Rogier van der Weyden

La pittura fiamminga nasce nei Paesi Bassi borgognoni, a Turnai. Qui è attivo Robert Campin, conosciuto come il Maestro di Flémalle. Il suo allievo più dotato è Rogier Van der Weyden. Presto si affranca da Robert Camping e diviene uno dei grandi maestri della pittura gotica fiamminga.

Trittico dell’Annunciazione di Rogier van der Weyden (1440)

Rogier van der Weyden riprende l’innovativo progetto iconografico del suo maestro Robert Campin, collocando l’Annunciazione nella tavola centrale. Probabilmente è stato proprio Campin il primo pittore che abbia attribuito un’importanza così spiccata a questo tema nella sua opera più importante, il Trittico dell’Annunciazione di Mérode.

Ben presto, comunque, Van Der Weyden emerge con opere che si allontanano chiaramente da quelle del suo maestro. Mentre Campin dava valore alla superficie delle cose, alla luce e all’effetto cromatico dell’atmosfera, il problema di Van der Weyden è la costruzione di uno spazio in cui la storia sacra possa essere rappresentata in modo solenne.

Weyden, annunciazione

Trittico di San Giovanni (1454)

Dipinto per la chiesa di Saint-Jacques di Bruges, ha l’aspetto di un portale che doveva far pensare a quello delle vere chiese. Le pitture in grisaille rappresentano, oltre ai santi, anche alcuni personaggi sugli archivolti che illustrano avvenimenti paralleli a quelli della storia principale. Il Battesimo di Cristo, scena fondamentale della tavola centrale, è accompagnato da minuscole figurette dipinte nell’arco che mostrano tra l’altro la tentazione di Cristo e la predica di Giovanni.

La facciata delle chiese non è definita come spazio sacro, ma come una zona del dipinto che contestualizza la storia in ambito biblico. Ma allo stesso tempo, la chiesa si apre al mondo. Gli interni sono arredati in modo borghese e si affacciano liberamente su un paesaggio familiare e una piazza cittadina. Qui la concezione artistica di Rogier van der Weyden si incontra con quella di Jan Van Eyck.
Lo spazio sacro si fonde con la quotidianità borghese a cui la storia religiosa è correlata. Ci sono comunque delle differenze: mentre a van Eyck interessa che le zone sacre e quelle profane s’intersechino in modo molto libero, Rogier cerca di tenerle separate.

Weyden, annunciazione

Influenze italiane

Van der Weyden compie un viaggio in Italia nel 1450, conoscendo nuovi tipi di composizione e la rigorosa costruzione dell’opera pittorica. La Sacra conversazione (1450) con Maria, Apostoli e Santi è poco nordica e potrebbe risalire a sollecitazioni italiane. Anche la Deposizione (foto, 1450) conservata agli Uffizi, con il monumentale tumulo centrale, è difficilmente collegabile con la tradizione dei Paesi Bassi.

Weyden, deposizione del Cristo

Hans Memling

Van der Weyden non raggiunge la ricchezza narrativa di Jan van Eyck o la mimica sublime delle figure di Hugo Van der Goes, ma la sua arte compositiva e la serietà religiosa delle sue forme sopravvivono in molti quadri di maestri fiamminghi successivi. Tra gli artisti che hanno imparato e ripreso molto da Van der Weyden bisogna ricordare almeno Hans Memling. Molte figure di Madonne risalgono al tipo definito da Van der Weyden, in particolare per quanto riguarda la forma della testa e i lineamenti del viso.

Madonna del Dittico di Nieuwenhove (1487)

La Vergine ha la testa leggermente inclinata e la fisionomia delicata, fissata in un atteggiamento di dolce umiltà.

Il Bambino, in un atteggiamento simile a quello dell’opera di Van der Weyden, allunga la mano per prendere la mela che gli viene porta dalla Madre. In questo gesto è espressa l’accettazione della sua futura Passione per salvare l’uomo dal peccato originale, simboleggiato dal frutto.

Come nel ritratto dei coniugi Arnolfini di Van Eyck, uno specchio convesso è appeso alla parete di fondo con la rappresentazione dell’intero scenario delle due tavole che compongono il Dittico. Nella silhouette si riconoscono il nobiluomo in preghiera e la Madonna al suo fianco. La sua visione è diventata reale attraverso il pennello del pittore il quale, in senso traslato, è stato testimone dell’avvenimento. La sfera celeste ha così la possibilità di entrare nello spazio dell’esperienza quotidiana del nobiluomo di Bruges.

Van der Weyden, Madonna e gesu nel dittico NIEUWENHOVE

Rogier van der Weyden ultima modifica: 2017-01-15T19:27:26+00:00 da Stefano Torselli

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