Abiti goth

I goth amano il nero, colore della notte e della morte. Molti seguono il look vittoriano: lunghi vestiti in velluto e satin con merletti e ricami all’uncinetto, finti pastrani militari di velluto broccato, camicie a balze, pantaloni con lacci laterali e stivali al ginocchio. Altri preferiscono il look militare – industriale, più aggressivo.

Tessuti di pelle, denim nero, cotone, vinile.

Top scollati e minigonne di latex, jeans neri attilati, pantaloni da paracadutista e una semplice maglietta nera. È uno stile essenziale, che mira al sodo.

Gli abiti cyber, invece, si sposano a tessuti futuristici come il PVC o il latex.

Il Cybergoth è debitore di Metropolis, film di Fritz Lang del 1927. Il regista descrive la classe operaia letteralmente sbranata dall’industria, il sopravvento della macchina che soggioga l’umano. Nel futuro le macchine potrebbero pensare meglio e più rapidamente degli umani.

L’individualità potrebbe diventare un cimelio da museo. I cybergoth sono individualisti arrabbiati che indossano questa minacciosa predizione evolutiva.

Colori goth

Il nero rappresenta la notte, luogo prediletto perché tutto vi può accadere. Molti lo considerano un look lugubre, ma il nero era anche il colore preferito da Chanel. Era l’uniforme dei beatnik negli anni ’50, e dei bikers. È ancora oggi il colore dell’eleganza e degli abiti da sera. I goth abbinano il nero all’argento negli accessori. Un altro colore molto amato è il rosso, che richiama alla vita e al sangue. I goth amanti delle atmosfere medievali adorano il viola.

Il grigio, colore intermedio tra il nero e l’argento, è molto usato dai goth che frequentano le persone cosiddette “normali”. È un colore accettato dal mainstream, e un tailleur grigio permette alla donna in carriera goth di presiedere alle riunioni ufficiali senza tradire la sua natura.

Il nero non basta

Non basta vestire di nero per essere goth. Ciò che indossano i goth è l’espressione di un mondo interiore più profondo che abbraccia l’anima. Mettersi addosso un vestito goth non fa di me un goth, tanto quanto indossare una tuta da ginnastica non mi trasforma in un atleta.

Guardaroba base goth

  • Pantacollant neri
  • Lunga gonna nera
  • Stivali neri
  • Giacca nera
  • Maglietta nera
  • Occhiali da sole

Le radici della moda goth: post-punk, Batcave e il lutto vittoriano

La moda goth non nacque da un atelier ma da un club londinese: il Batcave, aperto a Soho nel 1982, fu il crocevia dove band come Bauhaus, Siouxsie and the Banshees e The Cure incontrarono un pubblico che stava costruendo un'estetica tutta sua. I primi goth attingevano al guardaroba del glam rock, del punk e del new wave, aggiungendo elementi gotici — veli neri, croci, tessuti vittoriani — che riflettevano un interesse genuino per il macabro e il romantico oscuro. Il modello visivo del lutto vittoriano — gli abiti neri a vita stretta, i guanti lunghi, i capelli elaborati — era già lì, bello e pronto nella storia della moda inglese; la sottocultura goth lo riportò in vita non come costume ma come identità. Il nero smise di essere il colore del cordoglio per diventare quello della scelta estetica consapevole: un rifiuto elegante della cheerfulness obbligatoria degli anni Ottanta.

Victorian goth e Romantic goth: l'eleganza oscura tra corsetti e merletti

All'interno della moda goth il filone victorian goth è quello che più si avvicina a un'estetica alta, quasi da haute couture oscura. Si caratterizza per abiti lunghi a vita stretta con ampie gonne a strati, corsetti indossati a vista in raso o broccato, bluse con colletti in merletto di Bruges, cappelli a cilindro o con velette, ombrellini di pizzo e stivali con bottoni in stile edoardiano. Il colore è rigorosamente il nero, ma ammette il bordò profondo, il verde petrolio e l'avorio ingiallito. Il romantic goth enfatizza invece la dimensione poetica e malinconica: veli, fiori appassiti tra i capelli, maquillage pallido e romanzi di Ann Rice sotto il braccio. Entrambi i sottostili condividono il rifiuto della velocità moderna — sono estetiche che richiedono tempo, cura e attenzione ai dettagli, in aperta opposizione alla fast fashion usa-e-getta del mondo contemporaneo.

Gothic Lolita: quando la moda goth incontra il Giappone

Uno degli sviluppi più sorprendenti della moda goth avvenne a migliaia di chilometri dalla Londra del Batcave: negli anni Novanta, il Giappone sviluppò la Gothic Lolita, una fusione tra l'estetica gotica europea e la moda delle bambole vittoriane. Il risultato è un look apparentemente contraddittorio — gonne a campanola con sottogonne di tulle, stivaletti con fibbie d'argento, cuffie di pizzo e grembiuli neri — che mescola l'innocenza infantile con la moribondezza oscura. Le Gosu Rori, come vengono chiamate le appassionate giapponesi, si riunivano ogni domenica nel parco Yoyogi di Tokyo trasformandolo in una passerella a cielo aperto. La Gothic Lolita ha poi percorso il viaggio inverso, influenzando la moda alternativa europea e americana e dimostrando come l'estetica goth sappia ibridarsi con culture diverse senza perdere la propria essenza oscura.