La cattedrale di Wells, sintesi degli stili del gotico inglese

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Cattedrale di WellsIn Gran Bretagna, dove solo un’insignificante “k” finale distingue il gotico originale dal neogotico vittoriano (Gothic/Gothick) e dove il gotico primitivo ha assunto il nome orgoglioso di Early English, nessuna chiesa gotica suscita un’ammirazione tanto immediata quanto quella della cattedrale di Wells.

Innanzitutto per il contrasto tra l’imponenza di questa e le dimensioni ridotte della cittadina che l’ospita. Ci si stupisce di meno quando si sa che Wells contese a lungo a Bath e a Glastonbury il titolo di sede vescovile; la cattedrale doveva dimostrare i meriti di Wells a ricevere la dignità religiosa (e politica) più importante del Somerset. La rivalità sembra sia dunque all’origine del dispiegarsi di mezzi e ingegni che ha prodotto a Wells la più felice sintesi del gotico inglese.

Tutti gli stili del gotico inglese in un solo edificio

Verso il 1180, quando iniziarono i lavori della cattedrale di Wells, regnava l’Early English (1150-1280 circa): la facciata della cattedrale e le navate dell’interno ne recano i tratti.

Il gotico “Decorated” (1280-1380 circa) segna invece il retrocoro, la cappella absidale e la sala capitolare.

Il gotico “Perpendicular” (1380-1550 circa) ebbe invece minore fortuna: le torri della facciata rimasero incompiute ma il tempo del grande potere dei vescovi era ormai tramontato.

Di notevole interesse la preziosa vetrata (1340 circa) della polifora centrale del coro, con l’Albero di Jesse.

Stupende le trentasei nervature che si dipartono dall’unico pilastro centrale che sorregge la volta della Chapter House, la sala capitolare ottagonale, capolavoro del gotico “perpendicular”.

Spettacolari sono invece gli archi “invertiti” o “a forbice” che sono la caratteristica più sorprendente dell’interno e che sostengono la torre che si alza sulla crociera.

Cattedrale di Wells Inghilterra

Cattedrale di Wells

La cattedrale di Wells, sintesi degli stili del gotico inglese ultima modifica: 2017-01-16T09:01:50+00:00 da Stefano Torselli
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