Il Castello di Bardi sorge a Bardi, una località in provincia di Parma, e domina il panorama dall’alto di una roccia di diaspro.
Un castello magico, misterioso e suggestivo, nato come fortezza nell’898 per volere dei Longobardi (Bardi non è che un diminutivo), è uno dei massimi esempi di fortezza medievale ed è oggi famoso, a livello mondiale, per via della prima foto termica di un fantasma, scattata da due studiosi di parapsicologia.

La leggenda
Siamo nel ‘400 o nel ‘500: Moroello, capitano delle guardie del castello di Bardi, si innamora, ricambiato, di Soleste, figlia del castellano.
Quando Moroello parte per la guerra, Soleste si reca ogni giorno sui bastioni del castello aspettando il ritorno dell’amato.
Un giorno la ragazza vede un gruppo di cavalieri con delle insegne nemiche avvicinarsi al maniero: pensando che Moroello sia morto, impazzita di dolore, si getta dal mastio morendo sul colpo.
In realtà il destino crudele aveva predisposto che Moroello, vittorioso, indossasse i vessilli nemici come segno di conquista ottenuta; così arrivando al castello, il cavaliere viene a sapere della morte dell’amata Soleste e, anch’egli, non reggendo al dolore, si getta dagli spalti della piazza d’armi del castello.
Da allora i fenomeni strani ed inquietanti sono stati ininterrotti: profumi o odori sgradevoli in precise stanze del castello; rullare di tamburi; voci umane indistinte; oggetti spostati inspiegabilmente; sassi disposti in cerchio in zone del castello dove non vi è presenza di sassi.

La foto termica del cavaliere di Bardi
Dal 1995 il castello è oggetto di studio da parte di importanti parapsicologi tra cui gli stessi che hanno studiato il caso del castello di Montebello.
La foto del cavaliere di Bardi scattata nei pressi della scalinata del boia all’interno del castello, realizzata con una termocamera, una video camera in grado di rilevare le modifiche termiche nell’ambiente.
L’evento unico legato a questo castello è la foto termica, citata all’inizio, scattata nel 1999 che ritrarrebbe il cavaliere Moroello. L’immagine svela i contorni di una sagoma umana munita di armatura e ferita ad un braccio (dalla leggenda sappiamo che effettivamente Moroello fu ferito in battaglia ad un braccio).
Il metodo della termo camera utilizzato dagli studiosi italiani per fotografare il fantasma di Moroello è oggi utilizzato da alcuni ricercatori inglesi nel castello di Edimburgo.
Mille anni sulla rupe di diaspro: dai Longobardi ai Landi
Il castello di Bardi si erge da oltre un millennio sulla sommità di un imponente affioramento di diaspro rosso che svetta a 625 metri sul livello del mare, alla confluenza dei torrenti Ceno e Noveglia. La sua prima attestazione scritta risale all'898, quando la vedova del conte longobardo Everardo lo cedette al vescovo di Piacenza — e proprio da questo passaggio di mano prende forma la tradizione che lega il nome del borgo ai Bardi, ramo della gente longobarda. Nel 1257 il maniero fu acquistato dai Landi, una delle più potenti famiglie feudali dell'Emilia, che per quattro secoli ne fecero il cuore del loro Stato pallavicinese, tanto che Obizzo Landi ottenne da Carlo V il titolo di principe del Sacro Romano Impero nel 1551. Dopo il passaggio ai Farnese nel 1682 e quindi ai Borbone di Parma, il castello attraversò secoli di declino per poi essere restaurato nel Novecento e restituito alla comunità. Oggi è considerato uno dei massimi esempi di architettura militare medievale dell'Italia settentrionale, con i suoi bastioni, la piazza d'armi, le segrete, le sale nobiliari e le terrazze panoramiche che offrono uno dei colpi d'occhio più memorabili dell'Appennino.
Moroello e Soleste: una tragedia d'amore quattrocentesca
La leggenda di Moroello e Soleste è il cuore romantico e gotico del castello di Bardi. Siamo tra il XV e il XVI secolo: Moroello, valoroso capitano delle guardie del castello, si era innamorato di Soleste, bellissima figlia del castellano, ricambiato ma contrastato dal padre di lei che l'aveva già promessa a un feudatario di rango superiore. Partito in battaglia per difendere i confini del feudo Landi, Moroello si coprì di gloria e sconfisse i nemici; per spregio volle rientrare indossando le loro insegne, come segno di scherno e trionfo. Soleste, che da settimane vegliava sul mastio scrutando l'orizzonte, vide avvicinarsi le bandiere nemiche e convinta che l'amato fosse morto e che l'esercito avversario stesse per porre assedio al castello, si gettò dalla torre più alta. Pochi istanti dopo il ponte levatoio si abbassò per accogliere il vittorioso Moroello, che venuto a sapere della tragedia seguì la sua amata nella morte gettandosi dai bastioni. Un cliché da romanzo cavalleresco che qui si incarna nella pietra, e che da secoli alimenta avvistamenti e fenomeni paranormali.
1999: la prima fotografia termica di un fantasma al mondo
Il castello di Bardi è entrato ufficialmente nella storia della parapsicologia con un evento senza precedenti: nel 1999, durante una campagna di rilevamenti condotta dal Comitato Italiano per lo studio dei fenomeni paranormali, una termocamera puntata verso la scalinata del boia registrò l'immagine di una sagoma antropomorfa vestita di armatura, con una ferita evidente nel punto in cui, secondo la leggenda, Moroello fu colpito in battaglia. La foto, confrontata con modelli storici di armature quattro-cinquecentesche, risultò compatibile per proporzioni e foggia con il periodo della vicenda narrata. Fu la prima immagine termica al mondo attribuita a un fantasma, precedendo di anni gli esperimenti condotti dai ricercatori britannici nel castello di Edimburgo. Il metodo — basato sulla rilevazione di anomalie termiche localizzate, non spiegabili con correnti d'aria o fonti di calore — è oggi adottato da diverse équipe di ricerca in Europa e negli Stati Uniti, e ha trasformato Bardi in una delle mete obbligate della ghost hunting scientifica.
Fenomeni ricorrenti, visite e ghost tour: cosa aspettarsi a Bardi
Oltre alla foto termica, il castello di Bardi è teatro da decenni di una fenomenologia paranormale ben documentata: profumi femminili concentrati in specifiche stanze al primo piano, rulli di tamburi nella piazza d'armi nelle notti d'estate, voci umane indistinte nei camminamenti, oggetti spostati, sassi disposti in cerchi perfetti in aree del castello dove non esistono pietre sciolte. Custodi e guide hanno registrato molteplici deposizioni, alcune delle quali documentate dalla trasmissione Mistero e da Freedom - Oltre il confine di Roberto Giacobbo. Il castello è visitabile tutto l'anno con un museo della civiltà valligiana e un museo del bracconaggio ospitati nelle sale; durante la stagione estiva vengono organizzati ghost tour notturni con guide specializzate in storia e paranormale. Per gli appassionati di castelli infestati, Bardi si abbina naturalmente con il vicino Castello di Soragna e con il Castello di Azzurrina, in un itinerario gotico emiliano-romagnolo tra i più intensi d'Italia.


