La relazione scientifica sui vampiri per Maria Teresa d’Austria

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di Gerard Van Swieten, Archiatra di Sua Maestà l’Imperatrice Maria Teresa

Maria Teresa d'AustriaMia gentile Sovrana, sempre, quando la gente si trovò di fronte a fatti straordinari di cui non conosceva le cause, li attribuì a potenze superiori all’uomo. Questo ci dimostra la storia di ogni secolo.

Le scienze coltivate con buon senno e le arti provarono l’esistenza di cause naturalissime, i cui effetti fecero meravigliare coloro che tali cause ignoravano. Le eclissi, per esempio, generarono spaventi grandissimi, e popoli interi credettero per più secoli che si trattasse di prodigi.

L’astronomia sanamente coltivata dissipò questi spaventi; e quello spettacolo che parve altra volta orribile, più non ci rattrista, e noi ora pacificamente ammiriamo la potenza del Creatore, che fa girare questi grandissimi corpi nello spazio immenso  durante tanti secoli con tanta regolarità, che il debole spirito umano è arrivato a calcolare con assoluta precisione il loro ritorno per i secoli a venire. La polvere da cannone, i fenomeni elettrici, le illusioni ottiche, hanno di che altamente stupire tutti quelli che non le sanno; e non pochi impostori se ne sono valsi per far credere al credulo pubblico d’essere potentissimi maghi. Così è certo ancora, che a misura che le scienze e le arti avanzano, i prodigi scemano.

La magia postuma di cui qui si tratta, somministra una novella prova; imperocché tutte quelle storie hannosi da paesi ove regna l’ignoranza: ed è cosa probabilissima che i greci scismatici ne siano i principali autori. Il dotto e chiaro medico Tournefort, il maggior botanico del suo secolo, essendo stato da Luigi XIV spedito nell’Asia e segnalatamente per veder nella Grecia alcune piante che gli antichi medici greci avevano spesso imperfettamente descritte, vide da vicino un cadavere accusato di magia postuma: e altresì tutti i mezzi che si ponevano in opera ad impedimento del Demonio, affinché più non si servisse de’ corpi morti per far arrabbiare i vivi. Questa storia, che si ritrova nel Vìaggio in Levante di Tournefort, può servire a capire quel
che si debba pensare intorno a ciò che è accaduto nell’anno 1732 in un cantone dell’Ungheria, fra il Tibisco e la Transilvania. La magia postuma regnava allora in questo tratto di paese; certi morti empi venivano chiamati Vampiri e si credea succiassero il sangue delle persone e anche delle bestie; e quando uno s’avea mangiato della carne di simili animali era giunta la volta sua di diventar Vampiro; e di qualunque maniera uno fosse diventato Vampiro passivo in sua vita, diventava Vampiro attivo dopo la morte, salvo che non mangiasse terra del sepolcro d’un Vampiro e non si strofinasse col sangue di esso.

Van Swieten autore sulla relazione dei VampiriSono informato solo superficialmente di questa storia; ma credo che il processo verbale sia stato spedito al Consiglio Imperiale di Guerra a Vienna sul principiar dell’anno 1732.
La cerimonia che si praticava era dettata dallo haduagij, ossia dal giudice del luogo, uomo espertissimo nel vampirismo. Si cacciava un palo aguzzo nel petto del Vampiro passandogli fuor fuora il corpo, dappoi si gli troncava la testa, il tutto si bruciava, e gittavasene la cenere nella fossa. Il vampirismo facilmente si acquista, ed e contagioso quanto la rogna, perché corre credenza che un cadavere vampiro infetti in picciol tempo ogni altro corpo sotterrato nel medesimo cimitero, se tantosto non si distrugge il primo.

