Cimitero monumentale di Milano nasce nel 1866 quando Carlo Maciachini vince il concorso per la realizzazione del nuovo cimitero di Milano che raccoglie così le sepolture sparse in sei cimiteri periferici dando consono spazio per il riposo dei futuri cittadini.

Dal Famedio proseguono le ali porticate, da cui si intravvede il paesaggio, che si diramano lungo l’asse di pianificazione che è costruita da sentieri che si incrociano creando una maglia che ingloba le gallerie, i giardini e la necropoli ottagonale centrale.
E’ stato pensato per raccogliere le spoglie di religioni diverse, c’è la sezione ebraica e acattolica che si trovano a est e a ovest dall’entrata. Lo stile del cimitero non è per nulla neoclassico ma segue uno stile eclettico in cui il romanico, i richiami bizantini e il gotico riescono a conciliarsi in forme diverse.
L’insieme è grandioso e funzionale ma soprattutto di grande suggestione per passeggiare nel silenzio dell’atmosfera cineraria. Anche la scultura è grande protagonista e le opere si rifanno a stili classici e simbolista ma anche al liberty regalando uno stile fluido alle opere che risultano evocative.
Molto interessante da visitare è anche l’ossario mentre ricordiamo la tomba di Carlo Mozart (1784-1858), ultimogenito del grande musicista Wolfgang Amadeus Mozart e funzionario amministrativo a Milano durante il governo asburgico.


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Il Famedio, tempio della fama
All'ingresso del cimitero si erge il Famedio, il cui nome latino famae aedes significa "tempio della fama". Costruito in stile neogotico con mattoni a vista e pietra bianca, fu trasformato in mausoleo civico nel 1884, quando un regolamento municipale stabilì chi potesse varcare le sue soglie per l'eternità: gli "illustri" per meriti letterari, artistici e scientifici, i "benemeriti" che avevano portato fama alla città e i "distinti nella storia patria". Il primo ad attraversarne la soglia fu Alessandro Manzoni, traslato nel 1883 a dieci anni dalla morte, il cui sarcofago domina la sala principale insieme a quelli di Carlo Cattaneo e Luca Beltrami. Nella cripta, avvolti dalla penombra, riposano invece le voci del Novecento milanese: Dario Fo, Franca Rame, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e la poetessa dei Navigli Alda Merini.
Anime illustri tra i marmi
Al di là del Famedio, il cimitero monumentale di Milano custodisce le spoglie di nomi che hanno attraversato due secoli di arte, musica e spettacolo. Il direttore d'orchestra Arturo Toscanini riposa in un'imponente edicola funebre, mentre il poeta premio Nobel Salvatore Quasimodo, il designer Bruno Munari e l'étoile Carla Fracci trovano posto nei colombari del tempio della fama. Non mancano le grandi dinastie industriali milanesi — i Campari, i Bocconi, i Bernocchi, i Falck — le cui cappelle gentilizie rivaleggiano in magnificenza, con ritratti scolpiti, angeli piangenti e allegorie che trasformano il dolore in opera d'arte. Ogni lapide racconta una storia, ogni epigrafe è un frammento di romanzo gotico scolpito nella pietra.
Un museo a cielo aperto tra simbolismo e Liberty
Le sculture funerarie del Monumentale compongono uno dei più straordinari repertori dell'arte funeraria italiana. Qui lavorarono, nel corso del Novecento, maestri del calibro di Adolfo Wildt, Medardo Rosso, Arturo Martini, Lucio Fontana, Giacomo Manzù e persino l'architetto Giò Ponti, trasformando il cimitero in una galleria all'aperto dove il simbolismo abbraccia il Liberty e il gotico si fonde con il classicismo. Tra i monumenti più celebri spiccano il Tempio Crespi, una piccola cattedrale di famiglia, e una riproduzione in scala ridotta della Colonna Traiana eretta a ricordo dei caduti. Angeli dalle ali spezzate, donne velate, putti dolenti e teschi alati popolano i viali, le gallerie e l'ottagono centrale, in un corteo silenzioso che unisce l'iconografia cristiana ai più cupi echi del gotico vittoriano.
Visitare il Monumentale tra silenzio e suggestione
Il cimitero è aperto al pubblico dal martedì alla domenica con ingresso gratuito, e il Comune di Milano organizza periodicamente visite guidate tematiche dedicate alle sepolture illustri e all'arte funeraria. Passeggiare lungo i suoi vialetti, soprattutto nelle prime ore del mattino quando la nebbia lombarda avvolge il Famedio, regala un'esperienza profondamente suggestiva: il tempo sembra sospeso, i passi attutiti dalla ghiaia, e ogni edicola diventa la cornice di una meditazione sulla memoria e sulla caducità. È una delle mete gotiche italiane più intense, paragonabile per potenza evocativa ai grandi cimiteri monumentali europei come Père Lachaise a Parigi o Highgate a Londra.


