Dracula e Don Giovanni, miti sensuali e maledetti

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Due miti a confronto

Don Giovanni e DraculaSintetizziamo qui un articolo scritto da Alessandro Baricco su “La Repubblica” del 6 Luglio 2003 che propone un confronto fra Dracula e don Giovanni: interessante perché, attraverso analogie e contrasti, emergono i motivi chiave del mito di Dracula e della sua fama.

Don Giovanni è un personaggio di pura fantasia che però esalta all’iperbole, facendone quasi un supereroe, le fantasie maschili: è il seduttore per eccellenza, e nonostante non sia mai esistito ricorda molto Giacomo Casanova, che delle sue gesta ha fatto tanto parlare l’Europa settecentesca e ha dato forti spunti al lavoro mozartiano di Da Ponte.

Anche Dracula è un’ emanazione delle fantasie maschili del mondo vittoriano di Bram Stoker, che crea un mito innalzando all’estremo barocco  il mondo di fine ottocento che lo circondava.
In Dracula vivono parecchie analogie con don Giovanni, ma anche differenze: in un certo senso è una evoluzione del mito del seduttore in chiave gotica.

Parallelismi nella trama

Come don Giovanni, Dracula appare poco nel romanzo: quasi come non ne sia il protagonista. Ma è di lui che si ha curiosità, è da lui che si aspettano gesta superumane, che Stoker saggiamente centellina. Entrambi paiono non avere sentimenti, né si esprimono chiaramente sui loro fini etici o morali; agiscono di notte e prediligono i cimiteri, dove si svolge anche la scena centrale del don Giovanni.

Il Commendatore del don Giovanni è un non-morto: non un vampiro, ma comunque un essere sovrannaturale.
Dracula fa tre vittime: Jonathan Harker, Lucy Westenra, Mina Harker. Esattamente come don Giovanni: Donna Elvira, Donna Anna, Zerlina.
Altro punto di curiosità è il rapporto odio-amore  tra Dracula e Renfield, il pazzo, e  tra don Giovanni e Leporello.
I nemici di Dracula sono: due coppie di amanti, due single e un vecchio; i nemici di don Giovanni sono due coppie di amanti, un single e un vecchio.

Scene identiche

Don Giovanni e il commendatoreLa seduzione di Donna Anna avviene di notte: don Giovanni si cala in un mantello nero in stile Dracula, lei si risveglia dopo il fattaccio come da uno stato di sonnambulismo, e si ritrova il padre stecchito al fianco. La stessa cosa avverrà a Lucy nel capitolo XI del romanzo di Stoker.

Nel capitolo XXII del romanzo, gli inseguitori di Dracula riescono ad attirarlo in una stanza. Lui entra. Loro sono in cinque, armati di ostie e coltelli. Però non riescono a prenderlo: Dracula salta dalla finestra  nel cortile e scompare. Nel primo finale del Don Giovanni abbiamo la stessa situazione: gli inseguitori sono cinque (Don Ottavio è anche armato di pistola) e hanno colto il seduttore sul fatto, ma si fermano a cantare. Don Giovanni scappa cantando, contro ogni logica. In entrambi i casi è come se qualcosa di sovrannaturale impedisse alla gente di neutralizzare il nemico, anche quando potrebbe farlo.

Frasi intercambiabili: Dracula e Don Giovanni parlano la stessa lingua?

Le tre donne vampiro dicono a Dracula: «Tu, che non hai mai amato, tu che non sai amare!»
Don Giovanni dice a Leporello: «Lasciar le donne? Pazzo! Sai ch’esse per me son necessarie più del pan che mangio, più dell’aria che spiro».

Il fondamento narrativo
Le analogie vanno oltre la narrazione: si trovano soprattutto nel fondamento narrativo dei due personaggi. Entrambi appaiono in una società come un virus e la comunità cerca di combatterli, ma non ci riesce con le vie normali e deve accettare il sovrannaturale.

Il romanzo di Stoker non è affatto rassicurante perché Van Helsing riesce a uccidere Dracula, ma sottostando alle sue regole irrazionali e ammettendo quindi l’esistenza di una possibile ‘stirpe’ del male che vive tra gli uomini: ne hanno ucciso solo uno, di vampiro.
È impossibile immedesimarsi in entrambi i personaggi perché appunto sono sovrannaturali: si possono ammirare, studiare, si può esserne affascinati, ma non si riesce ad immaginare di essere qualcuno che non esiste.
Rispetto all’opera mozartiana, nel romanzo di Stoker aumenta la caduta nell’abisso e nel male: il terrore che sprigiona un signore delle tenebre devoto al male è totalizzante.

L’istinto sessuale

La sessualità in Dracula e Don GiovanniL’istinto sessuale è un fondamento comune dei due personaggi.  In Dracula ecco la scena più famosa:
La luna splendeva, tanto che la sua luce, filtrando attraverso le spesse tende gialle, bastava a illuminare la stanza. Sul letto vicino alla finestra giaceva Jonathan Harker, il volto arrossato e il respiro pesante, come se fosse in uno stato di torpore. Inginocchiata sull’orlo del letto, dalla parte opposta, la figura di sua moglie, in camicia da notte bianca., Al suo fianco, un uomo alto e magro, vestito di nero. Sebbene la sua faccia non fosse rivolta verso di noi, ci è bastato un istante per riconoscere in lui il conte – ogni suo tratto e perfino la cicatrice sulla fronte. Con la sinistra, stringeva entrambe le mani della signora Harker, tenendole le braccia tese dietro la schiena; con la destra le aveva afferrato la nuca, e costringeva la donna a premere il viso contro il suo petto. La camicia da notte candida era macchiata di sangue, e un rivolo sottile gocciolava sul petto dell’uomo, che l’abito strappato metteva in mostra. La posizione dei due aveva una tremenda somiglianza con la scena di un bambino che spinge a forza la testa di un micetto contro un piatto, per obbligarlo a bere.

Rito vampiresco e atto sessuale dimorano uno nell’altro, con un’esattezza che non lascia molti margini di dubbio.

Il messaggio

Entrambe le opere vogliono dirci è che il mondo è mosso dal desiderio, e quando questo diventa puramente libero e non controllato, come sono le forze di Dracula, diventa male.
Il desiderio è impersonale, è una forza incontrollabile e sovraindividuale, è un istinto cieco che riemerge da secoli di letargo, è la barbarie che ritorna, inopinatamente raffinata, ricca e seducente.

Dracula e Don Giovanni, miti sensuali e maledetti ultima modifica: 2017-01-12T11:39:37+00:00 da Stefano Torselli
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