Sebbene Carmilla sia un romanzo gotico di vampiri è meno conosciuto di quello che è considerato il capolavoro del genere, Dracula, tuttavia il romanzo di Stoker è fortemente influenzato dalla breve storia gotica scritta da Le Fanu. Qui un’analisi delle differenze e delle analogie tra la trama, i personaggi e le simbologie tra Carmilla e Dracula di Stoker.
Ambientazione e narrazione

Nel primo manoscritto di “Dracula”, datato 8 Marzo 1890, il castello del conte è situato in Stiria, sebbene la location venga spostata in Transilvania già 6 giorni più tardi.
Il racconto di Stoker pubblicato postumo col titolo L’ospite di Dracula, riconosciuto come il primo capitolo poi cancellato del suo capolavoro, rivela un debito più evidente con Carmilla: entrambe le storie sono scritte in prima persona.
Stoker espanderà poi l’idea del racconto in prima persona creando una rete di pagine di diario e di lettere scritte da personaggi differenti, e creando un retroscena plausibile per motivare la stesura di questi scritti.
Inoltre, Stoker indugia nell’atmosfera di mistero più di Le Fanu, permettendo ai personaggi del romanzo di risolvere l’enigma del vampiro in contemporanea con i lettori.
Carmilla e Dracula: analogie nei personaggi
Si trovano molte similarità tra Carmilla e il personaggio di Lucy in “Dracula”: entrambe sono archetipi per la rappresentazione delle eteree figure femminili, vittime o seduttrici, delle storie di vampiri: alte, longilinee, languide, con occhi grandi, labbra carnose e voce sottile. Entrambe le donne, inoltre, camminano nel sonno.
Il personaggio del dottor Abraham Van Helsing nel romanzo di Stoker è un diretto parallelo dell’esperto di vampiri Barone Vordenburg nel libro di Le Fanu.
Entrambi i personaggi investigano e catalizzano le azioni in opposizione al vampiro, rappresentando simbolicamente la conoscenza e lo studio degli eventi misteriosi e la stabilità della ragione contro gli attacchi del caos e della morte.
Sessualità e vampirismo: Carmilla seduce, Dracula aggredisce
La differenza più profonda tra i due romanzi risiede nel rapporto tra vampirismo e sessualità. Carmilla dipende dalla seduzione: le sue vittime sono consenzienti, attratte da lei prima ancora di comprendere il pericolo. Le Fanu costruisce deliberatamente la relazione tra Carmilla e Laura come un'attrazione romantica — il primo ritratto esplicito del desiderio lesbico nella letteratura gotica. Dracula, invece, è un predatore che esercita il controllo tramite trance e violenza: le donne di Stoker non scelgono, vengono conquistate. In entrambi i romanzi, tuttavia, la sessualità femminile viene codificata come malattia — il morso del vampiro è la metafora della contaminazione sessuale — e in entrambi il ripristino dell'ordine vittoriano passa per la distruzione violenta del corpo femminile "corrotto". Le Fanu osa un passo in più: usa il vampiro come unico spazio narrativo in cui il desiderio omosessuale poteva essere nominato, e per questo Carmilla rimane, a distanza di centocinquant'anni, un testo irriducibilmente sovversivo.



