Nella città di Gand, in Belgio, si trovano ben tre mirabili esempi dell’arte gotica: la cattedrale di Saint Bavon, la Chiesa di san Luca e la torre Beffroi.
La città di Gand deve il suo nome all’origine celtica che significa “confluente”, poiché è sorta tra i due fiumi: Lys e Scheda. Lo sviluppo della città si ha principalmente a partire dal VII secolo che vede la costruzione dell’abbazia di Saint Pierre e Saint Bavon.

Dopo che i vichinghi distrussero la città nel 851 e 879 fu costruito un castello dai conti di Fiandra che divenne il nucleo dell’attuale città. Intorno all’anno mille la città divenne tanto da popolosa da contare 65.000 abitanti.
La Cattedrale di Saint Bavon
Nel decimo secolo il vescovo di Girai e Noyon, Transmarius, fece erigere una cappella in favore di Saint Jean, nel XIII secolo la cappella fu ingrandita con due cappelle ai lati e una chiesa mentre ad ovest venne costruita una torre. Il nome della cattedrale risale al 1540, quando Charles Quint prese una serie di misure repressive contro la città che si era ribellata ad una tassa di guerra dell’imperatore. Charles Quint costruì una cittadella fortificata nel luogo dell’abbazia di Saint Bavon che rase al suolo. I capitoli dell’abbazia furono allora portati alla chiesa di Saint Jean che fu ribattezzata in Saint Bavon. Nel 1559 il papa scelse questa chiesa come sede episcopale, e Saint Bavon divenne cattedrale.
Architettura
Questa splendida opera gotica racchiude diversi stili architettonici: il romanico per la cripta e il gotico ornato e gotico tardo per l’architettura e le decorazioni. Lo spazio interno della cattedrale è immenso ed articolato in tre navate in stile gotico brabançonne, il transetto e le cappelle radianti laterali. Il coro è parzialmente aperto al pubblico e si accede tramite una scala di una decina di gradini, rinchiude i mausolei dei vescovi di Gand sepolti nella cripta insieme a a parecchie opere d’arte tra le quali la statua di Saint Pierre e Saint Paul. La torre della facciata occidentale è anch’essa in stile gotico brabançonne, alta 89 metri e costruita tra il 1462 e il 1534. Le vetrate risalgono al XIX secolo.
Tra i tesori della cattedrale il polittico dell’Adorazione dell’Agnello mistico dei fratelli Van Eyck costituito da 10 pannelli di legno di quercia realizzato nel 1432 che è considerato uno dei più insigni capolavori della pittura fiamminga del XV secolo. In questa chiesa troviamo anche, di Rubens, L’entrée de Saint-Bavon au cloître del 1623; un maestoso pulpito di rovere e marmo del 1741; l’organo barocco del 1653; la cripta con gli affreschi del XV e XVI secolo e una notevole collezione di oggetti di culto.

L'Agnello Mistico: il polittico più ambito della storia dell'arte
Il vero cuore della cattedrale di Saint Bavon non è la navata, né la torre brabançonne, né la cripta romanica: è il Polittico dell'Adorazione dell'Agnello Mistico, dipinto dai fratelli Hubert e Jan Van Eyck e completato nel 1432. Composto da dodici pannelli dipinti su entrambe le facce, per un totale di ventiquattro scene, il polittico è considerato l'opera fondatrice della pittura fiamminga e uno dei capolavori assoluti dell'arte occidentale. Al centro del pannello inferiore campeggia l'Agnello di Dio sull'altare, circondato da angeli e da folte moltitudini di santi, pellegrini, cavalieri e profeti che convergono da ogni direzione verso il sacrificio divino. Nella parte superiore, Dio Padre in trono — o secondo alcune interpretazioni Cristo glorioso — campeggia tra la Vergine e San Giovanni Battista, affiancato da angeli musicanti e dalle figure di Adamo ed Eva nelle ante laterali, dipinti con una resa anatomica e psicologica di sorprendente modernità per il 1432. I colori, ricchissimi di lapislazzuli e oro, e la minuzia del dettaglio — ogni filo d'erba, ogni gemma, ogni piega di tessuto — rimangono irripetibili a quasi sei secoli di distanza.
Il capolavoro più rubato della storia: dodici furti in sei secoli
Il Polittico di Gand detiene un primato inquietante: è l'opera d'arte più volte rubata nella storia, con almeno dodici furti, sequestri o scomparse documentati dal XV secolo a oggi. Filippo II di Spagna tentò di portarselo via. Le autorità francesi lo requisirono durante la Rivoluzione. Nel 1816 i pannelli laterali inferiori furono venduti dal vescovo di Gand a un commerciante d'arte e finirono in Prussia, poi a Berlino. La vicenda più drammatica avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale: nel 1942, per ordine di Hitler — che lo destinava al grande museo che avrebbe voluto costruire a Linz — il polittico fu trafugato dai nazisti e nascosto nelle miniere di sale di Altaussee, in Austria. Nel 1945 i Monuments Men, la squadra alleata di recupero delle opere d'arte, lo trovarono lì, intatto. Tornò a Gand nel 1945. Ancora oggi, uno dei dodici pannelli — i Giudici Giusti, rubati nel 1934 — non è stato recuperato: in cattedrale è esposta una copia, e il pannello originale resta il più famoso refurtiva irrisolta della storia dell'arte.
Il restauro del XXI secolo: Van Eyck sotto nuova luce
Dal 2012, il polittico Van Eyck è sottoposto al più ambizioso restauro della sua storia, condotto dal Royal Institute for Cultural Heritage belga. I pannelli vengono puliti e consolidati uno a uno, e ogni intervento rivela sorprese: sotto strati di ridipinture cinquecentesche e seicentesche sono emersi dettagli originali di Jan Van Eyck rimasti nascosti per secoli — tra cui il volto dell'Agnello, con un'espressione umana e frontale così intensa da suscitare un vivace dibattito internazionale. Il restauro è visibile al pubblico nella Cappella dei Van Eyck della cattedrale: i pannelli già restaurati brillano con colori che nessuno aveva mai visto nell'età moderna, mentre il lavoro prosegue dietro i vetri come in un laboratorio a cielo aperto. Visitare oggi la cattedrale di Saint Bavon significa assistere in diretta alla riscoperta di un capolavoro — un'esperienza rara, che restituisce all'arte gotica fiamminga tutta la sua potenza originaria.


