Abbazia di Casamari a Veroli, architettura gotica cistercense

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capitello abbazia di CasamariL’Abbazia di Casamari è uno dei monumenti italiani più antichi dell’arte gotico-cistercense. Il complesso si trova nel territorio di Veroli in provincia di Frosinone, dove un tempo sorgeva la cittadina romana di Cereatae Marianae, luogo di culto della dea Cerere  ma anche luogo in cui nacque e crebbe il condottiero Caio Mario. Casamari infatti  vuol dire casa di Mario.

Sepolta tra boschi inviolati, l’abbazia fu fondata dai benedettini nel 1035 e poi ricostruita dai seguaci di San Bernardo che vi si insediarono nel 1140.

Struttura dell’Abbazia

Casamari denota uno stile complementare diverso dai canoni costruttivi dell’arte monumentale del tempo ispirandosi all’architettura Borgognona di Francia, funzionale e semplice, propria dell’ordine dei cistercensi. Il senso di perfezione e di pace è rafforzato dalla pietra chiara e spoglia utilizzata per l’intero complesso mentre l’ambiente austero è magnificamente illuminato dalla luce del sole che filtra attraverso le vetrate di alabastro.

L’abbazia è a tre navate, con abside e transetto, interamente costruita in pietra lavorata, senza stucchi decorativi né opere pittoriche che possano distogliere l’animo del religioso dalla contemplazione del divino.
Sulla crociera si innalza la lanterna o torre campanaria; attraverso una porta laterale si accede al chiostro e all’Aula Capitolare, l’ambiente più importante dopo la chiesa.

Architettonicamente questo è il vero gioiello dell’arte gotico-cistercense, con quattro colonne a fasci e capitelli, che sorreggono le piccole ma armoniose volte a crociera, cordonate da travi di pietra finemente lavorata. Due splendide bifore la rendono visibile dal corridoio del chiostro. La volta della Sala Capitolare merita uno sguardo attento, soprattutto per l’arcata centrale con strombature profondissime.

Sul lato opposto si apre il refettorio: l’ala occidentale del monastero ospita i frati conversi e attualmente nell’abbazia vivono 20 monaci cistercensi. Lungo la galleria appoggiata al lato nord corre un lungo sedile di pietra dove i monaci, un tempo, ascoltavano le letture sacre.
L’Abbazia di Casamari si presenta al visitatore in tutta la sua robusta struttura, con un ampio arco d’ingresso a tutto sesto, che sorregge la sovrastante casa abbaziale con quattro eleganti bifore.

Abbazia di Casamari

La chiesa

Subito dopo l’androne d’ingresso, con due archi a sesto acuto, si presenta in tutta la sua maestosità la facciata della chiesa, al culmine di un piazzale in ascesa,  la cui prima pietra fu posta e benedetta da papa Innocenzo III nel 1203.

Essa è preceduta da un atrio con belle arcate, che modula lo sviluppo verticale della facciata.

L’ingresso principale è costituito da un portale con sette fasci di archi a tutto sesto, strombati, sorretti da eleganti colonnine.

Il timpano presenta un bassorilievo con motivi floreali; il portale è rivestito da formelle di bronzo.

La chiesa è a croce latina, a tre navate, con sette campate, sorrette da robusti pilastri cruciformi e semicolonne.

Le grandi arcate e gli spazi, scanditi in modi ritmico, creano un ambiente di mistico raccoglimento.

L’unica trasformazione è costituita dall’altare maggiore, dono di Clemente XI (1711), sormontato da un baldacchino in marmo policromo e piccola lanterna.

Questa aggiunta si trova al centro della crociera ma un tempo l’altare originario (in pietra) era collocato nell’abside.

Interno abbazia di Casamari

sala capitolare dell'abbazia di Casamari

Gli altri locali non di culto

Il chiostro è a pianta quadrata, con una serie di quattro bifore per ogni lato, sorrette da bellissime ed eleganti colonnine di varie forme; nel lato sud, in uno dei capitelli, sono rappresentati Federico II di Svevia, che visitò l’abbazia nel 1221, Pier delle Vigne (di Dantesca memoria) suo cancelliere,  e il volto (forse) dell’allora abate di Casamari. Ed è questo un particolare unico per un edificio cistercense che di norma non dovrebbe avere nessun tipo di decorazione.
E soprattutto è curioso trovare il volto di Federico II, personaggio al tempo molto discusso, in odore di eresia e di scomunica.

Dal lato nord del chiostro si accede al refettorio, un grande salone a due navate, sorretto da grandiosi pilastri.
Dal lato sud si accede ai giardini e ai locali che accolgono una pinacoteca ed il museo dell’abbazia.

Nelle sale duecentesche si conservano reperti archeologici di epoca romana e numerosi quadri donati all’abbazia nel corso di cinque secoli.
Bellissime anche l’antica farmacia e la Biblioteca con antichi volumi, pergamene e incunabili, visitabili solo nei giorni feriali.

Abbazia di Casamari, vista aerea

Abbazia di Casamari a Veroli, architettura gotica cistercense ultima modifica: 2017-01-15T19:22:23+00:00 da Stefano Torselli
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