I licantropi, il mito

Facebooktwittergoogle_pluspinterest

Nel folklore del mondo antico e medioevale sono presenti diversi mostri cannibali come l’orco, la strega e il lupo mannaro o licantropo che altro non sono che trasfigurazioni del cannibalismo. Eventi drammatici di cattiveria e crudeltà venivano attribuiti alle bestie e chi compiva gesti ti grave ferocia era considerato una metamorfosi animale.

In passato le spiegazioni era fantastiche e non studiate con i moderni strumenti medici per il licantropo o lupo mannaro non era responsabile perché guidato da una volontà ma perché soggiogato da forze oscure.

Il lupo mannaro diventa così un mostro del mondo gotico non sopo antico ma anche contemporaneo, un mostro cinematografico che spaventa gli uomini a fianco dei vampiri.

Licantropo e lupo mannaro origine dei termini

Il termine lupo mannaro deriva da un termine latino medioevale ‘melanconia lupina’ o ‘morbo lupino’ e venne introdotto nell’uso comune nel 1500 come trasformazione del termine volgare latino ‘lupus hominarius’.

Nella cultura antica il lupo è stato considerato come il capro espiatorio per spiegare certi fenomeni che non si riuscivano a razionalizzare e spiegare.

Il termine LICANTROPO deriva dal greco λύκος [lykos] e ἄνθρωπος [antropos], che significano lupo e uomo. Il termine Licantropo non indica un qualunque tipo di creatura mannara, ma solamente l’uomo che diventa lupo.

Licaone, il mito di Ovidio

Una delle più famose leggende legate ai licantropi è quella che ci racconta Ovidio nelle metamorfosi. La storia nasce nell’Olimpo, Giove seduto sul trono si rivolge agli altri dei, parlando della crudeltà degli uomini e racconta di Licaone che Giove stesso ha punito per aver tramato contro di lui. Giove sceso sulla terra nelle vesti di un mortale, voleva verificare che tutte le nefandezze di cui aveva sentito parlare fossero reali, finché giunge nell’inospitale dimora del tiranno d’Arcadia, Licaone. Il popolo rivolge preghiere alla divinità appena giunta ma il sovrano se ne fa beffe.

“Voglio accertare, con prova lampante, che questo dio non sia un mortale; e il vero sarà indubitabile”

Licaone vuole uccider il suo ospite durante il sonno, ma prima uccide un ostaggio per arrostire una parte delle sue carni e bollirne l’altra. Giove infuriato fa crollare l’abitazione prima che Licaone abbia il tempo di presentargli quella “pietanza”.

ecco le parole di Ovidio:

Atterrito fugge e raggiunta la campagna silenziosa
lancia ululati, tentando di parlare. La rabbia
gli sale al volto dal profondo e assetato come sempre di sangue
si rivolge contro le greggi e tuttora gode del sangue.
Le vesti si trasformano in pelo, le braccia in zampe:
ed è lupo, ma della forma antica serba tracce.
La canizie è la stessa, uguale la furia del volto,
uguale il lampo degli occhi e l’espressione feroce.

Il mito del licantropo Licaone

Il mito del licantropo Licaone

Le leggende narrano storie diverse sul perché si diventa licantropi

Si diventa licantropi a causa di fattura o maledizione di magia nera, per cui il licantropo è un lupo senza coda, imperfetto come il diavolo.

Maghi e streghe si trasformavano in lupi mannari cospargendosi di un unguento a base di grasso di bambino e cicuta.

Nella tradizione slava si diventa licantropi mangiando il cervello di un lupo o bevendo da un orma lasciata in terra da un lupo.

Una leggenda italiana ci racconta che si diventa lupi dormendo la notte con il volto illuminato dalla luna piena o per aver bevuto dalla stessa fonte del lupo.

Nella tradizione tedesca l’ultima delle sette figlie, o chi nasceva a Natale ( vicino al solstizio di inverno giorno del male) poteva trasformarsi in licantropo.

Ma erano anche licantropi le persone che avevano troppi peli affette da ipertricosi.

