La Chiesa di San Francesco a Bologna, è il primo esempio in Italia di stile gotico di derivazione francese.

La chiesa di San Francesco fu costruita tra il 1236 e il 1254 su iniziativa della comunità francescana insediatasi a Bologna nel 1218 con Bernardo di Quintavalle, uno dei primi discepoli di San Francesco.

L’alta facciata ha forme romano-gotiche, ma in generale l’edificio riprende con grande fedeltà lo stile gotico francese. Ha tre navate, deambulatorio absidale con corona di nove cappelle a raggiera, altissime volte con archi acuti sorrette da costoloni e archi rampanti sui contrafforti.

L’interno è austero e grandioso. Qui spicca la pala marmorea dell’altare maggiore (1388-93) scolpita dai veneziani Jacobello e Pier Paolo delle Masegne. Notevoli anche i monumenti sepolcrali lungo le pareti, tra cui la tomba di Papa Alessandro V.

basilica di San Francesco a Bologna

Le chiese degli ordini mendicanti

Gli ordini dei francescani e dei domenicani furono i primi a dare una propria impronta all’architettura gotica in Italia. Al contrario dei cistercensi, che si ritiravano in valli isolate per fondare i loro conventi, francescani e domenicani cercavano il contatto col popolo.

Il loro fine non era tanto la contemplazione quanto la cura delle anime e la predica nelle città, che allora erano in piena fioritura. Poste al margine del centro cittadino, le ampie chiese degli ordini mendicanti accoglievano grandi folle; esservi seppelliti garantiva l’intercessione dei monaci e dei santi dell’ordine.

Pianta e alzato erano strutturati in modo semplice, le sculture erano ridotte allo stretto necessario. Sulle pareti si dispiegavano cicli di affreschi che servivano all’istruzione biblica dei laici accanto alle prediche dei monaci.

Basilica di San Francesco a Bologna, architettura gotica in Italia

Struttura architettonica basilica di San Francesco a Bologna

Le tombe dei Glossatori: il diritto romano sotto le volte gotiche

Ai piedi degli archi rampanti absidali, in quella zona di confine tra il sacro e il secolare che caratterizza le chiese mendicanti cittadine, si ergono le arche dei Glossatori: i sepolcri monumentali di alcuni tra i più celebri commentatori del diritto romano dell'Università di Bologna, lo Studium più antico del mondo. Qui riposano Accursio — il cui apparato alla Glossa ordinaria divenne la sintesi del diritto giustinianeo medievale — Odofredo e Rolandino de' Romanzi. Questi mausolei, ornati di sarcofagi scolpiti a rilievo con scene di lezione cattedratica, rappresentano un unicum nell'iconografia funeraria medievale italiana: il sapere giuridico trasformato in monumentum al pari delle virtù cristiane. La vicinanza alla basilica francescana non era casuale: i frati garantivano preghiere perpetue per l'anima dei donatori, mentre la fama dello Studium illuminava la chiesa di un prestigio intellettuale che si sommava a quello spirituale.

Il modello francese e la cattedrale di Chartres: un gotico d'importazione

Tra tutte le chiese gotiche italiane, la basilica di San Francesco a Bologna è quella che riproduce con maggiore fedeltà i canoni del gotico francese transalpino. Il deambulatorio absidale con corona di nove cappelle a raggiera richiama direttamente le abside di Chartres e di Bourges; gli archi rampanti esterni, tanto spettacolari da diventare il soggetto iconico dell'edificio, trasportano in riva al Reno italico la logica strutturale nata sull'Île-de-France. I costruttori francescani, probabilmente guidati da maestranze francesi o da frati che avevano visto le cattedrali d'Oltralpe, operarono una trasposizione fedele: non un adattamento mediterraneo, ma una dichiarazione d'appartenenza a una cultura gotica sovranazionale. Nel 1943 i bombardamenti alleati danneggiarono gravemente l'edificio; il paziente lavoro di restauro del dopoguerra ha restituito alla città questa pietra miliare dell'architettura gotica italiana, che resta oggi un punto di riferimento obbligato per chiunque voglia comprendere come il gotico francese abbia valicato le Alpi.