Non essendo io informato di tutte le circostanze, mi contenterò di far qualche considerazione sopra il caso nato di fresco il quale fu esaminato da persone non prevenute, ma perspicaci e che non potevano esser troppo facilmente ciurmate. E vero che i nostri Vampiri dell’anno 1755, non
erano peranche divenuti sanguisughe, ma v’era già ogni disposizione a divenir tali; imperocché il boja, persona affatto vendica senza dubbio nelle cose del suo mestiere, affermava che tagliando a pezzi i cadaveri condannati al fuoco ne usciva il sangue con impetuosità e in copia: ciononostante ammise modestamente dappoi poter questa quantità esser pressappoco d’una cucchiaiata.

Il che cangia di molto la storia. I fatti straordinari osservati possono ristringersi a questi due punti:
1 che i cadaveri de’ maghi postumi, o Vampiri, non marciscono, ma restano intieri, e arrendevoli;
2. che questi Vampiri inquietano i viventi con apparizioni, rumori, soffocazioni, ecc.

Io farò alcuna considerazione sopra questi due punti più succintamente che sia possibile. Un cadavere è ordinariamente disposto a marcirsi, per la qual cosa tutte le parti del corpo quasi del tutto si dissipano tranne le ossa, che non lasciano che un pugno di terra molto leggera ma cotal putrefazione si fa pian piano nell’avello senza la menoma impetuosità. Pruova di cio si è che, quando apresi una cassa quindici anni dopo la morte, e non si da qualche colpo contro ad essa, sembra di vedere il cadavere intiero: si ravvisano i lineamenti del volto, il drappo da morto, ed il resto tutto ma se vien mossa la cassa anche leggermente, ogni cosa cade in polvere informe, e restano le sole ossa.

Siccome i trapassati deono fare posto alla sepultura de’ loro successori, fissossi il termine di anni quindici in più paesi prima che i becchini possano smuovere i cadaveri. Io ho assistito più volte a cotali aprimenti di tombe, e con qualche mancia ottenni agevolmente che il becchino aprisse alcune casse almeno con molta lentezza. Da ciò restai convinto, che noi non siamo dopo morti la pastura de’ vermi, almeno non sempre; imperocché questa polvere non avrebbe ritenute le fattezze del volto. Quando si vuotano gli avelli, trovansi certe volte cadaveri intieri
che non sono putrefatti, ma ben anzi disseccati, d’un color brunazzo, e le carni sono tostissime, senza tuttavia che i cadaveri sieno stati imbalsamati. Il becchino m’assicurò che contavasi che di trenta cadaveri uno si disseccava senza putrefarsi. Quindi conchiusi che, senza alcuna causa soprannaturale, un cadavere può restar parecchi anni senza corrompersi.

Io so molto bene che certa gente sostiene che il cadavere d’un Vampiro è non solamente senza corrompimento, ma che la carne resta fresca, e che le  membra sono rendevoli: ma ciò pur si truova senza prodigio. Quando si trasportarono a Vienna i corpi delle due Arciduchesse defunte in Bruxelles, io ero presente all’aprimento delle casse; e i loro volti erano intieri, la punta del naso arrendevole, ecc. Vero è che essi corpi furono imbalsamati, ma l’erbe aromatiche che vi s’aveano messe, non serbavuno il menomo resto l’odore. Questa conservazione essere dee piuttosto attribuita alle casse di piombo bene stagnate, che non ammettono per nessun modo l’aria, e ne vien quindi impedita la putrefazione. Per conseguenza, se la cassa è chiusa bene, se la terra
è di sua natura assai compatta, o s’indurisce dal freddo dopo la sepoltura o che l’entrata dell’aria vien da qualche altro mezzo impedita, la corruzion non si forma, o almeno assai lentamente.