Il lupo mannaro in una stampa antica

Il lupo mannaro in una stampa antica

Il lupo mannaro nella letteratura antica

Talete ci racconta di persone che colpite da questa sciagura si comportavano come lupi: ululavano e si lamentavano cercando di mangiare carne umana. Secondo Petronio esistevano persone dalla duplice pelle, normale di giorno ma che la notte si rivoltava diventando pelliccia. Nel medioevo i presunti licantropi erano così sezionati per esaminare che la pelle contenesse peli.

Nella tradizione scandinava l’orso fungeva una simile funzione al lupo e i guerrieri bearsak si coprivano solo di pelle d’orso per sentirsi invulnerabili e dar così sfogo a una libertà sfrenata senza inibizioni culturale e religiosa.

Gerard Van Swieten, medico di Maria Teresa d’Austria scrive uno studio sui fenomeni legati alle leggende balcane di vampiri e lupi mannari e nei Commentaria in aphorismos scrive:

“Una variante della mania è la licantropia e la cinatropia, per cui gli ammalati si mettono furiosamente a imitare i lupi e i cani e talvolta credono di essersi trasformati in tali animali…. Si dice che l’epoca preferita per tali eccessi sia il mese di febbraio durante il quale, di notte, gli ammalati si trasformano in cani o lupi cercando di violare i sepolcri. E tutti gli autori concordano nell’affermare che questi individui circolino in preferenza nei cimiteri. “

In Europa il terrore dei lupi mannari  è forte soprattutto tra il cinquecento e il seicento, gli inquisitori hanno condannato a morte tantissime persone innocenti che sotto tortura si sono proclamate licantropi.

caccia al lupo mannaro

caccia al lupo mannaro

Lupo mannaro e vampiri

Come sappiamo dai film lupi mannari e vampiri sono compagni nel male e spesso si combattono, questo immaginario deriva da una credenza Slovena del 1500 che credeva che il vampiro non fosse altro che il lupo mannaro morto. Il vampiro era ritenuto una trasformazione del lupo mannaro.

Il lupo mannaro di Bedburg, Peter stump

Papa Innocenzo VII nel 1845 incaricò due domenicani esperti cacciatori di streghe di redigere un manuale per combattere il maligno e nel 1487 venne redatto il Malleus Maleficarum , cioè il martello delle streghe.

Questo codice venne diffuso e ratificato anche da futuri papi e divenne lo strumento della chiesa per agire  e condannare persone sospette di lavorare nelle fila di Satana. Questa politica portò alla chiesa numerosi profitti derivanti dai sequestri dei beni dei condannati che in parte andavano anche agli inquisitori.

Peter Stump era un ricco fattore protestante della città tedesca di Bedburg che nel 1589 venne comandata dai cattolici  e così il povero ma ricco fattore venne accusato di Licantropia e sotto tortura ammise di essere un licantropo.

Nella confessione raccontò di aver fatto un patto con satana in tenera età e ricevuto una campana magica per trasformarsi in un enorme lupo con gli occhi che scintillavano di fuoco. Sotto l’effetto magico era assetato di sangue uccidendo indistintamente uomini e animali che incontrava.

Nella confessione ammise di aver divorato 14 bambini, donne incinte e i loro feti. Venne condannato di aver mangiato la testa del figlio e violentato figlia e cugina.

Fu condannato al rogo e con lui anche le due parenti stuprate con la colpa di aver subito lo stupro, così non c’erano più eredi. Forse così la chiesa poteva più facilmente impossessarsi dei beni del fattore?

Peter Stumpp, il lupo mannaro

Peter Stumpp, il lupo mannaro

Jaques Rulet il licantropo francese

Verso al fine del cinquecento un contadino francese della regione dell’Aquitania mentre lavorava nei campi vide due lupi mangiare il cadavere di un giovane ragazzo di quindici anni. Il contadino cercò di ucciderli senza riuscirci ma inseguendoli si imbatte in un uomo nudo, dalla barba lunga e dal folto pelo che aveva per giunta unghie lunghe ed affilate. Il contadino lo catturò e lo portò in paese avvisando i gendarmi che lo arrestarono mettendolo sotto processo.

Jaques Roulet confesso di essere un ladro che grazie ad un unguento diventava feroce e famelico come una belva senza trasformarlo in lupo però. Accuso anche il fratello e il cugino che però non furono ritenuti responsabili e rilasciati.

