La pittura gotica

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Il XIII secolo fu ricco di avvenimenti e carico di tensioni. Con la fine dell’impero degli Hohenstaufen sorsero a poco a poco le sovranità territoriali, e si rafforzò la borghesia. In campo religioso, i catari e altre comunità in odore di eresia furono aspramente combattute in guerre sanguinose, mentre gli ordini francescano e domenicano iniziarono anche i laici all’amore fraterno per la povertà.

In rapporto a questa situazione storica cambiò l’idea di rappresentazione pittorica e quella di opera d’arte. La pittura tradizionale, ieratica e simbolica, lasciò pian piano spazio a rappresentazioni più realistiche. Il realismo del dolore nelle raffigurazioni della Crocifissione di Cristo segnalano una prima adesione allo stile “naturale” che caratterizzò in molte maniere diverse la pittura gotica fino alla splendida conclusione dei primi fiamminghi.

il giardino dei piaceri di Bosch

Il passaggio dalla pittura romanica alla pittura gotica non fu indolore. La struttura diafana, dissolvendo la superficie dei muri delle cattedrali gotiche per mezzo del traforo ornamentale, tolse agli artisti la superficie su cui dipingere. Nel XII secolo,  all’epoca della nascita della cattedrale gotica, la pittura romanica aveva raggiunto i suoi ultimi risultati importanti. Subito dopo subentrò il dominio di altre tecniche artistiche e la pittura ebbe un’esistenza oscura.

Successivamente si sviluppò un intenso rapporto di scambio tra pittura e architettura, che produsse risultati importanti: spesso, strutture e motivi architettonici erano utilizzati per ornare esteticamente l’opera pittorica.

I temi della pittura gotica

All’inizio, i temi della pittura gotica comprendevano immagini sacre, pale di altare e ampli cicli di affreschi con le leggende di santi. In seguito, l’antagonismo fra religiosità e vita quotidiana produsse nuovi generi pittorici che nel XIV secolo erano ancora mescolati fra loro nel soggetto sacro. Nacquero così le prime nature morte, che acquisteranno importanza sempre maggiore nella pittura fiamminga del XV secolo.

Temi come La fuga in Egitto suggerirono la forma e la composizione per la prima pittura paesaggistica. La parte riservata agli esseri umani diventava sempre più piccola in rapporto al paesaggio, tanto che già nel XV secolo si poteva parlare di “paesaggi con santi” (e non il contrario). Il rinnovamento della pittura paesaggistica partì a Siena, quando Ambrogio Lorenzetti dipinse un vasto panorama paesaggistico nel municipio della città e lo associò con l’allegoria del Buon Governo.

La pittura gotica ultima modifica: 2017-01-09T11:42:17+00:00 da Stefano Torselli
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