Incipit – La bella vampirizzata di Alexander Dumas

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La bella vampirizzata di Alexander Dumas, leggiamo insieme l’incipit del romanzo:

Io sono polacca, nata a Sandomir, vale a dire in un paese ove le leggende diventano articoli di fede, e crediamo alle tradizioni di famiglia come e forse più che al vangelo.  Non c’ castello fra noi che non abbia il suo spettro, non una capanna non abbia il SUO nume tutelare. Mella casa del ricco, come in quella del povero, nel castello come nella capanna si riconosce il principio amico e il principio nemico.

Incipit La bella vampirizzata di Alexander DumasTalvolta questi due principi entrano in lotta, e si combattono. Allora si odono rumori così  misteriosi nei corridoi, ruggiti così orrendi nelle antiche torri, scosse così formidabili nelle mura, che gli abitanti fuggono dalla capanna come dal castello, e contadini e gentiluomini corrono in chiesa in cerca della croce benedetta o delle sante reliquie, sole salvaguardie contro i demoni che ci tormentano.

Ma altri due principi più terribili ancora, più accaniti ed implacabili si fronteggia no nella mia terra: la tirannide e la libertà.

L’anno 1825 vide infatti nascere tra la Russia e la Polonia una di quelle lotte nelle quali parrebbe destinato ad esaurirsi tutto il sangue d’un popolo, come si esaurisce il sangue di tutta una famiglia. Mio padre e i miei due fratelli, insorti contro il nuovo Zar, erano andati a schierarsi sotto il vessillo dell’indipendenza polacca, atterrato sempre, e sempre  risorto. Un giorno seppi che il mio fratello minore era stato ucciso: un altro giorno mi annunciarono che il mio fratello maggiore era stato ferito a morte; e finalmente, dopo una giornata angosciosa, durante la quale avevo udito atterrita il rombo sempre più vicino del cannone, vidi arrivare mio padre con un centinaio di cavalieri, solo avanzo dei tremila uomini che comandava. Era venuto a rinchiudersi nel nostro castello con l’intenzione di seppellirsi sotto le sue rovine.

Mentre non temeva nulla per sé, tremava per me. E infatti, per Lui l’unico rischio era la morte, poiché era certissimo che non sarebbe caduto vivo in mano al nemico; ma a me sarebbero toccati la schiavitù, il disonore, la vergogna.

Mio padre scelse dieci uomini fra i cento che gli rimanevano, chiamò l’intendente, gli consegnò quanto denaro e oggetti preziosi possedevamo, e ricordandosi che, in occasione della seconda divisione della Polonia, mia madre ancora quasi fanciulla aveva trovato un asilo inaccessibile nel monastero di Sahastru, situato in mezzo ai monti Carpazi, gli ordinò di condurmi in quel monastero, che avrebbe aperto alla figlia, come già un tempo alla madre, le sue porte.
A onta del grande amore che nutriva per me mio padre, i nostri saluti non furono lunghi. Secondo ogni probabilità, i Russi dovevano giungere il giorno appresso in vista del castello, e perciò non c’era tempo da perdere. Indossai in fretta una veste d’amazzone, con la quale ero solita accompagnare i miei fratelli a caccia.

Incipit – La bella vampirizzata di Alexander Dumas ultima modifica: 2017-01-11T15:43:28+00:00 da Stefano Torselli
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