Castello Estense

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la tragedia di Parisina MalatestaIl Castello Estense è sicuramente l’edificio più imponente di Ferrara. Situato nel centro cittadino, il maniero è circondato da un fossato, presenta tre ingressi con relativi ponti levatoi e quattro maestosi bastioni. La sua costruzione risale al 1385 mentre il primo restauro significativo si ebbe nel 1554.

La prima delle sale visitabili è al pian terreno, tipicamente gotica e con ricche decorazione di grappoli di fiori che corrono lungo le volte. La sala è dedicata a Nicolò II d’Este, colui che ordinò la costruzione del castello, il cui ritratto si può ammirare disegnato su un arazzo. Al centro della sala troneggia un magnifico castello in legno, la ricostruzione di come doveva essere il maniero nei suoi primi anni.

Di notevole interesse sono le celle sotterranee nelle quali si respira indubbiamente un’atmosfera inquietante. Molti prigionieri scrivevano il loro nome con il fumo delle candele e ancora oggi sono visibili alcune scritte.

In queste celle furono rinchiusi Giulio d’Este, figlio illegittimo di Ercole I d’Este, e il fratello, il cardinale Ippolito d’Este (figlio legittimo di Ercole). I due fratellastri erano entrambi innamorati di Angela Borgia, cugina di Lucrezia. La ragazza preferì le attenzioni di Giulio, e Ippolito sentendosi oltraggiato, mandò i suoi sgherri ad uccidere Giulio. Quest’ultimo riuscì a salvarsi ma venne brutalmente picchiato, subendo delle gravi lesioni agli occhi; nel 1506 fu imprigionato in una delle celle di palazzo Estense dove rimase per ben 63 anni.

Il castello è però noto soprattutto per essere stato il teatro di una tragedia a tinte fosche, legata, non solo per la somiglianza, alla storia di Paolo e Francesca.

Vediamo di far luce sulla vicenda.

Parisina Malatesta

Parisina MalatestaNel 1446 Niccolò III d’Este, signore di Ferrara, rimasto vedovo, si risposò con la giovanissima Laura Malatesta, meglio nota come Parisina.

Niccolò aveva da anni un’amante, Stella dei Tolomei, dalla quale aveva avuto tre figli illegittimi, Ugo, Leonello e Borso. Quando Niccolò rimase vedovo della prima moglie i tre figli sperarono di vedere la loro madre legittimamente sposata ma, nonostante le promesse, Niccolò aveva deciso di contrarre un matrimonio politicamente più vantaggioso con la figlia del signore di Rimini, Parisina appunto.

Ugo, il primogenito avuto da Stella, non dimenticò l’affronto subito dalla madre, e pian piano la sua animosità nei confronti della nuova venuta si trasformò in un vero e proprio odio.

Parisina cercò di rendersi amico quel figliastro che contava solo un anno meno di lei: conoscendo la sua passione per la musica gli fece dono di una splendida arpa. Niccolò III, felice dei miglioramenti fra la moglie e il figlio, chiese ad Ugo di accompagnare la matrigna in un pellegrinaggio alla Madonna di Loreto. Non poteva prevedere il tragico epilogo di quella gita a tema spirituale. Di fatto a ciascuna sosta Parisina leggeva ad Ugo il Quinto Canto dell’Inferno, in cui Dante racconta la storia di Paolo e Francesca, che essa conosceva bene anche perché i due celebri amanti appartenevano alla sua stessa famiglia.

Dopo aver passato tanto tempo ad evitarsi, i due giovani cominciarono a non desiderare altro che vedersi, a ogni ora del giorno e della notte, fino a dimenticare ogni precauzione.

Quando Niccolò scoprì la tresca, impazzito per il duplice tradimento, fece rinchiudere la moglie nella torre oggi detta “della marchesa”, e il figlio nella “torre dei leoni”.

Castello estense di Ferrara

Castello estense di Ferrara

 

cortile interno castello estense di Ferrara

cortile interno castello estense di Ferrara

 

cappella ducale del castello estense di Ferrara

cappella ducale del castello estense di Ferrara

La cella in cui fu rinchiusa Parisina

La notte successiva Ugo andò coraggiosamente incontro al carnefice che gli mozzò la testa con un colpo di spada; Parisina, dopo aver assistito alla morte dell’amante, depose i gioielli, si inginocchiò davanti al ceppo su cui era ancora fresco il sangue di Ugo, e subì la stessa sorte. I due innamorati erano poco più che ventenni e più tardi furono immortalati da Lord Byron nel poema “Parisina”.

Nel cortile del castello Estense, dove i due giovani trovarono la morte, in molti sostengono di udire le loro voci e i loro lamenti; il fantasma di Parisina vaga ancora inconsolabile nella prigione del castello sussurrando le ultime parole d’amore dette all’amante.

cella di Parisina Malatesta

Visita il sito ufficiale del Castello Estense di Ferrara

Castello Estense ultima modifica: 2017-01-11T19:22:54+00:00 da Stefano Torselli
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