caratteristiche del gotico in architetturaLe cattedrali gotiche hanno preminente sviluppo verticale. Nella tipologia di origine franco-tedesca, presenta una facciata serrata fra due torri, come gli edifici religiosi normanni dell’ XI sec. È coperta da volte a crociera secondo consuetudine già da tempo in uso in Lombardia.

Ma tutto acquista un aspetto diverso perché diversa è la società: cambia il rapporto fra larghezza e altezza accentuando il senso di elevazione, quasi di distacco dalla terra; cambia la concezione dello spazio; nell’architettura gotica la linea prevale sulla massa, il vuoto sul pieno.

L’arco a sesto acuto nell’architettura gotica

Il principio tecnico su cui si basa l’architettura gotica è l’uso sistematico dell’arco a sesto acuto, sia semplice sia formante la crociera.

L’arco acuto risulta dall’intersezione di due archi di cerchio, aventi uguale raggio ma centro diverso; data la maggiore altezza (detta “freccia”) rispetto all’arco a pieno centro, quello acuto scarica più rapidamente sui lati le due forze risultanti dalla divisione della forza di gravità. Ciò permette una grande elevazione della navata principale; le navate minori sono molto più basse e strette secondo un calcolo che le fa rientrare entro le linee laterali di un triangolo, conseguente a quello formato, in alto, dalla corda e dal vertice dell’arco trasversale alla navata maggiore, al quale, dunque, sono relazionate la larghezza e l’altezza dell’intera cattedrale.

All’interno la differenza di misure fra le navate laterali e quella centrale, accentua di questa, per contrasto, il senso di elevazione, che appare ancora maggiore i fasci di pilastri salienti al sommo delle crociere determinano una serie di linee sottili poste una accanto all’altra: come è noto, il ripetersi di linne verticali determina il verticalismo.

In oltre questi fasci di pilastri, incurvandosi gradualmente per raggiungere il vertice della crociera, generano, nel momento in cui si uniscono, un ideale punto di fuga, che aumenta artificialmente, per effetto ottico naturale, la distanza fra noi e la copertura.

L’uso dello spazio nelle cattedrali gotiche

Lo spazio gotico dunque, chiaro e misurato, risulta illimitato, indefinito; non spazio a misura d’uomo, ma a misura del potere, civile e religioso.

Anche all’esterno le cattedrali gotiche sono complicate, sia perché si ornano di nicchie e statue, sia perché le strutture portanti, malgrado l’evidenza della loro funzione, sono tante da togliere la chiarezza della visione: per esempio i contrafforti coronati da guglie e pinnacoli, o gli archi rampanti che, appoggiandosi ai contrafforti stessi, si slanciano, scavalcando le navate laterali (talvolta anche sovrapposti l’uno all’altro), per sostenere la spinta laterale proveniente dalle crociere della navata principale.

Tutto però rientra in uno schema triangolare, che, dalla larghezza della base, sale, per balzi successivi, fino al punto terminale, normalmente l’altissima guglia sovrastante il turibolo nel punto in cui il transetto si incrocia col braccio longitudinale.

caratteristiche del gotico e degli archi architettonici

La teologia della luce: l'abate Suger e il significato spirituale del verticalismo

Il verticalismo dell'architettura gotica non nacque come scelta estetica ma come conseguenza di una precisa visione teologica. L'abate Suger di Saint-Denis, che avviò la prima costruzione gotica nota attorno al 1135, era convinto — sulla base della filosofia neoplatonica dello pseudo-Dionigi l'Areopagita — che la lux nova, la luce nuova filtrata attraverso il vetro colorato, fosse una manifestazione diretta della luce divina e potesse elevare l'anima del fedele verso Dio. Per ottenere questa luce era necessario svuotare le pareti, sostituire i muri massicci romanici con superfici vetrate: ma senza i muri, l'edificio crollava. Il sistema strutturale del gotico — archi acuti, nervature, archi rampanti — fu inventato essenzialmente per risolvere questo problema ingegneristico al servizio di una visione mistica. La cattedrale gotica non è solo un edificio verticale: è una macchina per trasformare la materia in luce.

Archi rampanti e gargoyle: struttura e simbolo

Due delle caratteristiche del gotico più riconoscibili all'esterno sono l'arco rampante e il gargoyle, spesso incompresi nella loro funzione. L'arco rampante — una semicirconferenza di pietra che balza dalla parete esterna della navata verso il contrafforte esterno — è una soluzione puramente strutturale: devia la spinta laterale della volta verso l'esterno dell'edificio, scaricandola a terra attraverso i contrafforti, e permette di liberare le pareti dai muri pieni sostituendoli con vetrate. Senza archi rampanti, le cattedrali gotiche sarebbero impossibili. I gargoyle — quelle figure animali e demoniache che sporgono dai cornicioni — svolgono invece una duplice funzione: pratica, come doccioni che convogliano l'acqua piovana lontano dalla muratura, evitando infiltrazioni; e simbolica, come guardiani del sacro che, posti ai margini dell'edificio, proteggono lo spazio interno dalle forze del male. Il confine tra il profano esterno e il sacro interno è così materialmente presidiato da creature ibride, grottesche, che appartengono al mondo della terra e non possono varcare la soglia.

Le tre fasi del gotico: da Saint-Denis al fiammeggiante

Le caratteristiche architettoniche del gotico non sono uniformi nel tempo: l'architettura gotica si è evoluta per quasi quattro secoli, attraverso tre fasi distinte. Il gotico primitivo (1130–1200) è quello di Saint-Denis e delle prime cattedrali dell'Île-de-France: forme ancora austere, archi acuti relativamente moderati, decorazioni contenute. Il gotico alto o classico (1200–1350) produce i capolavori assoluti — Chartres, Amiens, Reims, Notre-Dame di Parigi — con il pieno dispiegamento di archi rampanti, rosoni e scultura monumentale. Il gotico tardo o fiammeggiante (1350–1530) spinge ogni elemento all'eccesso decorativo: le nervature si moltiplicano fino a formare soffitti a ventaglio, i trafori assumono forme ondulate simili a fiamme (flamboyant in francese), le guglie si allungano vertiginosamente. È in questa fase finale, esplosiva e quasi barocca, che l'architettura gotica raggiunge la massima complessità formale prima di cedere il passo al rinascimento italiano.