Il gotico internazionale è il fenomeno stilistico europeo che ha segnato il culmine della pittura gotica.

Tra le caratteristiche più evidenti e comuni saltano agli occhi le vesti morbidamente fluenti, i movimenti eleganti e leggiadri, una decorazione ricca che suggerisce una certa materialità.

Jean Fouquet

Nato intorno al 1420 a Tours, Jean Fouquet è la figura centrale della pittura gotica francese del XV secolo. Subisce le influenze della pittura italiana (soprattutto Masolino, Paolo Uccello e Beato Angelico). La sua famosa Madonna col Bambino vede raffigurata la Vergine con i lineamenti di Agnes Sorel, la favorita del re.

Il committente, Etienne Chevalier, era tesoriere reale, esecutore testamentario della Sorel e suo amante. Maria è raffigurata come una “figurina alla moda”, secondo le parole di Huizinga (autore de “L’autunno del Medioevo”) e conferisce a questa pittura un carattere un po’ decadente.

Jean Fouquet, dittico di Melun
Jean Fouquet, dittico di Melun

Maestro di Moulins

I colori e le forme di Jean Fouquet influenzano questo maestro, ma sono resi più tenui. Nella Natività con il cardinale Rolin, il Maestro di Moulins usa come modelli di riferimento composizioni fiamminghe. Le figure sono raggruppate con scioltezza intorno al Bambino. Le fisionomie, il trattamento delle vesti e i movimenti tranquilli ricordano invece artisti italiani come Perugino, Ghirlandaio o Giovanni Bellini. Quest’opera sembra marcare in modo chiaro l’incrocio tra gli influssi fiamminghi e quelli italiani che hanno avuto grande importanza nella pittura francese del XV secolo.

Moulins, nativita di Gesu

I fratelli Limbourg: Paul, Jean e Hermann dalla Gheldria alla corte di Jean de Berry

Prima di Fouquet, il gotico internazionale francese trova i suoi interpreti più raffinati nei fratelli Limbourg: Paul, Jean e Hermann, nati a Nimega intorno al 1385 da una famiglia di scultori. Apprendisti orafi a Parigi, passano per la bottega di Jean Malouel e nel 1402 entrano al servizio di Filippo l'Ardito, duca di Borgogna. Alla morte di questi, li reclama Jean de Berry, fratello del re e bibliofilo ossessivo, che li trattiene fino al 1416, anno in cui tutti e tre muoiono giovanissimi, forse di peste, insieme al loro mecenate.

I Limbourg incarnano il momento in cui la miniatura smette di essere decorazione e diventa pittura in piccolo formato. Lavorano a cicli grandiosi — le Belles Heures, le Petites Heures, la Bibbia moralizzata — ma è l'ultima opera, lasciata incompiuta, a consegnarli alla storia.

Les Très Riches Heures du Duc de Berry: il calendario miniato del Musée Condé

Commissionate tra il 1411 e il 1416, le Très Riches Heures du Duc de Berry sono il vertice assoluto del gotico internazionale. Il manoscritto, conservato al Musée Condé di Chantilly, contiene 206 fogli di pergamena con 66 miniature grandi e 65 piccole. Il celebre ciclo del Calendario alterna le occupazioni stagionali dei contadini alle architetture dei castelli ducali: il Louvre di gennaio, il Mont-Saint-Michel di settembre, Saumur, Lusignan, Vincennes si stagliano contro cieli di lapislazzulo.

Lasciato interrotto nel 1416, il codice viene completato verso il 1485 da Jean Colombe per Carlo I di Savoia. L'opera influenzò a distanza di decenni anche autori italiani di pittura gotica e fiamminghi come Rogier van der Weyden.

La corte di Borgogna: Jean Malouel, Melchior Broederlam, la scuola di Digione

Parallela alla corte di Berry, Digione diventa sotto Filippo l'Ardito e Giovanni senza Paura il secondo polo del gotico internazionale francese. Jean Malouel, zio dei Limbourg, dipinge pale d'altare per la Certosa di Champmol; Melchior Broederlam di Ypres firma il polittico con l'Annunciazione e la Fuga in Egitto, dove paesaggi rocciosi fiabeschi convivono con architetture dorate.

La scuola borgognona fonde il realismo fiammingo nascente con l'eleganza curvilinea francese: è in questo crogiolo che si preparano le premesse per Jan van Eyck e per l'intera stagione della pittura fiamminga del Quattrocento.

L'eredità del gotico internazionale: da Fouquet alla scuola di Tours

Il gotico internazionale francese si spegne intorno al 1420, quando la Guerra dei Cent'Anni e la peste decimano le corti. La sua eredità confluisce nella scuola di Tours di Jean Fouquet e nel circolo del Maestro di Moulins, identificato con il pittore Jean Hey. Le miniature dei Limbourg, riscoperte nel XIX secolo al Musée Condé, diventano icona della civiltà cortese medievale e fonte d'ispirazione per il preraffaellismo e per l'intera iconografia del Medioevo sognato.

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