Pittoresco e sublime

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“Una bella veduta delizia l’anima, nello stesso modo di una dimostrazione; e una descrizione in Omero ha incantato più lettori di un capitolo di Aristotele.”

sentimento gotico del romanzo

L’elemento gotico che fa scattare la molla dell’irrazionale è il “pittoresco”, una forma d’arte capace di suscitare un piacevole tipo di orrore nella mente. Il senso della vista è dunque fortemente sentito e assolutamente necessario. L’occhio gotico ricerca con insistenza gli eleganti resti dell’architettura antica: una torre in rovina, un arco gotico, resti di castelli ed abbazie “le più preziose eredità dell’arte, consacrate dal tempo.”

Lo spettacolo esteriore di un dipinto o di un giardino è in realtà una proiezione dell’ignoto e dell’inconscio. Le immagini una volta impresse nella mente, attendono di venire riprodotte dalla memoria e di riportare in vita i sentimenti e le emozioni che furono. Il vagare in tali zone si prefigura inquietante e spaventoso e il bene e il male possono risultare indistinti. E qui il sublime prende il posto del pittoresco.

Il sublime non è altro che un’emozione, un sentimento misto di piacere e di orrore. La ragione riflette così il mondo tenebroso dell’angoscia e del mistero, restituendo immagini indecifrabili ed inquietanti.

L’attrazione per il piacere misto ad orrore provocato dall’inquietudine del buio e della notte si accompagna, nel gotico, al senso di paura e di angoscia di fronte alle montagne, alla violenza della natura, alla maestà delle rovine medievali, tutte proiezioni di un sentimento indefinibile.

La poesia diventa in questo modo il mezzo più efficace per esprimere il sublime perché, al contrario delle immagini, suscita maggiori emozioni con la fantasia.

Pittoresco e sublime ultima modifica: 2017-01-11T16:41:03+00:00 da Stefano Torselli
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