Il castello di Montebello è una delle rocche più leggiadre e meglio conservate della Romagna. E’ situato nell’entroterra di Rimini e la sua particolarità è quella di poggiare sul picco di un monte il “mons belli”, dal latino il monte della guerra.
Teatro di battaglie e assalti da parte dei Malatesta, la rocca fu conquistata dai Montefeltro nel ‘300.
Nel 1483 il castello fu conquistato da Sigismondo Malatesta. Oggi il castello appartiene alla famiglia Guidi di Bagno e le visite sono aperte al pubblico.
La leggenda del castello di Montebello
La fama del castello è legata al fantasma di Azzurrina Malatesta. Ma chi era Azzurrina?
Azzurrina, il cui nome di battesimo era in realtà Guendalina, era la figlia di Ugo Linuccio di Montebello, signore e proprietario della rocca verso la fine del ‘300. Non ci sono documenti che attestino la parentela con i Malatesta anche se Azzurrina è spesso indicata con questo cognome.
La bimba, venuta al mondo nel 1370, era albina; all’epoca le persone nate con questa particolarità fisica erano guardate con sospetto dal popolino che attribuiva l’albinismo al demonio.
Per questo motivo la madre era solita tingerle i capelli con dei pigmenti naturali. A causa della scarsa capacità del capello bianco di mantenere il colore, il pigmento, in origine nero, assumeva a poco a poco uno strano colore azzurro, da qui il soprannome Azzurrina.
Il giorno del solstizio d’estate del 1375 Azzurrina giocava con una palla nel castello; fuori c’era un tremendo temporale e la bambina era sorvegliata da due guardie.
Ad un certo punto, secondo il loro racconto, Azzurrina rincorse la palla che era caduta in una ghiacciaia sotterranea; si udì un urlo e le guardie spaventate accorsero nella ghiacciaia ma di Azzurrina e la sua palla non vi era traccia. La bambina non fu mai più ritrovata e da allora, ogni lustro (vale a dire ogni 5 anni) di ogni anno che finisca con 0 e 5 la rocca è teatro di eventi inspiegabili che sono stati oggetto di studio da parte di valenti parapsicologi: dal 1989, attraverso delle registrazioni, essi hanno catturato un pianto infantile, dei singhiozzi, un urlo, e la voce di una bambina che pronuncia il nome “mamma”.
Nel 2010 sono state scattate delle foto ad infrarossi nelle quali si può distinguere una palla e un cavaliere.
Visita il Castello di Montebello di Toriana in provincia di Rimini
E’ possibile visitare il castello di Montebello e rivivere l’atmosfera gotica delle sue mura, la sua storia e forse incontrare anche il fantasma di Azzurrina.
Orario Estivo: Dal 1 Giugno al 17 Settembre; Orario Invernale: Dal 18 settembre al 31 Maggio.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del Castello di Montebello per maggiori informazioni su orari e prezzi.
Mons Belli: mille anni di storia sulla rupe romagnola
Il castello di Montebello, arroccato sui colli della Valmarecchia a circa quaranta chilometri da Rimini, prende il nome dal latino mons belli, "il monte della guerra", toponimo che rivela la vocazione militare del sito fin dall'alto medioevo. Le prime attestazioni documentali risalgono all'XI secolo, ma il nucleo originario della rocca è con ogni probabilità più antico e sfrutta fondazioni romane. Per oltre tre secoli il maniero fu conteso fra i Malatesta di Rimini e i Montefeltro di Urbino, due dinastie che su queste pietre scrissero pagine sanguinose della storia rinascimentale italiana; i Montefeltro ne presero possesso nel Trecento, ma nel 1483 Sigismondo Pandolfo Malatesta lo riconquistò con le armi. Dal 1463 il castello è proprietà ininterrotta della famiglia Guidi di Bagno, caso rarissimo di continuità patrimoniale lunga oltre cinque secoli. Oggi Montebello è riconosciuto come una delle rocche medievali meglio conservate dell'Emilia-Romagna, con il suo mastio, le segrete, la piazza d'armi e un panorama che si apre dalla foce del Marecchia fino al mare Adriatico.
Le registrazioni dal 1989 al CICAP: cosa dice la scienza
Il caso del fantasma di Azzurrina è uno dei più celebri e discussi della parapsicologia italiana. Dal 1989 squadre di ricercatori — tra cui la storica Gruppo Ricerche Ambientali — hanno effettuato registrazioni ambientali durante il solstizio d'estate negli anni con cifra terminale in 0 e 5, catturando tracce audio in cui orecchio meno prevenuto ha riconosciuto pianti infantili, singhiozzi, urla e la voce di una bambina che pronuncia "mamma". Nel 2010 sono state scattate anche fotografie a infrarossi che mostrerebbero la sagoma di una palla e di un cavaliere in armatura. Nello stesso anno, però, il CICAP — Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze — condusse rilevazioni indipendenti con strumentazione professionale e non registrò alcun fenomeno anomalo, aprendo un dibattito che divide ricercatori, scettici e appassionati. Resta il fatto che la notte del 21 giugno, ogni cinque anni, la rocca si riempie di visitatori che attendono in silenzio il "richiamo" della bambina scomparsa, trasformando Montebello in un caso di studio unico fra storia, folklore e paranormale.
La notte di Azzurrina: come visitare la rocca oggi
Il castello di Montebello è visitabile tutto l'anno con orario estivo dal 1° giugno al 17 settembre e orario invernale dal 18 settembre al 31 maggio, con visite guidate che culminano nell'ascolto delle registrazioni. L'appuntamento più suggestivo resta la Notte di Azzurrina, organizzata ogni solstizio d'estate con percorsi notturni a lume di torcia, letture teatrali e — negli anni propizi — la veglia collettiva nella ghiacciaia dove la piccola Guendalina sarebbe scomparsa nel 1375. Per chi costruisce un itinerario gotico in Romagna, Montebello si abbina naturalmente alla Rocca di Gradara, al Castello di Santarcangelo e al borgo di Brisighella, comporre un viaggio di tre giorni tra fortezze malatestiane e leggende di fantasmi.


