Il castello nel romanzo gotico

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Il castello del romanzo gotico, è il luogo privilegiato e immancabile, imponente e impenetrabile con i suoi passaggi segreti, corridoi e meandri labirintici che negano una partenza e un arrivo.

Sorge solitario in un spazio dimenticato e arcaico; portatore di inquietudini lontane ed emblema come le rovine del trascorrere inesorabile del tempo.

il castello nell'immaginario gotico

Il castello è fortezza e gabbia

Solo apparentemente un rifugio, il castello è in realtà una trappola l’impossibilità di uscirne così come trovarvisi prigionieri fa di questo luogo privilegiato lo spazio di un sogno, una dimensione nella quale si muovono fantasmi e il tempo sembra sospeso.

Se un’uscita c’è, porta nelle viscere della terra o alla vastità del mare, verso un mondo naturale ed intatto dal quale l’uomo ha avuto origine e vorrebbe tornare.

La discesa e la corsa affannosa nei suoi labirinti e nei suoi sotterranei è un viaggio nel mistero di sé, un rito di iniziazione che non conduce alla conoscenza ma ad una liberazione, come al risveglio da un incubo.
Simbolo della cultura e quindi del vecchio ordine, con le sue gerarchie e i suoi valori, il castello si oppone alla natura chiudendosi in se stesso trasformandosi in un labirinto.
Lo spazio in cui ci si muove, sprofonda e si dirama in una infinità di corridoi oscuri: è il luogo claustrofobico e ostile che imprigiona l’innocenza indifesa, tortuoso come la mente del suo proprietario; è l’ambito mentale e fisico della paura e della morte.

I labirinti e i sotterranei dei castelli gotici ci riportano inevitabilmente alle immagini angosciose delle costruzioni di Giambattista Piranesi. Nelle incisioni di questo straordinario artista, l’ansia e il terrore assumono forme architettoniche che non corrispondono a nessun ordine di misura umano: gallerie tortuose si perdono in una prospettiva lontana; scale che salgono in maniera vertiginosa per accedere a ponti interrotti e senza sbocco, se non quello di una rovinosa caduta. Lo stravolgimento architettonico e spaziale delle Carceri di Piranesi esprime un senso di minaccia e terrore dovuti agli oggetti presenti (macchine di tortura, catene, corde) ma soprattutto alla vertigine dovuta al disorientamento visivo. “Egli ha immaginato scene che sconvolgono la geometria…ammucchia palazzi su ponti, templi su palazzi, e dà la scalata al cielo con montagne di edifici. Eppure, quale gusto nella sua audacia! Quale grandezza nella sua barbarie! Quale sforzo di mano e di pensiero sia nella sua impetuosità che nei particolari.” È noto che Walpole si ispirò, per il suo romanzo “Il Castello di Otranto”, alle Carceri di Piranesi, per la descrizione dei passaggi segreti attraverso i quali fugge l’eroina Isabella.

Altro spazio omologo al castello è il convento che domina una notevole serie di romanzi gotici; luogo inquietante e ingannevole, tanto più terrificante perché al suo interno si preparano tranelli inattesi e imprevedibili.

Il convento è costruito su una menzogna, la saggezza e la fede si trasformano nel loro opposto e rivelano il demonio là dove si è creduto di scorgere la santità. Invece di un paradiso esso si rivela un inferno, sia nell’animo di chi lo domina che negli atti nefandi che sono perpetrati nei suoi sotterranei. La vita del convento è inoltre associata alla costrizione subita da molte fanciulle. La monacazione è sempre carica nel romanzo gotico di valori negativi, perché sentita come innaturale.
All’interno di questi luoghi è evidente il contrasto alto/basso: in alto regna un ordine apparente, nel basso dominano il caos e la morte, proprio come nell’animo umano. Gli spazi della letteratura gotica non sono che metafore. Il castello, l’abbazia, il sotterraneo, la tomba rappresentano l’inconscio con le sue angosce, i suoi terrori e le sue censure. Sono ciò che Theophile Gautier definì “la camera oscura del cervello”, paure ancestrali che il pittore Füssli descrisse mirabilmente nel suo capolavoro “L’Incubo”.

Ferito da un mondo che l’ha respinto, Erik sa essere crudele e vendicativo ma anche dolce e gentile e infondo è solo un uomo che soffre terribilmente perché non ha amore.

Il castello nel romanzo gotico ultima modifica: 2017-01-11T17:09:51+00:00 da Stefano Torselli
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One Response

  1. fabrizio 15 settembre 2016 Rispondi

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