La Dama del sudario

Facebooktwittergoogle_pluspinterest

La dama del sudario di Bram StokerLa Dama del sudario, capolavoro dimenticato di Bram Stoker, ritorna in versione integrale completo degli ultimi tre capitoli.

“Silenzioso, diafano fantasma, una donna “dagli occhi brucianti” e dalla fatale bellezza solca le acque scure del mare nella sua bara, avvolta nel bianco sudario…”
Con questa suggestiva, inquietante immagine si apre La Dame del Sudario, il romanzo che Bram Stoker scrisse nel 1909, tre anni prima della sua morte.

Che cosa significa la macabra apparizione che terrorizza i marinari del Victorine? Che cosa cerca lo spettro della donna?
Quale terribile segreto è legato al castello di Vissarion?

Attraverso lettere, biglietti, ritagli di giornale, brani di diario, l’autore dipana man mano davanti agli occhi l’intero filo della vicenda, dosando effetti e colpi di scena con straordinaria abilità, trasportando il lettore in un mondo dove realtà e possibilità si confondono e dove l’unica cosa che può essere data per scontata è la paura. In questo modo, il padre della letteratura sui vampiri si conferma come uno straordinario manipolatore di trame: un grande creatore di allucinate atmosfere in cui si rispecchia tutta la sottile perversione dell’epoca vittoriana e del romanzo gotico.

Romanzo tutt’altro che trascurabile, La Dama del sudario merita di trovare estimatori e fortuna. Anche qui la storia, come in Dracula, viene narrata al lettore in una sorta di puzzle, “un fitto gioco di rimandi, di specchi destinati a non lasciare, almeno nelle intenzioni, nessun angolo buio.”

Certo nel romanzo manca un protagonista come il funereo, ambiguo e seducente Conte Dracula ma anche la diafana signora dagli “occhi brucianti” che solca silenziosamente le acque scure del mare sulla sua bara, avvolta nel bianco sudario è un’immagine che non si dimentica facilmente e che sarebbe piaciuta anche an altro maestro del brivido come Edgar Allan Poe.

ESTRATTO: «L’ultima cosa che vidi fu il lampo di un viso pallidissimo illuminato da due occhi scuri, brucianti, mentre la figura si lasciava cadere nella bara come nebbia o fumo che si disperda allo spirare del vento».

La Dama del sudario ultima modifica: 2017-01-11T16:56:12+00:00 da Stefano Torselli
Facebooktwittergoogle_pluspinterest

commenta