La cripta dei Cappuccini a Roma in via Veneto

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Santa Maria dell'Immacolata Concezione:La cripta dei Cappuccini a Roma, nella centralissima via Veneto, si trova la chiesa di Santa Maria dell’Immacolata Concezione: apparentemente una delle tante splendide chiese barocche della capitale, ma nella sua cripta si conserva un “monumento funebre” unico al mondo. Il convento dei cappuccini aveva usato i sotterranei della chiesa per seppellire le spoglie dei frati sin dalla fine del ‘500, accumulando un enorme quantitativo di ossa e teschi.

Verso la metà del ‘700 tutto questo copioso materiale umano viene usato per decorare in modo macabro e spettacolare le pareti dei 6 ambienti della cripta. Persino il libertino ed eccentrico marchese De Sade, in visita a Roma nel 1775, rimane colpito da questo mosaico celebrativo della morte, composto dai resti di più di 3.700 persone.

Entrando si incontra la cripta della resurrezione, in cui le volte sono decorate per lo più da costole e vertebre in uno squisito stile francese, probabilmente attribuibile al fatto che alla fine del ‘700 alcuni frati sfuggiti al terrore trovarono riparo nella chiesa dell’Immacolata e lavorarono ad “abbellire” la cripta.

Nella cripta dei teschi, campeggia al centro una clessidra alata, simbolo del limitato tempo terreno, e sotto di essa, cinque scheletri abbigliati col sai cappuccino, tre nell’atto di camminare e pregare e due coricati in delle nicchie, a monito di una vita in costante cammino e preghiera prima della morte. Anche se lo stile delle decorazioni è decisamente rococò, la meditazione sulla morte e la simbologia della caducità delle cose terrene è assolutamente barocca, come il motto che ammonisce “Noi eravamo quello che voi siete, e quello che noi siamo voi sarete”, ripreso anche nell’epitaffio lasciato da Antonio Barberini sulla sua lapide nella chiesa superiore “Hic iacet pulvis cinis et nihil” (qui giace polvere, cenere e niente). 

La cripta dei bacini propone ornamenti sofisticati e sul soffitto campeggia un rosone formato da sette scapole con pendagli di vertebre, mentre nella successiva sala delle tibie e dei femori troviamo una volta decorata con tondi di mandibole ornati di vertebre e due grandi motivi floreali ai lati formati da scapole con pendagli di vertebre. Sulle pareti campeggiano scheletri vestiti di saio in nicchie inframmezzate da colonne composte da cumuli di teschi, tibie e femori.
Tutte le complicate strutture architettoniche di ossa sono tenute insieme semplicemente da filo metallico e fissate al muro tramite piccoli chiodi introdotti in minuscoli fori appositamente praticati nei resti, così com’erano state realizzate a metà del XVIII secolo.

gli scheletri della cripta dei cappuccini

La cripta degli scheletri è un omaggio alla famiglia Barberini, committente e mecenate dei cappuccini dell’Immacolata: i tre scheletri fissati alle pareti e i teschi alati che recano in mano sono infatti quelli di membri della famiglia.
Al centro, in un ovale, è racchiuso lo scheletro detto della “principessa Barberini” che impugna una falce e una bilancia (sempre realizzate con ossa umane), simbolo dell’inesorabilità ed equità della morte e del Giudizio Finale. La volta è riccamente ornata con decorazioni e lampadari pendenti e reca persino un “orologio osseo” ad una sola sfera, per indicare che la vita continua dopo la morte.

Roma cripta dei cappuccini, scheletro della giustizia

La cripta dei Cappuccini a Roma in via Veneto ultima modifica: 2017-01-11T18:40:10+00:00 da Stefano Torselli
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