Il comportamento di Roulet in carcere e durante gli interrogatori non lasciarono dubbi agli inquirenti: era un malato di mente. Per cui il Parlamento di Parigi nel 1589 commuto la pena di morte a due anni di manicomio presso Saint Germain de Pres dove fu istruito allo studio della religione nel tentativo di reinserirlo nella comunità.

I Gandillon, una famiglia di licantropi

Nel 1598 nella regione francese della franca Contea si assiste ad un raro caso di isteria collettiva che vede coinvolti due fratelli, arrestati impiccati ed arsi al rogo.

La famiglia Gandillon viveva in una zona poco abitata e i giovani della famiglia erano costretti all’isolamento vivendo in una situazione di probabile stress emotivo. Pernette Gandillon era una ragazza che si sentiva un lupo assumendo comportamenti aggressivi tanto che un giorno vagando in un bosco aggredì due bambini uccidendone uno. Le grida dei bambini giunsero al villaggio e quando gli abitanti accorsero si avventarono su Pernette linciandola. Le guardie la incarcerarono in attesa di giudizio ma presto anche il fratello fu accusato di partecipare a dei sabba e di essere uno stregone che aveva fatto un patto col diavolo.  Anche gli altri fratelli Georges e Annette si dichiararono stregoni.

Quando furono in cella i due giovani si comportarono come bestie, ululando e correndo a carponi.

Questo caso è molto probabile che fu un delirio collettivo nel quale probabilmente la più grande dei fratelli e più disturbata, suggestionasse i fratelli isolandoli e rafforzandoli nel suo delirio.

licantropo gargoyle in una cattedrale gotica

Nelle cattedrali gotiche sono presenti Gargoyle a forma di licantropo.

Discorso sulla licantropia o della trasformazione degli uomini in lupi

Nel clima culturale secentesco fatto di miti e leggende antiche ma anche di rivoluzione scientifica, licantropi e strani mostri sono ancora presenti nell’immaginario collettivo ma il potere, re e chiesa, cercano di combatterli non più con esorcismi  ma con studi scientifici per verificarne l’esistenza.

Nel 1599 a Parigi vien pubblicato il primo trattato sui licantropi dal titolo: ‘Discours de la lycanthropie’ ovvero Discorso sulla licantropia o della trasformazione degli uomini in lupi.

Questo trattato serve per smitizzare e ridurre a ragionevolezza il popolo dimostrando che i lupi mannari non esistono, sono uomini ridotti a stato di bestie che si sentono lupi.

L’autore, , Jean Beauvoys de Chauvincourt, segretario di Stato del re di Francia fornisce un ampia testimonianza delle testimonianze e del vissuto dell’epoca. Jean Beauvoys propone due ipotesi per questo fenomeno:

1 i licantropi sono uomini vittima di una malattia degenerativa che dipende dalla cattiva alimentazione.

2 i lupi mannari sono posseduti dal demonio, stregoni  che hanno fatto un patto con Satana contro la Chiesa. Per questo l’autore specifica una serie di pratiche e una accurata descrizione di rimendi: polveri, unguenti etc che il diavolo prepara per le sue vittime in modo da soggiogarli e renderli dei mostri.

Due le ipotesi avanzate da Beauvoys de Chauvincourt, che pure sembra uno degli spiriti più razionali del suo tempo… La prima è che si tratti di una malattia degenerativa, che dipende da una cattiva alimentazione, carne avariata in particolare. La seconda è che si sia di fronte a una «possessione diabolica». I lupi-mannari sono stregoni che, in spregio alla Chiesa, «hanno legato la loro volontà perversa a quella di Satana e, per libero arbitrio, si sono sottomessi a i suoi iniqui comandamenti, rendendosi in tal modo nemici mortali del genere umano». E interessante, al proposito, è l’accurata descrizione di vari «unguenti, colliri, creme, polveri e pozioni» che il demonio somministra a questi disgraziati per «turbare la fantasia e l’immaginazione, le quali una volta alterate, danneggiano tutto il corpo».

Il volume è stato tradotto dal francese all’italiano : Discorso sulla licantropia o della trasformazione degli uomini in lupi. Casa editrice: La Vita Felice.

I licantropi, il mito ultima modifica: 2017-08-07T10:32:58+00:00 da Stefano Torselli
Facebooktwittergoogle_pluspinterest

commenta