Whitechapel, a Londra, è una meta molto frequentata dal popolo goth per il fascino del passato e del presente.
Questo antico quartiere ha lo stile del tipico vecchio ottocento londinese, dopo aver passato la City e Liverpool Street si sale per Bethanl Green e Bick Lane ricca di quelle forme e immagini caratteristiche della Gran Bretagna.
Già dal XIV secolo era una importante zona per produzione tessile che ha visto succedersi fiamminghi, ugonotti francesi ed ebrei e tutt’ora i negozi di abbigliamento si richiamano a quel passato.
Nel seicento il quartiere incomincia a differenziarsi dalla Londra ricca e diventa sempre più popolare e povero, il famoso East End londinese dei racconti di Dickens che a fine ottocento conta ben 1300 prostitute.
Questo quartiere povero tra illegalità, prostituzione e distillerie clandestine è il teatro di Jack lo squartatore che nell’ottocento terrorizza Londra con la sua serie di macabre uccisioni.
Jack lo squartatore
Tra il 31 agosto e il novembre del 1888 una serie di efferati delitti si verificano a Whitechapel rimanendo tutt’ora impuniti e senza saper chi li ha compiuti ma creando il mito di Jack lo squartatore, Jack the ripper in inglese. La prima vittima fu una prostituta di 42 anni che il 31 agosto venne sgozzata con una lama molto affilata, sventrata e asportata degli organi femminili con precisione chirurgica.
Agli inizi di settembre il secondo omicidio, ancora più macabro, la povera Anna Chapman fu sgozzata e dilaniata con l’asportazione del cuore e vicino al corpo una lettera con la firma Jack the Ripper.
Sempre in settembre altre due vittime, Elizabeth Stride e Catherine Eddowes, della seconda Jack manda all’ospedale di Londra una lettera contenente il rene della vittima con l’indirizzo: ‘dall’inferno’ e ancora la firma Jack the Ripper.
La polizia e Scotland Yard scatenarono una caccia all’uomo ma senza risultati mentre l’assassino gabbava le forze dell’ordine con lettere scritte in rosso.

Le cinque vittime canoniche: Mary Ann Nichols e la discesa nell'abisso
La cronaca nera dell'autunno del 1888 conta cinque nomi che la storiografia chiama vittime canoniche di Jack lo squartatore: Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly. Erano tutte donne povere, alcune sfrattate la notte stessa dell'omicidio, costrette a vendere il proprio corpo per pochi penny, ospiti delle common lodging houses che puntellavano le strade di Whitechapel. La prima, Mary Ann "Polly" Nichols, venne ritrovata in Buck's Row il 31 agosto con la gola recisa da due tagli netti; meno di una settimana dopo, Annie Chapman giaceva sventrata nel cortile di Hanbury Street. La notte del 30 settembre il cosiddetto double event portò la firma dell'assassino su Elizabeth Stride e Catherine Eddowes nel giro di un'ora. Il 9 novembre, nel misero stanzino di Miller's Court, il corpo orrendamente mutilato di Mary Jane Kelly chiuse il ciclo dei delitti certi: una sequenza di sangue che avrebbe consegnato Whitechapel alla mitologia gotica moderna.
Il mistero dell'identità: Kosminski, Druitt e i cento sospetti
Oltre un secolo di indagini, inchieste private e teorie complottiste ha prodotto una lista di oltre cento nomi sospettati di essere il vero volto di Jack the Ripper. Tre figure emergono dal memorandum redatto nel 1894 da Sir Melville Macnaghten, assistente commissario di Scotland Yard: l'avvocato Montague John Druitt, suicida nel Tamigi poco dopo l'ultimo delitto; il medico russo Michael Ostrog; e soprattutto Aaron Kosminski, un barbiere ebreo polacco di ventitré anni residente proprio a Whitechapel. Nel 2014 un'analisi del DNA mitocondriale estratto da uno scialle attribuito a Catherine Eddowes sembrò puntare proprio su Kosminski, ma la comunità scientifica ha contestato la procedura, e il caso resta ufficialmente irrisolto. Altri nomi leggendari hanno affollato l'immaginario collettivo: il pittore Walter Sickert, il principe Albert Victor nipote della regina Vittoria, persino il medico personale di corte Sir William Gull accusato da tesi complottiste mai provate. Il vero Jack lo squartatore continua a dissolversi nella nebbia del Tamigi.
La lettera "From Hell" e la nascita del serial killer mediatico
Ciò che rese Jack lo squartatore il prototipo del serial killer moderno non furono soltanto i delitti, ma il modo in cui essi vennero raccontati. Tra le centinaia di missive arrivate a Scotland Yard, tre spiccano per impatto: la lettera Dear Boss del 27 settembre 1888, che coniò per la prima volta il nome "Jack the Ripper"; la cartolina Saucy Jacky, arrivata poche ore dopo il double event; e soprattutto la tremenda missiva From Hell, spedita a George Lusk del comitato di vigilanza il 16 ottobre, accompagnata da mezzo rene umano in un pacchetto. Fu la stampa popolare — il Star, il Pall Mall Gazette, l'Illustrated Police News — a costruire il mito, alimentando a piena pagina il terrore e fondando, di fatto, la cronaca nera sensazionalistica. L'eco di quelle pagine raggiunse subito la letteratura: Oscar Wilde, Robert Louis Stevenson con il suo Dr Jekyll and Mr Hyde uscito due anni prima e poi Bram Stoker furono segnati dall'atmosfera di quella Londra notturna e vaporosa.
Il Ripper Tour oggi: visitare Whitechapel sulle orme dell'assassino
Oggi Whitechapel è un quartiere vitale, multietnico, dove i murales street art convivono con gli edifici vittoriani rimasti in piedi. I Jack the Ripper Tour partono ogni sera dalla stazione di Aldgate East o dalla Tower Hill: una guida con lanterna conduce i visitatori nei vicoli reali dei delitti — Mitre Square, Hanbury Street, Dorset Street — mentre racconta i fatti con piglio teatrale. Il Ten Bells Pub in Commercial Street, frequentato da Annie Chapman e Mary Jane Kelly, resta meta di pellegrinaggio; il Jack the Ripper Museum sul Cable Street offre una ricostruzione immersiva, pur tra polemiche sull'etica dello spettacolo del male. Per gli appassionati di età vittoriana e dei lati oscuri della Londra ottocentesca, Whitechapel è il punto di partenza ideale, da combinare con una visita alla Torre di Londra e al Cimitero di Highgate, compagni naturali di un itinerario gotico nella capitale britannica.


