Il Vampiro di Polidori: la nascita del vampiro-dandy

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Il vampiro, di PolidoriIl Vampiro di Polidori nasce in un clima intellettualmente stimolante, ma da un’evento singolare: una scommessa dell’eroe romantico George Gordon Byron.

Nel maggio del 1816 Claire Clairmont, sorellastra di Mary Shelley, divenne amante di Lord Byron. La coppia si stabilì a Villa Diodati, vicino Ginevra, e fu presto raggiunta dai coniugi Shelley.

Al seguito di Byron c’erano anche l’uomo politico John Hobbhouse, il pittore Scrope Davies, lo statista italiano Pellegrino Rossi e il suo medico personale, John William Polidori ed è proprio dal diario di quest’ultimo che apprendiamo come il tempo piovoso e le giornate plumbee costringessero il gruppo in casa.

Polidori riferisce inoltre della lettura ad alta voce, negli stessi giorni, di storie di fantasmi e dell’idea di Lord Byron di scrivere ciascuno una storia gotica.

Questa specie di scommessa  portò al capolavoro di Mary Shelley, “Frankenstein”, mentre il contributo di Polidori fu un lungo racconto, oggi pienamente rivalutato, “The Vampyre”, considerato il primo racconto di vampiri della letteratura moderna.

Riassunto del Vampiro di Polidori: il vampiro- gentiluomo

Il protagonista di questo breve romanzo è il giovane gentiluomo inglese Aubrey, ingenuo e intriso di ideali di onore e purezza. Orfano di entrambi i genitori egli è erede, insieme all’amata sorella minore, di una cospicua fortuna.
La vita di Aubrey si incrocia con quella del misterioso e aristocratico Lord Ruthveln che appare improvvisamente, durante un inverno, nei salotti più eleganti di Londra.
Di oscuri natali, Lord Ruthven è un uomo pieno di fascino, gran seduttore, brillante conversatore, fortunato giocatore e di modi stravaganti: dona tutto ciò che vince ai viziosi che tendono poi a precipitare sempre più nell’infamia. Soprattutto egli conquista e soggioga con il suo sguardo magnetico e per i suoi occhi grigi capaci di stregare qualsiasi donna.

Aubrey e Lord Ruthven stringono amicizia e il giovane, che si appresta a compiere come ogni ricco gentiluomo il Grand Tour, offre all’amico di accompagnarlo nel suo viaggio. La meta è la Grecia , uno dei paesi in cui la credenza dei vampiri ha maggior diffusione.
A Roma, una delle tappe del tour, Aubrey seduce una giovane donna e Lord Ruthven, deluso dal comportamento scioccamente libertino del giovane, prende atto che il viaggio di formazione è naufragato e si separa da Aubrey che prosegue da solo il suo viaggio verso Atene.

Riassunto del Vampiro di Polidori: il vampiro romantico, in Grecia come Lord Byron

Atene non è una sceta casuale nel racconto di Polidori: per gli intellettuali e gli artisti del romanticismo è la città simbolo della civiltà, della bellezza e dell’equilibrio formale della cultura classica. La grecia viene mitizzata nel racconto di molti autori neoclassici e romantici, da Canova a Foscolo, da David a  Lord Byron, che partecipò anche attivamente alla guerra per l’indipendenza greca dall’Impero ottomano.

Ad Atene il giovane conosce la bella Ianthe, una fanciulla somigliante ad una ninfa, profondamente spirituale che gli racconta storie di vampiri. Quando la ragazza muore in circostanze poco
chiare la gente del posto è convinta che la morte della giovane sia da attribuire ad un vampiro.
In Grecia Aubrey ritrova Lord Ruthven con il quale riallaccia. Decide così di proseguire il viaggio con l’amico ritrovato ma un gruppo di briganti uccide Lord Ruthven che in punto di morte si fa promettere da Aubrey di non rivelare a nessuno e per nessun motivo la sua fine. Il mattino seguente il corpo senza vita di Lord Ruthvel è scomparso.

Tornato a Londra Aubrey scopre con orrore e sgomento che l’amico continua a frequentare tranquillamente gli eleganti salotti della società e che sta per sposare la sua amata sorella. Ma a causa della promessa Aubrey non può rivelare a nessuno di aver visto morire l’amico. Non può farne parola nemmeno alla sorella che viene trovata morta il giorno dopo il matrimonio. Il racconto si chiude con la morte di  Aubrey per lo shock subito.

Lord Ruthven, antesignano del conte Dracula

Il vampiro di Polidori e DraculaNel breve racconto di John Polidori il vampiro assume aspetti particolari. In primo luogo la storia ha ben poco a che vedere con il fatto concreto di succhiare il sangue: l’argomento pressochè esclusivo è il sesso. Il Vampiro di Polidori è chiaramente ricalcato sulla figura di Lord Byron, dotato di un fascino nero e perverso.
I danni che arreca sono più che altro provocati da forme convenzionali di seduzione e disonore. Tuttavia egli non è responsabile del disastro che causa; coloro  che sono rovinati
dalle sue attenzioni sono in realtà vittime della propria debolezza interna.

Ruthven trasgredisce le regole sociali ma lo fa con la collaborazione delle sue vittime, egli funge semplicemente da catalizzatore delle tendenze represse perché vengano alla luce. Lord Ruthven è un uomo estremamente attraente e, cosa assai più interessante, un prodotto della fantasia.
Per la vittima il vampiro sembra onnipotente, irresistibile, ipnotico eppure ciò può anche essere visto come un trasferimento di responsabilità.

Quando il giovane Aubrey incontra per la prima volta Lord Ruthven era intenzionato a seguire il prodotto della sua fantasia piuttosto che la persona dinanzi a lui.
Il rapporto tra il vampiro e il sogno sono molto forti; sono entrambi fenomeni
notturni che svaniscono alla luce del giorno e, proprio come nel sogno, il vampiro può fornire una  liberazione sessuale.

Il vampiro di Polidori: un aristocratico snob e antiborghese

La figura di Lord Ruthven divenne un modello per il vampiro inglese: si tratta di un aristocratico e c’è un ovvio legame tra questo particolare e il potenziale sessuale.
Ciò che Lord Ruthven esercita sulle vittime è una sorta di droit de seigneur, un privilegio sessuale assoluto correlato al potere sociale.
Ruthven non è la rappresentazione di un individuo mitizzato ma di una classe mitizzata; egli è morto e tuttavia non lo è, così come il potere dell’aristocrazia all’inizio del XIX secolo
era e non era morto.

Lord Ruthven esige sangue perché il sangue è l’occupazione dell’aristocrazia, il sangue sparso in guerra e il sangue di famiglia. Il vampiro di Polidori è una figura fondamentalmente antiborghese, antesignano del “Dracula” di Bram Stoker, è elegante, ben vestito, un maestro nell’arte della seduzione, un cinico, una persona esente dai codici sociomorali predominanti. Fatto significativo, il vampiro di Polidori è capace di vincere mentre nella versione di Stoker, quasi un secolo dopo, il vampiro è sconfitto dalla forza della scienza e dal razionalismo.

Il Vampiro di Polidori: la nascita del vampiro-dandy ultima modifica: 2017-01-11T23:09:58+00:00 da Stefano Torselli
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