ciascuna alla nervatura della volta, sistema che sarà impiegato sistematicamente in futuro. Altra caratteristica fondamentale è l’alleggerimento delle pareti mentre la struttura è garantita da contrafforti e archi rampanti sempre più alti e pinnacolati.

I migliori esempi di questo stile sono: la cappella del castello di S. Germain-en-Laye a Parigi, la Sainte Chapelle del palazzo di giustizia di Parigi e il transetto di Notre Dame di Parigi costruito in quel periodo. La cattedrale di Troyes e il duomo di Strasburgo sono forse l’espressione più ampia dello stile di corte: le navate laterali sono ricche di ampie finestre mentre gli archi rampanti sono di notevole portata e raffinatezza.

Il gotico radiante

L’esempio più antico di cattedrale in stile gotico radiante è forse la cattedrale di Clermont Ferrand: il coro è molto allungato, la pianta è a cinque navate mentre il transetto è classico come a Parigi. Seguono poi altre cattedrali nel sud come Narbonne, Limoges ma anche Laon e San Lorenzo a Napoli. Il gotico radiante si trova anche nelle parti alte di Le Mans, di sees e di Evreux mentre in Inghilterra in questo stile fu costruita Westminster e la cattedrale di Utrecht iniziata nel 1254.

Il gotico radiante si diffonde lentamente e non in modo totale perché gran parte delle costruzioni subisce in corso d’opera fasi di adattamento. Lo stile riprende e continua quanto detto nella prima fase del gotico radiante e sviluppa nel suo complesso una trasformazione degli spazi interni dei monumenti riducendone l’imponenza e ricercando unità. Infine la cura decorativa estetica interna ed esterna supera gli elementi estetici derivati dall’architettura degli edifici. Le vetrate assumono maggior colore e vivacità modificando l’effetto luminoso e cromatico.

Saint Urban a Troyes rappresenta l’esempio perfetto di questo stile. Fu costruita a partire dal 1262 per volere di papa Urbano IV nel luogo della casa natale, la costruzione della cattedrale continuò nel XV secolo e fu terminata nel XX secolo. La chiesa è in due piani e di dimensioni minori rispetto a Chartres, la parte del secondo piano nella navata centrale è tutta a finestre. Nell’abside il claristorio è totalmente a vetro mentre all’esterno si sviluppa la decorazione moltiplicando i timpani e le architetture in miniatura. Rendendolo simile agli scrigni delle reliquie. Una simile costruzione, che si può anche definire manierista, è la cattedrale di Carcassonne.

Il significato del nome: rayonnant come teologia della luce

Il termine rayonnant, dal francese rayon (raggio), nasce nell'Ottocento dagli storici dell'arte francese per descrivere la fase in cui l'architettura gotica sembra letteralmente irradiarsi dalle sue grandi rose. Ma le radici concettuali sono molto piu' antiche: l'abate Suger di Saint-Denis, gia' nel XII secolo, aveva teorizzato che la luce delle vetrate fosse manifestazione visibile del divino, secondo il pensiero neoplatonico di Dionigi l'Areopagita. Nel gotico radiante questa intuizione raggiunge la sua piena maturita': la pietra cessa di essere parete e diventa scheletro, mentre il vetro colorato si fa membrana di luce. La cattedrale non illumina piu', risplende dall'interno, e la mistica della lux nova diventa progetto strutturale, calcolo statico, geometria pura.

La Sainte-Chapelle: manifesto in pietra e vetro

Se esiste un edificio che riassume tutto il gotico rayonnant, questo e' la Sainte-Chapelle di Parigi, fatta erigere da Luigi IX tra il 1242 e il 1248 per accogliere la Corona di Spine e le altre reliquie della Passione acquistate dall'imperatore latino di Costantinopoli. La cappella superiore, riservata al re, sembra sospesa fuori dalla materia: i pilastri si riducono a esili colonnine, le pareti scompaiono, lasciando il posto a 1.113 scene bibliche dipinte su 600 metri quadrati di vetrata. Il colpo d'occhio e' quello di uno scrigno di pietra capovolto su un cielo di rubini e zaffiri. Ogni elemento, dal grande rosone occidentale del tardo Quattrocento alle volte stellate di blu cobalto, dichiara la stessa ambizione: dissolvere il muro nella luce sacra.

Dal rayonnant al flamboyant: l'ultima fiammata del gotico

A partire dalla seconda meta' del Trecento, il gotico radiante si trasforma progressivamente nel suo erede piu' vertiginoso: il gotico flamboyant, cosi' chiamato per le forme delle finestre che ricordano lingue di fiamma. I trafori si fanno mossi, sinuosi, ondulati, le facciate si riempiono di guglie e pinnacoli sottili come spine, mentre l'austerita' geometrica del rayonnant cede al puro virtuosismo decorativo. La cattedrale di Rouen, l'abbazia di Saint-Maclou, la facciata di Notre-Dame de l'Epine e i portali di Senlis rappresentano il vertice dello stile flamboyant. La transizione non e' una rottura, ma un naturale consumarsi della logica radiante: una volta dissolto il muro, l'unica direzione possibile era far ardere la stessa pietra, in quell'ultimo, splendido bagliore prima che il Rinascimento spegnesse il gotico.