Nel mese di febbraio 1750, si aprì l’avello d’un’antica famiglia nella Contea di Devonshire in Inghilterra: fra molto ossame, e molte casse marcite, si trovò una cassa di legno tutta intiera: questa fu aperta per curiosità: vi si trovò un corpo d’un uomo affatto intiero: le carni conservavano la tostezza naturale; le giunte delle spalle, del gomito e d’ogni dito, arrendevolissime: quando si premeva la faccia, ella cedeva alle dita, ma si rilevava tosto che cessava la pressione: la medesima cosa si sperimentò in tutto il corpo; la barba era nera e lunga quattro pollici. Il cadavere non era stato imbalsamato, imperocché non si rinvenne alcun segno d’incisione. Per mezzo del registro della parrocchia restò provato che dopo l’anno 1669 nessuna persona era stasta seppellita in quella fossa. Ecco adunque un Vampiro inglese, che durante lo spazio di ottant’anni se ne stava tranquillamente nella sua tomba senza disturbar nessuno.

Veggiamo omai i fatti allegati in comprovazione del vampirismo. Rosina Iolackin, morta il 22 dicembre 1754 e dissotterrata il 19 gennaio 1755 venne dichiarata Vampiro degno del fuoco, perché era stata ritrovata intatta nella tomba. Gli anatomisti d’inverno tengono cadaveri all’aria aperta per sei settimane e anche due mesi, senza putrefazione. E si noti poi che quest’inverno fu rigido oltre il costume. In tutti gli altri cadaveri dissepolti la corruzione  aveva già consumato la maggior parte del corpo: ma bastava che non tutto fosse putrefatto, e allora subito al fuoco! Che ignoranza! Parlavasi nella relazione del Concistoro di Olmiitz di certi segni, o contrassegni, trovati sopra i cadaveri dei Vampiri; ma non sono specificati mai. Due stufaiuoli, cerusici che non avevano mai veduto un cadavere disseccato, che non sapevano niente della struttura del corpo umano, siccome eglino medesimi han confessato ai commissari, sono i testimoni che fanno lanciare una sentenza di fuoco. Ben è vero che i commissari d’Olmùtz non han sempre preso cerusici per esaminare i fatti: hanno fatto venire anche commissari spirituali, i quali hanno con molta disinvoltura deciso sopra il vampirismo; risulta infatti dàgli ‘..Lante acta che nell’anno 1723 fecero abbruciare il corpo d’un uomo tredici giorni dopo la morte, e nella sentenza si allega quale motivazione che sua nonna non visse in buon odore nella Comunità. L’anno 1724 fecero ardere il cadavere d’un uomo diciotto giorni dopo la morte perché era parente del precedente. Bastava essere del parentado d’un supposto Vampiro, e allora il processo era bello e finito. Si abbruciò il corpo d’un uomo due giorni dopo a sua morte solo perché il cadavere conservava ancora una buona cera e perché le articolazioni erano flessibili.

Da tutto quello che s’è detto, apparisce chiaramente che il Concistoro d ‘Olmùtz non ha lasciato ai cadaveri il tempo di corrompersi, e che per conseguenza quell’indizio di magia postuma è falsissimo. Da questo falso principio si tirarono conseguenze assurdissime; imperocché restò stabilito, che un preteso Vampiro comunicava la sua malizia a tutti i cadaveri seppelliti dopo di esso nel medesimo cimitero. Nell’aprile 1723 nove cadaveri, tra’ quali sette di bambini, a motivo che si credevano infetti da un Vampiro sotterrato prima di essi nel medesimo cimitero. Si usò grazia ai cadaveri sepolti prima del Vampiro.  Nulladimeno i commissari Wabst e Gaffer hanno dimostrato, che in questi cadaveri non sospetti si ritrovano parti non ancora corrotte, e in uno addirittura un poco di sangue. Prova evidente che due cerusici ignoranti avevano detto delle menzogne.

