Vlad Tepes, il vero Dracula che ispirò Stoker per il suo vampiro

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Vlad l'impalatoreIl Dracula storico, vissuto nel XV secolo, era Vlad Tepes, un principe della Valacchia, un territorio montagnoso adiacente alla Transilvania.

I ritratti che ci sono giunti lo presentano con grossi mustacchi, naso adunco, occhi grandi e sguardo fisso. Battezzato con il nome di Vlad, venne soprannominato Dracula con riferimento al dracul, il dragone emblema della famiglia. Fu l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo ad insignire il padre di Vlad, Vlad II, dell’ordine del Drago, durante una cerimonia ufficiale che ebbe luogo a Norimberga nel 1431.
Tra gli obblighi imposti dall’ordine vi era quello di portare sempre su di sé l’insegna del Drago che rappresentava un dragone prostrato e con le ali distese, pendente da una croce, con la coda arricciata intorno alla testa e con il corpo diviso in due, un evidente richiamo a Cristo e alla sua Resurrezione.

Vlad III fu chiamato Dracula perché ereditò il soprannome del padre chiamato Dracul ma è anche noto come Vlad Tepes, in rumeno Vlad l’Impalatore.

È interessante notare che in romeno drac signica diavolo e che da sempre il Drago rappresenta il male.

Dracula o più correttamente Draculea appartiene alla categoria dei nomi romeni che terminano in “ulea” e Dracula significa “figlio del diavolo”.

Un principe sanguinario e crudele

Da giovane Vlad fu lasciato dal padre come riscatto ai Turchi dai quali apprese un sanguinoso e brutale metodo di esecuzione: l’impalatura. La vittima era infilzata su un palo di legno o di ferro che veniva poi piantato nel terreno; la morte del condannato era preceduta da una lenta e atroce agonia.
Nel 1448 Vlad, all’epoca diciottenne, fu posto dai turchi sul trono della Valacchia ma due mesi dopo fuggì in un monastero.

Quando nel 1456 Costantinopoli cadde in mano ai turchi, Vlad tornò sul trono dando inizio ad un regno di terrore che durò quattro anni. Fu uno dei tiranni più sanguinari d’Europa: si ricorda il suo attacco ad una città della Transilvania che, rea di commercio iniquo rispetto alla Vallacchia, fu punita con lo sterminio di 10.000 persone.
Il massacro più famoso è quello del 1460, nel giorno di San Bartolomeo, in una città della Transilvania fece impalare 30.000 persone. Pare che proprio in seguito a questo massacro tutte le popolazioni della Romania iniziarono a chiamare il principe Vlad Tepes, soprannome con il quale è noto ancora oggi.

Si racconta che alcuni emissari della corte turca osarono tenere in testa i turbanti in sua presenza, egli ordinò che si inchiodassero loro i copricapi sul cranio.

Era solo un sadico psicopatico o le sue crudeltà avevano un fine politico? Probabilmente entrambe le cose. Sadico o no, divenne famoso in tutta Europa quando, catturate tutte le fortezze lungo il corso del Danubio, arrivò con il suo esercito fin quasi al Mar Nero.

Vlad l'impalatore

La fine di un regno di terrore

Ad un certo punto furono gli stessi suoi sudditi, stanchi del loro sanguinario sovrano, a fasificare delle lettere in cui si insinuava una sua defezione ai turchi e a causa di ciò il re d’Ungheria, Mattia Corvino, lo tenne prigioniero per 12 anni.
Durante la prigionia Vlad Tepes, dotato di un fascino sinistro, fece amicizia con i suoi guardiani che lo rifornirono di topi e altri piccoli animali affinchè si potesse divertire a impalarli in cella.
Liberato nel 1474 reclamò per l’ennesima volta il suo trono ma all’età di 45 anni fu ucciso in battaglia contro i turchi. La sua testa tagliata, conservata nel miele, fu inviata come trofeo al sultano; il corpo fu sepolto in una tomba senza nome.

Da Vlad Tepes a Dracula il vampiro

Ma perché Bram Stoker associò Vlad Tepes al vampirismo?
Intere generazioni di bambini romeni sono state tenute a bada con la minaccia: “ Fa il bravo, altrimenti Dracula di prende!” Una leggenda popolare vuole che il sovrano guerriero ritorni ogni volta
che il suo popolo sia in grave pericolo.
Probabilmente l’ancor viva storia dell’Impalatore affascinò lo scrittore e lo indusse ad attingere al materiale letterario offerto dal folklore e dalla selvaggia bellezza della Romania orientale, una regione boscosa pressochè inaccessibile, ancora oggi abitata da orsi, lupi, linci e secondo la leggenda dai vampiri.

 

Vlad Tepes, il vero Dracula che ispirò Stoker per il suo vampiro ultima modifica: 2017-01-11T22:44:03+00:00 da Stefano Torselli
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