Bomarzo, il parco dei mostri

Bomarzo,  il bosco delle “meraviglie”

“Tu ch’entri qua pon mente/

parte a parte/ e dimmi poi se

tante/meraviglie/sien fatte

per inganno/ o per arte”

Parco dei mostri di Bomarzo

Dall’alto dell’antico borgo di Bomarzo (provincia di Viterbo) palazzo Orsini domina l’intero panorama sulla valle del Tevere. Costruito tra il 1525 e il 1583 su progetto del Vignola, il Palazzo è celebre soprattutto per il parco dei mostri, un giardino fatto di statue enigmatiche ed inquietanti. Fu Vicino Orsini, singolare e per certi versi misteriosa figura di uomo d’armi/letterato, a concepire l’idea del parco la cui realizzazione, tra il 1552 e il 1580, si ebbe su progetto del Vignola.

Anticlassicismo? Manierismo? Prime avvisaglie del Barocco? Sulle valenze culturali e sul significato di questo straordinario giardino si sono interrogati in molti, chi vedendovi un percorso esoterico, chi un semplice gioco dettato dalla ricerca dello stupore, chi una celebrazione dell’amore per la moglie, Giulia Farnese, cui è dedicato il tempietto dorico.

Cosa vedere al parco dei mostri

Il parco ha senza dubbio un fascino gotico per via dell’atmosfera misteriosa che vi si respira e per i terribili mostri di pietra che lo popolano:

L’orco: Un enorme mascherone dalla bocca spalancata, forse una rappresentazione simbolica della porta dell’Inferno; al suo interno è scavato un vano con bancali e tavolo in pietra.

 

Il mascherone: la bocca spalancata e l’aspetto demoniaco caratterizzano il mascherone, sormontato da un globo con un castello araldico.

bocca del mascherone bomarzo

Il drago: affine alla rappresentazione dell’arte orientale, questo terribile drago è assalito da un leone e da un cane.

drago al parco di Bomarzo

La casa pendente: non solo paura, ma anche vertigine, perdita (o sfida) dei sensi sembrano essere gli obiettivi del Parco dei Mostri: entrati nella casetta pendente, tutto è costruito per dare il capogiro.

la casa che pende a Bomarzo

L’elefante da battaglia: un’altra scultura in cui la violenza è usata nel suo aspetto più orrifico: l’elefante stritola e solleva un guerriero.

l'elefante in pietra a Bomarzo

La tartaruga: Sul cui dorso poggia una figura femminile ammantata.

tartaruga gigante Bomarzo

Infine il labirinto simbolico che rimane da sempre una sfida interpretativa per il visitatore.

Bomarzo, il parco dei mostri ultima modifica: 2017-01-11T19:28:38+00:00 da Stefano Torselli

commenta