Ora si tratta di considerare le apparizioni e gli altri prestigi che si pretesero esser una sequela dell’incorruzion de’ cadaveri in tutto, o in parte. In primo luogo vuolsi notare che le testimonianze non portano che i trapassati sieno comparsi ai viventi; ma si pretende che si sentisse una compressione, un’angoscia che forzasse a dormire. Io lascio giudicare, quando la immaginazione una volta tocca dalle cotidiane novelle di spettri, di prestigi ecc, se queste buone genti non ebbero paura nel loro letto prima di addormentarsi.
Apparisce dall’esame fatto dai commissari, che molta di questa gente avea malattie di petto, le quali cagionavan loro grandi affanni allorquando erano in letto. Parimente, in parecchi attestati, si nota che coloro si sentivano più sollevati quando si mettevano a sedere sul letto. Tutti sanno che la sola paura può essere cagione di spaventevoli affanni. Altri si credettero vedere un cane, un gatto, un vitello, un maiale, una testa di vitello, ecc. Aveva dunque bisogno il Diavolo di scomodare un cadavere umano per poi comparire sotto una figura di maiale? Non v’ha nessuna connessione tra la causa e questi pretesi effetti. Un cane, e spezialmente un gatto, s’eglino son neri veduti nottetempo son sempre presi pe Diavolo o per uno spettro che giri itorno o dentro a un cimitero. Così un porco, secondo che si attesta, il quale passava grugnendo davanti a una casa, fu preso per un Vampiro risuscitato.

Io avrei vergogna a ripetere altre frivolezze di questo genere.

Una certa Sallingherin, o altramente detta Wenzel-Richlerin, fu seppellita diciotto mesi fa. Si pretende ch’ella fosse una strega e che sia lei la cagione di tutti questi mali. Ma dove sono le pruove di questa stregoneria? Questa femmina dispensava rimedi, e ‘l suo figliuolo rivelò tutti questi pretesi arcani. Erano occhi di gambero stemperati nell’acqua; alcune erbe, radici, ecc., senza un’ombra di superstizione. Una volta pertanto per abbellir le sue cure e dare a credere esservi del mistero, ordinò a un infermo ch’egli le dovesse mandare quattro scudi aggruppati in una delle sue camicie, e ch’ella dappoi gl’invierebbe de’ rimedi. Si sostenne che questo infermo fosse rimasto ammaliato. I Commissari l’hanno esaminato e hanno trovato ch’era una malattia
difficile, ma naturalissima la qual si chiama: Colica Pictonum, e rende gli ammalati attratti de’ loro membri. Noi siamo attualmente impiegati a guarire simile infermo nel Civico Ospedale. Oppure si vuole che essa abbia predetto il giorno della guarigione d’una malattia. Ecco tutte le pruove della stregoneria. Ma non devono essere state considerate valide durante la vita di Codesta donna, imperocché ella frequentò i Sacramenti, morì nel grembo della Chiesa, e fu seppellita colle cerimonie sacre; e diciotto mesi dopo la sua  morte è diventata una strega degna del fuoco!

Sopra fondamenti di tal sorta si ordì tutta questa storia, e si commisero de’ sacrilegi, fu violato l’asilo delle tombe, restò offuscata la reputazion de’ defunti, e delle famiglie, che doveano aspettarsi una medesima sorte, se tali abusi via non si toglievano furono posti nelle mani del boja corpi di fanciulli morti nell’innocenza; uomini, il cui tenor di vita non fu mai rìprovato, ebbero la disarazia di esser disseppelliti, soltanto perché una pretesa strega vi era stata sotterrata. Si dichiarano stregoni; si consegnano i corpi non solo ai boja, perché li riduca in cenere, ma si pone nella sentenza che s’avrebbon questi puniti assai più severamente se fossero ancora in vita, e che si abbruceranno i corpi loro con infamia, affinché serva d’esempio ai loro complici.

Dove sono le leggi che autorizzano siffatte sentenze? Si ammette che non ce n’è, ma si allega freddamente che le usanze vogliono cos’i. Che sequela d’infortuni! Cose simili mi trafiggono e a tanto sdegno mi muovono, che io veggo di dover smettere la mia esposizione per non essere trasportato oltre i termini.

valigia ammazza vampiri

La relazione scientifica sui vampiri per Maria Teresa d’Austria ultima modifica: 2017-01-11T19:09:18+00:00 da Stefano Torselli
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